Partecipazione, informazione e sospensione di ogni procedura autorizzativa per nuovi impianti di termovalorizzazione dei rifiuti speciali. E' quanto chiedono la Federazione della Sinistra e i Verdi, che in conferenza stampa hanno spiegato le ragioni della loro preoccupazione. Si attendeva prima della pausa estiva un consiglio provinciale e un'apposita commissione consiliare per affrontare il tema; ma mentre il primo è ormai rimandato a settembre, per la commissione ci sono probabilità che si possa tenere ad agosto.
Salvatore Montano, segretario provinciale dei Comunisti Italiani, Andrea Corti, consigliere provinciale di Rifondazione e Francesco Bertorello dei Verdi, hanno concentrato l'attenzione su tre proposte di impianto: il pirogassificatore della Waste Recycling a Castelfranco, il dissociatore molecolare di Ecofor a Gello di Pontedera e il gassificatore della Delca a Vicopisano.
"Nelle ultime settimane, a mezzo stampa e dietro sollecitazione del nostro gruppo in Provincia, è emersa una situazione molto preoccupante sulle problematiche dello smaltimento dei rifiuti speciali - si legge nella nota emessa congiuntamente - Sono state infatti avviate le procedure autorizzative per la realizzazione di tre impianti di trattamento termico di rifiuti speciali dietro richiesta di soggetti privati. Si tratta degli impianti di Gello, Vicopisano e Castelfranco che hanno visto la concomitante opposizione tramite la costituzione di comitati popolari e in alcuni casi delle stesse amministrazioni locali."
"E' significativo - prosegue il testo - che senza un nostro interessamento in consiglio o dei comitati, grande parte delle procedure autorizzative e degli stessi atti sarebbero passati sotto silenzio. La ragione principale, ma non l'unica, risiede nelle procedure di semplificazione amministrativa introdotte dai governi di centrodestra che evidentemente hanno suscitato gli appetiti di gruppi privati che, al di fuori di qualsiasi pianificazione hanno inoltrato richiesta alla Provincia di Pisa come autorità competente. Così, l'inizio del dibattito avvenuto in Consiglio provinciale sulla questione rifiuti ha palesato la mancanza di visione strategica dell'attuale maggioranza di come porsi e di quale politica fare per affrontare nella trasparenza e legalità il tema dei rifiuti ed in particolare di quelli speciali. Dietro a questi, infatti, si nasconde uno dei più grandi affari in tutto il mondo, spesso infarcito dall'illegalità. Nel sistema capitalistico e dal sistema creditizio il rifiuto è considerato 'un valore sufficiente a garantire prestiti'."
"A dimostrazione di ciò - continuano - nella nostra provincia sono state chieste autorizzazioni per almeno 3 impianti tecnologici termici per trattare i rifiuti. Queste iniziative prevalentemente private in conformità con quanto previsto dal dlgs 152 / 2006 e s.m e sopratutto grazie agli incentivi del CIP 6 (conversione in energia elettrica) offrono agli imprenditori ottimi profitti, ma scaricano i costi diretti e indiretti sulla comunità, in altre parole e per l'ennesima volta si privatizzano gli utili e si socializzano le perdite, intese in questo caso come danni potenziali alle persone e all'ambiente."
Un giro di affari, che secondo gli esponenti della Federazione della Sinistra e dei Verdi, non fa che svelare "l'incapacità della politica di governo del territorio e la impreparazione della sua classe dirigente ad affrontare in maniere trasparente e competente questo problema", ma anche una certa combinazione di norme nazionali e regionali che, semplificando le procedure autorizzative, facilitano molte criticità, "alcune delle quali insite nella organizzazione stessa delle istruttorie, ovvero lo strumento della conferenza dei servizi, che si è rilevato inadeguato e contraddittorio negli esiti e nelle prescrizioni, evidentemente per forti difficoltà nell'affrontare normative complesse e argomenti multidisciplinari. Sono stati così emessi pareri diversi e in contrasto tra loro, evidentemente per la 'casualità' e competenza dei partecipanti. Sono stati ammessi al procedimento autorizzativo progetti e documenti di sostegno largamente omissivi e parziali, che invece dovevano essere respinti al mittente. Paradigmatico in questo senso il caso di un progetto che dichiarava di smaltire rifiuti pericolosi, ma produceva ceneri non pericolose!"
Infine, puntano il dito sui controlli, delegati allo strumento delle autocertificazioni: "In questi giorni questo strumento ha visto la punta di diamante della propria inconsistenza nella vicenda dell'inceneritore di Falascaia posto sotto sequestro dall'autorità giudiziaria per i livelli di inquinamento prodotti. Su queste criticità si può e si deve intervenire subito, è evidente che gli attuali strumenti legislativi sono del tutto inadeguati a garantire la tutela della salute e dell'ambiente, ma è altrettanto evidente che le normative non sono state applicate in modo estensivo. Si rammenta che parlare di un piano interprovinciale sui rifiuti significa ricorre alla Valutazione Ambientale Strategica. Riteniamo quindi che nelle more della attuale situazione normativa un chiaro intendimento politico dovrebbe essere quello di redigere quanto prima un piano dei rifiuti e di assoggettarlo alle valutazioni previste per legge nazionale e comunitaria e conseguentemente bloccare i procedimenti autorizzativi in corso, anche in evidente carenza di adeguati livelli di controllo. Alternativamente si rischia di consentire il libero mercato dei rifiuti speciali, con buona pace della tanto sbandierata autosufficienza al quale ci potremmo opporre e ci opporremo solo nelle sedi giudiziarie."
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2010/08/04 15:08:06 Plinio Il Vecchio Come non darti ragione.
Mi è capitato qualche giorno fa di vedere una persona (la cui età lasciava supporre ampiamente l'uso della ragione) che gettava senza indugio il suo "rifiuto" di polietilene riciclabilissimo, nel cassonetto indifferenziato, pur avendo a pochi centimetri la campana del multimateriale.
Io penso che l'incosapevolezza e soprattutto il menefreghismo siano alla radice dei problemi ambientali che oggi ci tocca affrontare.
2010/08/04 13:08:26 Sergio Sabatini Secondo me, che lo vogliamo o no la strada dei rifiuti è tracciata:
- Riduzione dei rifiuti a partire dalla fonte e riconsegna alla fonte dell'usato.
- Tendenza a rifiuti ZERO - Raccolta differenziata con recupero a freddo.
- Incentivi a chi ricupera NO a chi brucia ed inquina.
- Immissioni ZERO nell'ambiente di qualunque sostanza inquinante pena compromettere in modo irreversibile la vita. Auguri a tutti, Sergio Sabatini