Sarà una giornata importante quella di oggi per il futuro dei settanta lavoratori dei Cantieri di Pisa, facenti parte del Gruppo Baglietto, che dal mese di novembre è entrato in serie difficoltà finanziarie a causa di un deficit di liquidità, fino alla messa in liquidazione della holding da parte della stessa proprietà.
Si svolgerà, infatti, nella giornata di oggi, a La Spezia un incontro per il concordato fallimentare del Gruppo Baglietto e si dovrebbero avere chiarimenti su chi potrebbe essere il nuovo acquirente della società.
Ad avanzare delle offerte nelle scorse settimane erano stati 5 gruppi diversi: i cantieri San Lorenzo di Viareggio, guidati da Massimo Perotti; il gruppo toscano Overmarine di Giuseppe Balducci; la Convers group del finanziere russo Vladimir Antonov e la statunitense Bix.
A valutare le offerte e i piani industriali di rilancio è Federico Galantini, nominato liquidatore dal gruppo Baglietto. Ma negli scorsi giorni due nuovi acquirenti si sono fatti avanti. Il primo è Gabriele Volpi, presidente della Pro Recco e dello Spezia Calcio, che può vantare una partecipazione nel settore della nautica e più precisamente nei Cantieri Ferretti. Il secondo è la Tecnomar, un cantiere nautico specializzato nella costruzione di maxi-yacht di lusso, fondata a Viareggio nel 1988, e che ha la sua sede legale a Massa. La società si è affermata negli ultimi anni come uno dei principali costruttori italiani di barche superiori ai 27 metri.
Se in un primo tempo sembrava una corsa a due tra San Lorenzo e Overmarine, la discesa in campo di Volpi e soprattutto della Tecnomar, sembra aver cambiato le carte in tavolo, con quest'ultimo gruppo in pole position per aggiudicarsi il gruppo Baglietto e così anche i Cantieri Pisani.
Apprensione ed attesa, da parte dei lavoratori pisani su chi sarà il nuovo acquirente, sul piano industriale, e sul mantenimento dei posti di lavoro. Dal punto di vista occupazionale, la partita non riguarda però solo i 70 operai che fino a qualche mese fa lavoravano per i Cantieri pisani, infatti a questi si aggiunge anche il problema sempre più complesso dell'indotto.
Secondo quanto definito nel concordato si prevede il pagamento a favore dei creditori non privilegiati del 10% dei crediti vantati nei confronti del cantiere. Quest'operazione lascerebbe scoperto, quindi gran parte dell'indotto, dato che il debito della Baglietto è intorno ai 130-140 milioni di euro. Di questi, un'ottantina sono in mano alle banche, tra i 40 e i 45 ai fornitori e il restante fa capo agli armatori.
Una situazione molto complessa, spia ulteriore di come anche il settore della nautica nel nostro territorio viva un momento di profonda difficoltà.
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