19/08/10 10:00 | autore: la redazione video Stampa

Manomanouche, ovvero Gypsy Jazz tra la Francia e il mondo 0

L'ensemble di Nunzio Barbieri chiude a Lorenzana il cartellone 2010 del Festival Musicastrada. Swing manouche e sonorità musette per la band che in Italia ha riportato in auge l'arte di Django Reihardt e i suoi ritmi vorticosi

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Nel panorama chitarristico europeo esiste una tradizione strumentale che ha le sue radici nella cultura dei nomadi Manouches, una delle principali famiglie zingare del continente.

Lo Swing Manouche nasce dall'incontro del Jazz americano degli Anni '30, dal Valzer Musette francese e dalla tradizione tzigana. Tutto questo impregnato da nomadismo zingaro e dalla contaminazione diretta delle musiche incontrate praticata e resa nota in tutto il mondo dallo smisurato talento di Jean "Django" Reinhardt.

Questo grande musicista ha saputo coniugare la libertà di espressione con il virtuosismo tzigano del fraseggio, concentrando in lui la sostanza musicale e operando una sintesi innovatrice che guarda al passato, proiettandosi al futuro. Oggi, a più di 50 anni dalla morte di Django Reinhardt, il Jazz Manouche (Swing Manouche o Gypsy Jazz) continua a evolversi, con sempre più persone che l'ascoltano, lo suonano e lo amano.

E' il caso del celebre ensemble "Manomanouche" che chiuderanno il cartellone 2010 di Musicastrada a Lorenzana in Piazza della Chiesa.

Con il progetto collaborano diversi artisti di livello nazionale ed europeo (Luca Velotti, Dino Contenti, Park Stickney, il Trio Debussy, Diego Borotti, Elena Colombatto). La formazione di base vede il grandissimo Nunzio Barbieri, chitarrista capace di unire grandi virtuosismi a un'espressività personalissima; Max Pitzianti, da diciassette anni fisarmonicista di Paolo Conte; Jino Touche contrabbassista in forze, come Pitzianti, nelle fila del cantautore genovese; Luca Enipeo, chitarrista funambolico, talento puro della chitarra acustica.

Nell'arco di soli tre anni Manomanouche diventa una realtà di riferimento nel panorama Gypsy Jazz: un caso unico per la qualità della ricerca, dell'arrangiamento e per la valenza personale ed emotiva che questo progetto ha per i suoi musicisti.

La loro intensa attività concertistica li porta a assumere e consolidare uno stile sempre più personale, ricco di contaminazioni diverse ma senza mai dimenticare l'essenza, lo spirito che li caratterizza e dal quale traggono ispirazione.

La proposta artistica dei Manomanouche è quindi caratterizzata da un personale ed originale lavoro di ricerca del suono, degli strumenti e dell'approccio caratteristici dello Swing Manouche. Una musica basata sull'improvvisazione, aperta alle contaminazioni e derivante principalmente dalla fusione dello swing, del folklore tzigano e della melodia Italiana.

Il progetto Manomanouche si propone al pubblico con un repertorio di arrangiamenti di brani da Django Reinhardt, alcuni standard, valzer gipsy-musette e diversi brani originali.

Manoumanouche at Musicastrada Festival 2006 - di Marzia Maestri

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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