10/08/10 09:04 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

"Leali ma non conformisti": si apre il dibattito nel Pd in vista del congresso 0

Alcuni esponenti del Pd pisano scrivono un documento pubblico in vista dell'appuntamento congressuale: "Il partito non ha nulla da temere da un confronto sulle idee, anzi riteniamo che una malinteso sforzo di unanimismo abbia appannato la capacità di dibattere lealmente tra noi e con la società, allontanando la partecipazione e lasciando cosi eccessivo spazio a schieramenti personalistici".

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Inizia ad assumere un carattere pubblico il dibattito all'interno del Pd provinciale in vista del congresso che si terrà in autunno e che porterà alla nomina del nuovo segretario provinciale e nel caso di Pisa anche del segretario comunale, ruolo oggi ricoperto pro-tempore dal deputato del Pd, Paolo Fontanelli.

E così mentre il toto nomi impazza da mesi e il confronto avviene sugli equilibri delle aree interne al partito, a rompere gli indugi lanciando un documento sul Pd pisano è un gruppo di esponenti del partito, molti dei quali si schierarano con la mozione di Marino in occasione della elezione del segretario nazionale: Samuele Agostini, Miro Berretta, Ranieri Bizzarri, Monica Bolognesi, Giampaolo Gorini, Stefano Landucci, Michele Nannipieri, Anna Rita Panetta, Nicola Panattoni, Federico Russo, Ugo Zanelli.

Il titolo dello stesso documento: "Leali ma non conformisti", esplicita bene il significato e l'obiettivo politico di questa operazione e ciò che vuole suscitare. Svela anche i maldipancia rispetto alla stessa gestione e ad alcune scelte fatte dal Pd, come sintetizzato nell'incipit dello scritto: "Crediamo opportuno aprire il dibattito con un documento e lo facciamo pubblicamente non solo perché il partito non ha nulla da temere da un confronto sulle idee "leale ma non conformista", ma perché l'essenza della democrazia sta in questo confronto ed anzi riteniamo che una malinteso sforzo di unanimismo abbia appannato la capacità di dibattere lealmente tra noi e con la società, allontanando la partecipazione e lasciando cosi eccessivo spazio a schieramenti personalistici".

Gli estensori del testo muovono da un'analisi generale nel contesto di crisi in cui ci troviamo, sulla base della quale enucleano ed individuano alcuni nodi locali su cui a loro giudizio è prioritario intervenire: "La sfida principale che il nostro partito deve affrontare è sapere trovare soluzioni ai problemi collettivi, che siano allo stesso tempo socialmente eque e potenzialmente maggioritarie, capaci di promuovere la giustizia e di raccogliere il consenso popolare. Se i processi produttivi e culturali portano la società ad essere sempre più frammentata in interessi particolari spesso contrapposti l'elaborazione politica non può affidarsi prevalentemente allo strumento della mediazione, ma deve proporre visioni più generali".

Così il documento entra su alcuni punti specifici, primo dei quali il lavoro, indicando come obiettivo in primo luogo, la rappresentatività del Pd di tutti i lavoratori, presenti, futuri e passati, ma al contempo rilevando come il "il Pd di oggi ha grandi difficoltà ad intercettare il voto dei giovani, dei lavoratori 'sospesi' (disoccupati, sottoccupati, precari)". Tante le questioni sollevate: dall'occupazione femminile, alla necessità di un nuovo diritto al lavoro; anche un preciso e critico passaggio sulla lotta al lavoro nero: "Bisogna denunciare e combattere la piaga del lavoro nero (immigrato e non), anche a costo di toccare interessi consolidati e influenti".

In un quadro di crisi e di riduzione della spesa sociale con i pesanti tagli del governo agli enti locali, una lunga sezione del documento si sofferma sulle politiche sociali, e sulla necessità di "proporre un nuovo orizzonte di welfare", in cui la scuola pubblica e la formazione siano il perno centrale.
Sul piano locale in particolare ci si sofferma su due questioni: l'infanzia e le politiche abitative.
Sul primo tema gli estensori del documento di fatto danno un pieno appoggio alle politiche finora condotta dal proprio partito: "Per quanto riguarda la scuola dell'infanzia la priorità è rappresentata dall'offrire a tutte le famiglie una risposta; per fare questo è necessario razionalizzare i costi affidandosi anche all'iniziativa privata in convenzione e monitorando costantemente la qualità del servizio. Attenzione all'infanzia significa anche costruire città e paesi che siano a misura di bambino, con spazi di socializzazione e svago sicuri e fruibili, ovvero diffusi sul territorio e protetti dal traffico"

Diverso è invece il discorso sulle politiche abitative in cui si chiede una correzione della rotta: "L'ultimo piano casa regionale mette a disposizione importanti risorse ma è incentrato sulla costruzione di nuovi edifici, con l'effetto di continuare a consumare territorio. Riteniamo più opportuno destinare maggiori risorse all'acquisto di abitazioni invendute, alla sostituzione edilizia ed alla riappropriazione di alloggi abitati da nuclei familiari che non hanno più i requisiti per risiedervi".

