23/08/10 08:00 | autore: Chiara Martina Stampa

Millozzi: "Proseguiamo il confronto senza ideologie" 0

Il sindaco di Pontedera risponde alle critiche espresse dal 'Coordinamento dei Comitati per la corretta gestione dei rifiuti' della Valdera. "Come amministrazione del comune in cui dovrebbe sorgere l'impianto abbiamo aperto un confronto pubblico trasparente e partecipato. Mi auguro che questo confronto possa essere costruttivo e non basato su posizioni meramente ideologiche".

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Prosegue il dibattito sul tema dello smaltimento dei rifiuti e in particolare sull'ipotesi di realizzare un dissociatore molecolare per il trattamento di rifiuti speciali a Gello di Pontedera. Negli scorsi giorni a prendere la parola era stato il Coordinamento dei Comitati per la corretta gestione dei rifiuti della Valdera, organismo formato da associazioni e cittadini residenti nel territorio provinciale preoccupati dalla prospettiva di vedere sorgere un nuovo "inceneritore", mentre già si parla della possibilità di costruire impianti simili in altri comuni della provincia. Dure critiche e preoccupazione per le conseguenze su ambiente e salute sono state espresse dai comitati, che non reputano necessaria l'istallazione di un nuovo impianto. Esso dunque rappresenterebbe, sempre secondo i comitati, uno spreco di grandi risorse, dato che il progetto presentato da Ecofor Service dovrebbe costare non meno di 45 milioni di euro.

Abbiamo chiesto al sindaco di Pontedera, Simone Millozzi, di illustrare qual è la posizione dell'amministrazione comunale e cosa risponde ai dubbi espressi dai cittadini.

Sindaco, che cosa risponde alle critiche rivolte all'amministrazione comunale di Pontedera da parte dei comitati per la corretta gestione dei rifiuti?

Come amministrazione del comune in cui dovrebbe sorgere l'impianto abbiamo aperto un confronto pubblico trasparente e partecipato. Quando sono diventato sindaco, ormai un anno fa, sono stato messo al corrente del progetto esistente e sono voluto andare a vedere un impianto di analoghe dimensioni esistente in Scozia per rendermi conto esattamente di cosa si trattava. L'amministrazione ha poi aperto un confronto con la città, in particolare con il Coordinamento dei Comitati per la corretta gestione rifiuti affinché vi fosse maggiore trasparenza nella scelta e la possibilità di intercettare pareri e opinioni diverse rispetto al progetto. E' per questo che mi sono posto nelle condizioni di arrivare a un rinvio della conferenza dei servizi che doveva decidere sulla realizzazione dell'impianto, poiché avendo aperto un confronto volevo avere il tempo necessario per un'analisi approfondita del progetto.

In che cosa si è concretizzato il percorso di confronto intrapreso?

Innanzitutto è stato istituito un tavolo tecnico con il Coordinamento dei Comitati, l'azienda che propone l'impianto, ovvero la Ecofor Service, e il dirigente dell'urbanistica del Comune di Pontedera. Si sono già svolti i primi incontri. Nel frattempo è stata attivata la commissione consiliare Assetto del territorio, ambiente e urbanistica: i consiglieri comunali hanno incontrato prima i membri dei comitati e successivamente i rappresentanti dell'azienda, per poi effettuare una visita presso la Ecofor Service per comprendere la tipologia del rifiuto trattato. Siamo, dunque, in una situazione in cui c'è un confronto aperto. Mi auguro che questo confronto possa essere costruttivo e non basato su posizioni meramente ideologiche.

Il Coordinamento dei comitati ha definito il dissociatore molecolare della Ecofor Service uno spreco di risorse, mettendo in dubbio la reale necessità del territorio di un impianto di questo tipo. Che cosa risponde a queste critiche?

Come primo cittadino non dico sì a prescindere alla realizzazione dell'impianto. Pongo invece alcune questioni che credo debbano entrare nel merito della discussione. Innanzitutto qui si sta parlando di rifiuti industriali, dunque una cosa diversa dai rifiuti urbani e dalle strategie e politiche da adottare nei confronti di questi ultimi, rispetto ai quali sono il primo a sostenere che ci dobbiamo impegnare per una riduzione all'origine e per potenziare al massimo la raccolta differenziata. Su questi aspetti, soprattutto per quanto riguarda la riduzione dei rifiuti alla fonte, penso fra l'altro che potrebbe aiutarci maggiormente la legislazione nazionale, cosa che invece non avviene. Pontedera già si colloca in una media abbastanza alta per quanto riguarda i rifiuti urbani, con la raccolta differenziata intorno al 40%. Abbiamo comunque già previsto la realizzazione di una stazione ecologica, l'ampliamento del porta a porta in una parte della città, isole interrate ecologiche e una serie di iniziative che tendano a aumentare la differenziazione dei rifiuti.

