Altri 65 posti di lavoro a rischio a Pisa. Questa volta non si tratta di una fabbrica ma dei dipendenti della sede pisana della società C-Global di Collecchio, operante in prevalenza nel settore della fornitura di servizi esterni (outsourcing) agli istituti bancari, che ha una delle sue due filiali toscane ad Ospedaletto, mentre l'altra ha sede a Firenze, dove sono impiegati 17 lavoratori.
E proprio su questo caso è stato convocato per mercoledì 25 agosto prossimo, nella sede della Provincia di Pisa, un duplice incontro separato - una sessione con i vertici aziendali, un'altra con le organizzazioni sindacali - promosso dalla stessa Provincia e dal Comune di Pisa per affrontare la situazione di crisi venuta a interessare le sedi di Pisa e Firenze.
L'iniziativa degli enti locali nasce dalla preoccupazione, anche in seguito alle segnalazioni giunte da parte dei sindacati, per le possibili ricadute occupazionali negative legate alla decisione, comunicata dalla proprietà, di chiudere le due sedi distaccate situate nella nostra regione (si tratta delle strutture della ex Professional Ducato Servizi, acquistata nel 2002 da un gruppo che poi, nel 2007, ha concorso alla fusione da cui ha avuto origine C-Global).
Il percorso tracciato dalla direzione prevede infatti l'accentramento delle attività svolte a Pisa e Firenze, e quindi il trasferimento di tutto il relativo personale, all'interno della sede centrale di Collecchio. Motivo dichiarato di tale provvedimento è la cornice di perdurante difficoltà economica generale e, in tale contesto, in particolare la tendenza da parte delle realtà bancarie ad una progressiva riduzione del ricorso a servizi esterni: C-Global si occupa, ad esempio, di funzioni quali amministrazione del personale, call center, gestione documentale e delle comunicazioni alla clientela.
"Il proposto trasferimento da Pisa e Firenze a Colecchio - afferma in una nota l'amministrazione provinciale - rppresenta, d'altra parte, evidentemente, una strategia tale da incidere duramente sia sulla condizione dei lavoratori direttamente interessati, sia sul complesso del quadro occupazionale del territorio (in ambito pisano C-Global, considerando anche l'indotto, conta circa 150 addetti), già messo alla prova dagli effetti della stessa crisi economica".
"L'intervento di Provincia e Comune di Pisa ha l'obiettivo - spiegano ancora dalla Provincia di Pisa - di verificare la possibile esistenza di soluzioni alternative (da praticare accanto a specifici interventi di sostegno, quali attivazione di ammortizzatori sociali, percorsi di riqualificazione o ricollocazione dei dipendenti e via dicendo), così da cercare, per la situazione attuale, sbocchi meno impattanti per lavoratori, famiglie e tessuto sociale locale".
Ma cos'è esattamente la C-Global? Si tratta di una società del gruppo Cedacri, nata il primo luglio del 2007 come fusione di quattro società leader nell'outsourcing bancario, quali Ge.Po. S.p.A., Back Office Service S.r.l., Cedacri.Net S.r.l. e C.S.A.B. S.r.l., ed opera anch'essa in prevalenza proprio nel settore della fornitura di servizi esterni agli istituti bancari.
Quale l'andamento del gruppo? Nel marzo del 2010 è lo stesso gruppo Cedacri ad annunciare "di aver chiuso l'anno fiscale 2009 con un fatturato di 185.529.323 Mln di Euro, in linea con il risultato dell'anno precedente (+ 0,7%), ma quasi quintuplicando l'EBIT rispetto al 2008 (19.461.822 Mln di Euro, +482,5%) e incrementando anche l'utile d'esercizio pari a 12.173.290 Mln di Euro (+25,4%).
Il consolidato di Gruppo registra un valore della produzione di 258.770.581 Mln di Euro (con un incremento del +1,08 % rispetto al 2008)".
"I risultati del 2009 - affermava Fabio De Ferrari, Direttore Generale di Cedacri - sono eccellenti, ma non possono essere considerati un traguardo. Anzi devono essere uno stimolo ulteriore a proseguire con analoghi successi e sempre in linea con quanto previsto dal piano industriale 2009-11: rafforzare la leadership di mercato, attraverso la razionalizzazione dei costi, il miglioramento di performance e governance, lo sviluppo dei ricavi".
Dagli incontri del 25 agosto si attendono, quindi, le prime risposte sull'effettiva situazione della società e se la chiusura delle sedi di Pisa e Firenze non rientri all'interno di questa strategia di razionalizzazione dei costi.
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