18/08/10 08:22 | autore: la redazione Stampa

Università: una class action dei professori a contratto 2

L'iniziativa promossa dal Codacons prende il via anche nei tre atenei toscani: Pisa, Firenze e Siena

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Una class action per i professori a contratto che insegnano nelle Università Italiane. E' questa l'iniziativa che il Codacons ha deciso di promuovere per far ottenere a questa categoria il riconoscimento delle retribuzioni a loro spettanti. Ma andiamo con ordine e proviamo a spiegare cos'è una class action e chi sono i professori a contratto.

L'azione collettiva (negli Stati Uniti d'America conosciuta come class action), non è altro che un'azione legale condotta da uno o più soggetti che, membri della classe, chiedono che la soluzione di una questione comune di fatto o di diritto avvenga con effetti super partes per tutti i componenti presenti e futuri della classe.

Il professore a contratto è, invece, una figura istituita con il Decreto n.242 del 1998 perché l'università potesse avvalersi di "studiosi ed esperti di comprovata qualificazione professionale", ovvero in teoria un modo per inserire in ogni corso di laurea uno o due docenti esterni, con specifiche competenze non facilmente reperibili tra chi si dedica strutturalmente all'accademia, e ovviamente retribuiti adeguatamente.

Di fatto, oggi, secondo le stime del MIUR la docenza a contratto incide ormai per il 30-40 per cento sui corsi di laurea, arrivando a comprendere un esercito di 48mila contrattisti, che svolgono, in sostanza, le stesse mansioni degli strutturati ma con retribuzioni (quando vi sono) non minimamente paragonabili. Di fatto si è assistito, come i numeri stanno a dimostrare, ad un completo stravolgimento di questo istituto senza il quale l'attività didattica all'interno delle facoltà non potrebbe proseguire.

A partire da questa condizione il Codacons ha lanciato anche in Toscana nei tre atenei di Pisa, Siena e Firenze l'idea di costruire una class action.

"Il 55% dei docenti italiani - spiega l'associazione - è costituito da professori a contratto. Si tratta di una categoria nata nel 1998 per volere dell'allora ministro dell'Università Luigi Berlinguer, e che, pur avendo compiti e mole lavorativa del tutto identica ai docenti interni, riceve un trattamento economico da fame, che si aggira sui 4 euro l'ora. Tali insegnanti, inoltre, sono del tutto privi di copertura previdenziale e assistenziale. Una disparità inaccettabile, contro la quale il Codacons ha deciso di intentare una class action chiamando in causa le singole università e il Ministero della Pubblica Istruzione".

"L'azione - afferma il Presidente del Codacons, Carlo Rienzi - è finalizzata ad ottenere il ripristino della legalità con conseguente riconoscimento in favore dei professori a contratto sia del rapporto di impiego a tempo indeterminato, sia della giusta retribuzione relativa e del trattamento previdenziale e assistenziale, oltre al pagamento delle differenze retributive già maturate negli ultimi 5 anni".

 

Questo articolo contiene 2 commenti.

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2010/08/24 15:08:36 Antonio Stamerra Invito quindi la CONDACONS a fare chiarezza, e allego il testo della lettera (email) inviata, sperando in una loro risposta.
Infatti in questo momento ho condiviso la non-risposta con tutti i miei colleghi che pertanto sono molto piu' guardinghi su questa iniziativa.

From: antonio stamerra
Date: July 20, 2010 1:30:27 PM GMT+02:00
To: codacons.toscana@tiscali.it, bgbdelfino@dada.it, codacons.siena@libero.it, professoriacontratto@termilcons.com
Cc: presnazcodacons@tiscalinet.it, Antonio Stamerra , donzelli.marcomaria@libero.it, codacons.fi@tele2.it
Subject: Azione collettiva Professori a contratto - Università SIENA

Rinnovo per la terza volta la seguente richiesta, a nome anche di tutti i professori a contratto dell'università di Siena.
Spero questa volta di ottenere una risposta, per non compromettere a Siena e altrove, nelle discussioni nei forum dedicati, la partecipazione alla vostra azione.

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All'attenzione del Dott. Basilico,

e al codacons Toscana, pres. avv. Silvia Bartolini
e all'Avv. Bruno Barbieri

e alla sede condacons Siena, Avv. Tiziana Vigni

e p.c. al presidente Nazionale Centro, Prof. Avv. Carlo Rienzi e Avv. Marco Ramadori


come amministratore della mailing list degli assegnisti e ricercatori TD dell'Università di Siena ho inoltrato le informazioni relative alla class-action intrapresa da CODACONS, per la giusta retribuzione dei professori a contratto, a tutti gli assegnisti e personale a contratto dell'ateneo.

Questa lista comprende circa 380 nominativi, che sono potenzialmente interessati all'iniziativa.

Pertanto, anche a nome loro, vorrei chiedere maggiori informazioni sulla procedura relativa alla class-action.

In particolare, una volta che e' stata inoltrata la raccomandata di diffida, fornita da CONDACONS, al Ministero dell'Istruzione e al Rettore, vorrei conoscere la prassi da seguire.

Ecco infine un elenco di domande che gia' molti assegnisti e professori a contratto hanno indirizzato, e a cui confido possiate rispondere per aumentare la partecipazione all'azione collettiva.

1. Se e' necessario iniziare una azione legale in proprio, o se questa viene intrapresa da CODACONS;
2. quale documentazione e' necessario produrre;
3. se vi sono dei costi da sostenere e di che entita';
4. i tempi previsti per iniziare la pratica e per la sua risoluzione.
5. in generale tutte le informazioni che possono essere utili (per es. normativa del diritto del lavoro attinente, oltre il riferimento alla carta costituzionale, o cause precedenti simili a queste gia' intraprese e relativo esito).


Cordiali saluti,

antonio stamerra
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Gruppo assegnisti Siena:
http://groups.google.it/group/assegnisti-siena/?pli=1

http://www.pi.infn.it/~stamerra


2010/08/24 15:08:41 Antonio Stamerra Ho inviato diverse email ai rappresentanti nazionali e locali (toscana-Siena) della CODACONS per avere maggiori informazioni, gia' in luglio. L'assenza di qualunque risposta, oltre all'esiguita' delle informazioni fornite da CODACONS, e le esperienze condivise da molti altri colleghi di altre universita' che hanno tentato di aderire alla class-action, mi portano ad affermare che questa iniziativa, pur non potendola definire una 'bufala', ha molti degli aspetti che contraddistinguono quantomeno un'azione mirata maggiormente a far pubblicita' alla Codacons stessa che a risovere un problema che, ahinoi, ha caratterizzato e in parte ancora affligge, la didattica e il funzionamento della nostra Universita'.

"Fatti sentire, non farti strozzare. No all'usura" - di Chiara Martina

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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