Con
il loro I Moralisti uscito il 4 maggio per la Emi, gli Amor
Fou hanno destato uno stuolo pressoché unanime di consensi. Un'onda
lunga che ancora oggi, in questo periodo di concerti agostani,
accompagna le esecuzioni della band milanese. Cosa rara a vedersi (e
a sentirsi) nel panorama critico italiano, soprattutto nella
boscaglia fitta del pop indy, difficilmente riconducibile alla catena
di montaggio dell'industria dei tormentoni.
Comunque
sia, nel 2006 a Milano intorno alla figura di Alessandro Raina (ex
Giardini di Mirò) e quella di Leziero Rescigno (ex La Crus) nascono
gli Amour Fou, formazione che si candida a diventare, insieme ai
diversissimi eppure familiari Baustelle, una delle band di
riferimento del panorama nazionale.
Accantonata
quasi del tutto l'elettronica che strutturava il primo disco (La
stagione del cannibale) la dimensione espressiva degli Amor Fou è
diventata più spontanea, viscerale, con una speciale attenzione al
testo, all'affinamento di una scrittura che si è alimentata di tanta
letteratura europea.
Non
a caso qualcuno gli ha accostati al primo Francesco De Gregori,
quello più intimista, quello ermetico e polare insieme degli album
voce e chitarra.
"I
Moralisti" è un album di vecchie fotografie, di ritratti di
personaggi la cui normalità li rende improvvisamente radicali ed
estremisti rispetto alla società alla quale appartengono (come nel
caso della contestata canzone dedicata a Renatino De Pedibus della
Banda della Magliana). Non un album di ritornelli, sofisticato e fin
troppo blasé per piacere davvero a tutti, ma che di certo non vuole
suonare alternativo a tutti i costi.
Solo
strumenti analogici, così da richiamare alla memoria degli
ascoltatori - per dirla con le parole di Alessandro Raina - solo il
pop "socialmente consapevole" come Blur, Gainsbourg padre e
figlia, Air, Wilco e National, ma anche Lauzi e Gilberto. E così
melodismo vintage e canzone d'autore si aprono a echi rock e new
wave.
Come
per tante, e significative, parabole musicali italiane degli ultimi
anni provenienti dall'area indy, non è remota l'ipotesi che gli Amor
Fou possano arrivare presto al grande pubblico, pur non corrompendo
per questo il loro tessuto raffinato e popolare insieme. Non è un
caso che la Emi al loro secondo disco li abbia già opzionati di
prepotenza.
Per
la rassegna "Standing on the beach" ovvero i live estivi del
Circolo
Caracol, presso lo
stabilimento balneare dei dipendenti comunali (Marina di Pisa), sabato 21 agosto alle
ore 22 gli Amor Fou si esibiranno con il loro repertorio.
Questo articolo contiene 0 commenti.
Clicca qui per lasciare il tuo commento.