Pisa nuovamente sotto i colpi di un temporale, breve quanto intenso, che dalle 11 alle 12.30 della giornata di ieri (giovedì 5 agosto) non ha dato tregua alla città.
Gravi allagamenti in via Sante Tani, cantine, garage ed esercizi commerciali allagati. Via San Francesco completamente invasa dall'acqua così come il sottopasso di via Contessa Matilde. Danni registrati a Porta a Lucca. Grave la situazione anche in Via Vespucci dove il passaggio delle auto ha concentrato l'acqua nella zona adiacente all'ex Piaggio creando una pozza d'acqua profonda decine di centimentri e obbligando gli esercizi a ridosso della strada a una drastica serrata. Sott'acqua i quartieri di San Marco e San Giusto. Problemi anche all’ingresso del carcere don Bosco bloccato per circa un’ora e all’interno del campeggio internazionale a Marina. I vigili del fuoco sono intervenuti per mettere in sicurezza un cornicione in vicolo del Poschi.
Numerosi danni anche in provincia, colpite soprattutto Santa Croce, San Giuliano e Vecchiano, con l'esondazione dei canali affluenti di Nodica e Migliarino; presso quest'ultimo allagati i sottopassi ferroviari e piazza della Libertà. Non sono state risparmiate dagli allagamenti nemmeno Filettole e Avane.
La chiusura dell'aeroporto - Il "Galilei" è rimasto chiuso per circa un'ora nella tarda mattinata di ieri (dalle 12 alle 13) a causa della scarsa visibilità sulla pista. Quattro voli che erano previsti in arrivo a Pisa sono stati dirottati sugli scali di Ciampino, Genova e Rimini, mentre due voli Air France, da e per Parigi, sono stati cancellati, così come il volo Lufthansa per Monaco.
Il crollo di un tetto a Santa Croce - E' avvenuto in Via Turati in Santa Croce sull'Arno. Ne dà comunicazione l'Unione Inquilini, sezione del Valdarno Inferiore, cogliendo l'occasione per segnalare lo stato d'incuria in cui vertono alcune abitazioni: "Il crollo non può essere superficialmente imputato a un temporale estivo. Da anni la situazione degli edifici in Via Turati e in Via Provinciale Francesca è disarmante. Gli edifici in questione sono veramente fatiscenti e lasciati a se stessi, senza alcun significativo o rilevante intervento di manutenzione".
Il problema, insomma, non riguarda soltanto le intemperie agostane: "L'abbandono e l'incuria hanno prodotto ulteriori danni nell'edificio e infiltrazioni continue e anche il formarsi di muffa nelle abitazioni degli inquilini. É interessante che il Comune di Santa Croce sull'Arno e l'Apes si siano pubblicamente impegnati a richiedere un finanziamento di 200.000 euro alla regione. Da parte nostra, speriamo che non rimangano solo dichiarazioni di intenti e che, sopratutto, i tempi dei lavori di manutenzione, considerando l'annosa questione, non siano tombali come certi condoni".
Il ritorno alla normalità e le polemiche - Il cielo si è riaperto intorno alle 15, lasciando così la possibilità di fare la conta dei danni. Dall'Amministrazione Comunale di Pisa è giunto un primo bolettino sulla situazione: "La grande quantità di pioggia, con una media di circa 45 millilitri, caduta in un arco di circa due ore ha provocato l'allagamento di alcune strade e l’intervento degli uomini della Protezione Civile Comunale, dei Vigili Urbani, dei Vigili del Fuoco e le Associazioni del Volontariato. Nonostante il grosso impegno dell’Amministrazione Comunale per la manutenzione delle strade e delle fognature e nell’organizzazione di un piano di pronto intervento adeguato, una forte pioggia concentrata come quella di questa mattina (ieri per chi legge, ndr.) ha purtroppo creato comunque disagi alla popolazione".
"Le caditoie e le bocche di lupo delle strade - prosegue il comunicato - circa 33.000 sparse in tutta la città, sono pulite con regolarità. Il contratto che Pisamo ha stipulato con AVR lo scorso anno prevede infatti il monitoraggio continuo e la pulizia di circa 2500 caditoie al mese, ma l'intensità e la grande quantità di pioggia caduta in un tempo concentrato ha provocato l’accumulo di terrà e foglie secche soprattutto aghi di pino, fino ad ostruire i tombini. Per far fronte a questo fenomeno, alle prime avvisaglie del temporale e nonostante la regione non avesse lanciato l’allerta meteo, gli Uffici Ambiente e Protezione Civile del Comune hanno allertato il mezzo antispurgo della PISAMO e spostato sulle zone più colpite (litorale) gli addetti alle pulizie della città".
D'altra opinione alcuni dipendenti comunali che, attraverso la sezione cittadina dei Cobas, hanno inviato presso le redazioni giornalistiche una lettera di denuncia: "Gli allagamenti non sono spiegabili con la eccessiva quantità d'acqua, dati statistici per altro lo smentiscono. I centralini del comune, gli uffici tecnici, le squadre della protezione civile sono subissati di chiamate, i cittadini sono impotenti di fronte agli allagamenti dei loro esercizi commerciali, delle abitazioni, degli studi, ci chiedono cosa fare e noi non sappiamo offrire risposte".
"I tombini sono intasati ma a chi spetta stasarli? - questo l'interrogativo che emerge dalle lettera - le griglie sono ricolme di erbacce e fogli, a chi spetta pulirle? a Pisamo, ma il Comune non dovrebbe avere la funzione di raccogliere le proteste dei cittadini e prevedere interventi adeguati controllando che questi avvengano? Ebbene alcuni pisani hanno ripetuto a distanza di un anno le stesse proteste ma di interventi risolutori neppure l'ombra. E ci riferiamo al centro storico, al quartiere di San Giusto e di San Marco".
Poi, ancora altri quesiti: "I rifacimenti stradali: costano ai cittadini tanti soldi ma chi si occupa di verificare se le strade vengono costruite a norma per consentire all'acqua piovana di defluire? La conseguenza è che le strade di recente costruzione sono costantemente allagate, insomma 50 anni fa avevano più strumenti di oggi? Le domande scaturiscono dal nostro lavoro quotidiano di dipendenti comunali, noi vogliamo svolgere il nostro lavoro con professionalità e attenzione, siamo per la difesa del servizio pubblico ma lo sono veramente anche i nostri Amministratori e Dirigenti?"
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