18/08/10 10:03 | autore: Francesco Tacchi Stampa

Inceneritore di Gello: il comitato dei cittadini chiede un’inchiesta pubblica alla Provincia 0

Dall’impatto ambientale ai rischi per la salute, sono molte le questioni aperte

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Si è svolta ieri mattina a Pontedera, una conferenza stampa tenuta dal Coordinamento Gestione Corretta Rifiuti Valdera, organismo formato da associazioni e cittadini residenti nella Provincia di Pisa preoccupati dalla prospettiva di vedere presto installato nel loro territorio, in località Gello, un inceneritore per lo smaltimento dei rifiuti.

Il proponente dell'impianto è la ditta Ecofor Service SpA, le cui azioni sono per il 60% pubbliche, con il coinvolgimento dei Comuni di Pisa e di Pontedera. Accanto al "dissociatore molecolare" - che il Coordinamento ritiene assimilabile a tutti gli effetti ad un inceneritore - la Ecofor realizzerà sempre a Gello una discarica da 1,4 milioni di metri cubi.

Il problema degli inceneritori, la cui autorizzazione da parte della Provincia appare quasi certa, riguarda non soltanto gli abitanti di Gello e Pontedera, ma anche quelli di Castelfranco e di Vicopisano, località nelle quali le ditte Waste Recycling e Delca hanno proposto di realizzare impianti per lo smaltimento dei rifiuti.

I cittadini della Valdera riuniti nel Coordinamento si oppongono: da mesi stanno portando avanti una battaglia per sensibilizzare sui possibili rischi dell'installazione, e ieri hanno annunciato l'intenzione di protocollare alla Provincia la proposta di svolgere un'inchiesta pubblica. La domanda sarà inoltrata domani (19 agosto, ndr), e si attende la replica delle autorità: "In caso di rifiuto - spiegano dal Comitato - la Provincia sarà tenuta a fornire le motivazioni di tale decisione".

L'inchiesta pubblica avrebbe solo un valore consultivo, ma permetterebbe un coinvolgimento diretto della cittadinanza riguardo ad una questione che la riguarda da vicino: "E' un atto democratico a disposizione della Provincia - ha detto Vittorio Bencini, membro del Coordinamento - un atto che ci pare scontato".

Alla Provincia i membri del comitato cittadino consegneranno un fascicolo contenente tutte le motivazioni ritenute alla base della necessità di dar luogo all'inchiesta. Al suo interno, viene messo in evidenza il contrasto tra la scelta dell'Amministrazione provinciale e la normativa europea stabilita nel 2008, secondo la quale "il recupero energetico 'bruciando' il rifiuto può essere eseguito solo dopo aver tentato tutte le possibili alternative, e viene considerato alternativa preferibile solo rispetto allo smaltimento in discarica".

Il Piano Provinciale di gestione dei rifiuti speciali del 2004, inoltre, lascia intendere come il territorio non abbia bisogno di nuovi impianti, in quanto questo presenta un'eccedenza nell'offerta di trattamento; nel testo del Piano infatti si legge:

"In linea generale, considerata la stima della situazione dei flussi di rifiuti speciali e il fabbisogno di trattamento/smaltimento in Provincia di Pisa, che evidenziano una situazione di eccedenza di offerta di trattamento dei rifiuti speciali rispetto alla domanda interna proveniente dalle attività produttive presenti nel territorio provinciale, al fine di non incrementare il carico ambientale attualmente generato dalle attività di smaltimento e trattamento dei rifiuti, il Piano non prevede la realizzazione di nuovi impianti o il potenziamento di quelli esistenti".

Un cambio di rotta, dunque. Ma se il territorio pisano non necessita di ulteriori impianti per smaltire i propri rifiuti 'speciali', cosa verrà bruciato a Gello, e forse, anche a Castelfranco e Vicopisano? L'ipotesi del Comitato è che nella Provincia di Pisa convergeranno per essere eliminate centinaia di tonnellate di sostanze provenienti dalle Province limitrofe e dalla Liguria.

Ben più allarmanti sono le previsioni sui rischi per l'ambiente: nel fascicolo infatti si legge che "durante l'indagine geologica per la realizzazione della discarica è stato rinvenuto un acquifero ad una profondità di circa 15-18 metri: ciò implica che i sedimenti non possono essere considerati impermeabili". C'è insomma il rischio di inquinamento della falda freatica.

Anche la qualità dell'aria risentirebbe dell'installazione, con conseguenti danni per la salute: ed il fatto che gli impianti previsti siano "nuovi", ovvero inediti per tecnologia, non permette di avere a disposizione analisi epidemiologiche accurate. Il Coordinamento però mette in risalto come secondo l'indagine del CNR eseguita nel 2002, l'area sud-est del Comune di Pisa, in prossimità dell'inceneritore di Ospedaletto, abbia conosciuto una maggiore occorrenza di ricoveri per malattie come leucemia e diabete, oltre che una crescita degli aborti spontanei.

La conclusione del Coordinamento è che il progetto della Ecofor sia "estremamente ideologico, ossia basato unicamente su un'idea, senza avere una quantità ragionevole di dati concreti, progetti a regime funzionanti, partner con esperienza di realizzazioni di successo di impianti di 'dissociazione molecolare'. Tutto questo fa temere che il progetto sia estremamente rischioso sotto tutti i punti di vista (economico, ambientale, sanitario, di efficienze nel trattamento e smaltimento rifiuti)".

La parola da domani passerà alla Provincia.

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