E sulla stessa lunghezza d'onda è il lungo paragrafo che si legge nel documento sull'uso del territorio, in cui si chiede un'inversione di tendenza con la messa al centro delle tematiche ambientali: "Non può esserci sviluppo senza attenzione alle risorse naturali e al nostro immenso patrimonio territoriale e paesaggistico".

"E' importante- scrivono i "leali ma non conformisti" - che il PD cerchi di limitare il consumo di suolo: questo significa promuovere leggi e scelte amministrative che favoriscano il riuso del territorio legando ogni nuovo insediamento alla rimozione dei manufatti ed al recupero delle aree dismesse, oppure alle ristrutturazione ed alle ricostruzioni in loco, come già ampiamente previsto nelle legislazioni degli altri paesi europei".

Da qui anche una indicazione ben precisa anche sui prossimi strumenti urbanistici che dovranno essere approvati: "E' poi importante che i futuri piani regolatori, come sta già accadendo in alcuni comuni, tendano ad abbattere la rendita finanziaria con l'applicazione di criteri di perequazione edilizia. L'attività edilizia deve essere piuttosto volta al recupero degli edifici, alla costruzione in aree già urbanizzate, al miglioramento della qualità dell'abitare, seguendo le linee d'indirizzo dettate dalla nuova amministrazione regionale".

"E' necessario - si legge ancora nel documento - impiegare più risorse per analizzare la struttura del territorio e studiare le dinamiche socio-economiche, perché il dimensionamento degli strumenti urbanistici sia collegato all'effettivo fabbisogno e non alla speculazione e all'esigenza di "fare cassa" con gli oneri di urbanizzazione per sostenere i bilanci comunali strozzati dai vincoli del patto di stabilità. Per questo, è a maggior ragione necessario svincolare il finanziamento degli enti locali dal consumo di territorio se si vuole evitare che i comuni, pressati da un lato dalla mancanza di risorse e dall'altro dall'aumento delle competenze, debbano abdicare al loro ruolo di programmazione".

Non può mancare, infine, un passaggio su una delle questioni su cui più a lungo si discute oggi, l'immigrazione: "Il fenomeno immigratorio oggi è parte del nostro quotidiano; va saputo gestire e va accompagnato, valorizzando la cultura della solidarietà, una nuova cultura di prossimità, diversa, meticcia, in cui l'uomo rimane padrone sia del suo tempo sia del suo spazio geografico e sociale".

In questo quadro gli esponenti del Pd tengono a sottolineare e a rimarcare, forse perchè ancora patrimonio non realmente condiviso nel partito, "il tessuto provinciale pisano ricco di capitale sociale, come testimoniato dalle molte associazioni attive in svariati campi: queste sono palestra di democrazia e laboratori di partecipazione, e rendono più sicure le nostre città. La ricchezza dell'associazionismo risiede anche nel loro ruolo di elaborazione e di critica, che alimenta e qualifica il discorso pubblico. Il Partito Democratico riconosce il contributo delle associazioni con le quali porta avanti un continuo dialogo".

Questo passaggio è parte anche di quella costruzione di identità del partito su cui i "leali ma non conformisti" si dilungano nell'ultima parte del documento indicando una ben precisa strada da seguire e muovendo anche delle critiche costruttive sugli incerti passi fino ad oggi: "Il Pd pisano non fa eccezione. Riteniamo che questo non derivi dalla mancanza di iniziative, ma piuttosto da un profilo identitario incerto: la ricerca di una identità democratica non può essere condotta guardando all'indietro verso le culture politiche del Novecento che sono proprie dei partiti fondatori, ma deve partire dalla definizione dei referenti sociali a cui vogliamo offrire rappresentanza. Accettare questo punto di partenza significa anche non cedere alla tentazione di elaborare un profilo simile a quello dei partiti di destra: i concetti di sicurezza, sviluppo economico, efficienza della pubblica amministrazione sono centrali per il nostro partito ma devono essere coniugati con quelli di legalità, giustizia e pari opportunità. Occorre che il PD ritorni a farsi sentire senza incertezze, riprendendosi il proprio spazio tra la gente".

Il dibattito è aperto.

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