Porti piccoli, snelli, con poche infrastrutture e sopratutto, senza "cittadelle" alle spalle. E ancora, messa in discussione del modello esistente di porto turistico che si porta dietro colate di cemento, e ancora, abbassamento dei prezzi per consentire a una fetta più ampia di mercato di affittare o comprare un posto barca.
Sono queste le linee guida dell'Assessore regionale all'Urbanistica Anna Marson, così come le ha annunciate ieri, contestualmente alla proposta di rivedere il masterplan sui porti turistici del 2007, approvato dall'allora assessore Conti.
Un messaggio chiaro quindi, che però ha già sollevato alcune reazioni. Se da un lato c'è un plauso per la sobrietà e la tutela del territorio esposte dalla Marson, dall'altro ci si chiede: "Occorrono ancora porti turistici in Toscana?"
A esprimere i primi commenti sono Fausto Guccinelli e Paolo Baldacci del Comitato per la salvaguardia e la riqualificazione di Boccadarno.
Guccinelli apre con una battuta: "Si chiude la strada quando i buoi sono scappati", per poi considerare "buone le parole dell'assessore, peccato siano ancora generiche. Non c'è per ora alcun riferimento al Porto di Marina, emblema della speculazione edilizia e di tutto ciò che proprio non si dovrebbe fare".
"Il porto a Boccadarno è un'operazione mastodontica che prevede un bacino di 6/7 metri di profondità alla foce di un fiume, in un ambiente estremamente delicato sia per la fauna sia per l'assetto idrogeologico - continua il portavoce del Comitato. La Marson da quando si è insediata ha fatto sempre degli annunci apprezzabili, e anche quest'ultimo in linea teorica ci trova d'accordo. Ci sono però due problemi. Il primo riguarda l'attuale presenza di porti turistici sulle coste toscane: crediamo che ce ne siano già troppi, occorre davvero costruirne ancora? E dove? Il secondo problema è di tipo economico: se gli stessi imprenditori nautici affermano che i piccoli porti con poche infrastrutture non sono redditizi, com'è pensabile che non tenteranno comunque di espandersi o di costruire intorno? Occorre fare i conti con questi problemi, non basta auspicare l'abbassamento dei prezzi".
In merito al porto di Boccadarno, che prevede la costruzione di 150.000 metri cubi di residence e strutture turistiche, incalza Baldacci: "C'è una sentenza del Consiglio di Stato che si è già espressa al riguardo, e siamo ancora in attesa di altre due sentenze. A settembre verificheremo con i legali i prossimi passaggi, ovviamente l'idea è quella di sospendere il progetto. Parlare quindi di altri porti con le difficoltà attuali sembra un controsenso".
E Guccinelli rilancia alla Marson: "Speriamo che dopo le parole arrivino segnali più concreti per Boccadarno. Chiediamo all'assessore di intervenire allora, se ritiene che il modello attuale debba essere rimesso in discussione".
Apprezzamento ma anche dubbi sulle parole dell'assessore all'Urbanistica anche dal circolo pisano di Legambiente: "Son parole che soddisfano chi, come Legambiente Pisa, si è sempre opposto al 'porto' di Marina, che è accompagnato da 150.000 metri cubi di seconde case alla foce dell'Arno, un esempio di costa bombardata dal cemento, come si è espresso Salvatore Settis".
"I sostenitori dei 'porti' - si legge in una nota dell'associazione ambientalista - lamentano che, senza seconde case, alberghi, centri commerciali, i capitali non arrivano. Salterebbe l'idea di 'sviluppo' cara al precedente assessore, Riccardo Conti, che puntava a una nautica di diporto sostenuta da servizi che hanno bisogno strutture e sono cavalli di Troia per costruire ancor più sulla nostra costa, che ha già circa 20 porti, 30 approdi e 25.000 posti barca".
"Una rinuncia - proseguono dal circolo di Pisa di Legambiente - al cosiddetto 'sviluppo' che non preoccupa, anzi consola, chi ama il proprio territorio. Si dice che i posti barca sono pochi: ma quali posti barca? Quelli a prezzi proibitivi per i pochi che ne possono godere o l'attracco per un piccolo natante, che non ha bisogno di infrastrutture e che molti possono desiderare? Si scontrano i diritti di due gruppi di cittadini: i possessori di yacht e coloro che vorrebbero la costa libera e bella, non per astratto ambientalismo, ma per conservarne la qualità e potersela godere, ricordando anche che questa è la base dell'economia del turismo in Toscana. L'ipotesi dell'assessore Marson non è priva di rischi e difficoltà. Liberalizzare approdi e porti per avere più posti barca e costruire meno potrebbe essere un obiettivo contraddittorio. Né mancheranno gli oppositori sia tra i costruttori che tra le amministrazioni della nostra regione".
E da Legambiente concludono: "Ci auguriamo che le buone intenzioni trovino la strada della realizzazione; da parte sua Legambiente Pisa non smetterà di impegnarsi perché quella strada sia trovata, cominciando, ovviamente, da Boccadarno, dove la partita non è chiusa".
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2010/08/11 14:08:55 luigi giannetti oh finalmente qualcuno che ci capisce... si al porto, no al villaggio...Inoltre ho ancora molta rabbia per tutte quelle case abbttute che risalivano ai primi del '900...Perchè non hanno ristrutturato quelle anzichè fare quei nuovi casermoni privi di stile (vedi progetto)!!!!!!Buttano giù quelle case antiche e poi fanno l'albergo esagonale che ricorda l'antico fortino che ormai nessuno più ricorda!!!!!!!!é antico solo ciò che si vuole...Bah...