Questo per quanto riguarda i rifiuti urbani. Per quanto riguarda invece i rifiuti industriali, abbiamo un problema da affrontare: nel 2013 la discarica gestita dalla Ecofor Service a Gello di Pontedera andrà in esaurimento. Si tratta di una discarica che tratta dalle 220mila alle 240mila tonnellate annue di rifiuti che arrivano da tutto l'ATO Costa (Autorità di Ambito per la gestione dei rifiuti urbani, ndr): Massa Carrara, Lucca, Livorno e Pisa. Con la realizzazione dell'impianto non arriverebbe una quantità maggiore di rifiuti, come viene sostenuto, poiché l'ambito di appartenenza rimane l'Ato costa. Si tratta di rifiuti industriali che già a monte hanno subito un processo di selezione e trattamento, in gran parte dunque scarti di lavorazione industriale che non possono essere più trattati né riciclati o immessi nuovamente nel mercato. Dobbiamo interrogarci su quali sarebbero le conseguenze se si dovesse arrivare ad una saturazione della discarica senza aver affrontato il problema: sarebbe necessario mandare altrove i rifiuti industriali e questo significherebbe mettere in ginocchio, più di quanto non sia già, il sistema economico imprenditoriale locale.

Le alternative sono due: o continuiamo ad utilizzare il metodo delle discariche - qui non soltanto non sono d'accordo, ma esistono anche delle direttive europee che dicono che dobbiamo avviarci al superamento della discarica - oppure - e ancora una volta è la stessa direttiva europea che indica la strada - ci avviamo al trattamento termico dei rifiuti, cercando anche di produrre energia. E' stato avviato un confronto per cercare di capire quali sono gli impianti che ci consentono di ottenere questo risultato con il minor impatto di tipo ambientale, sanitario e sociale sul territorio. E così è nata la prospettiva di realizzare un dissociatore molecolare, che tengo a sottolineare, è ben vista anche da una parte del mondo ambientalista. Una parte di quel mondo che non è quello del "no a prescindere", ma di chi è interessato a confrontarsi su soluzioni impiantistiche di minor impatto sul territorio. Vorrei inoltre sfatare una questione: è vero che da un punto di vista normativo il dissociatore molecolare è parificato all'inceneritore, ma è anche vero che la modalità e il processo di combustione è diversa.

Si tratta comunque di una nuova tecnologia, rispetto alla quale non sono disponibili dati, ad esempio per quanto riguarda le emissioni.

Non è nuova la tecnologia ma la sua applicazione industriale. Come dicevo all'inizio esiste un impianto di analoghe dimensioni in Scozia e ho chiesto che vengano resi disponibili i dati che emergono da questa sperimentazione, in modo da poter valutare con cognizione, nella maniera più "scientifica" possibile. Voglio anche avere informazioni riguardo a una sperimentazione già avviata sul nostro territorio, portata avanti con la supervisione della regione toscana: è già in funzione infatti a Peccioli un dissociatore molecolare, seppur di piccole dimensioni. Ho chiesto al Presidente della Belvedere, la società che gestisce l'impianto, di poter verificare che tipo di risultati sta dando questa sperimentazione.

C'è, dunque, una cornice aperta. Per me questo non vuol dire sì a prescindere, altrimenti non avrei neanche aperto un confronto, avrei semplicemente preso per buono quello che mi veniva detto. Nel ruolo di garante sul territorio della salute dei cittadini, sono io il primo a voler essere sicuro che questa soluzione impiantistica abbia i vantaggi di cui molto si discute. Voglio basarmi su un confronto aperto e chiaro, ma vorrei che questo confronto fosse privo di pregiudizi. Credo che sia compito di un'amministrazione seria e responsabile affrontare questa scelta verificando tutte le opzioni, ascoltando tutti i pareri e soltanto a questo punto arrivare a compiere una scelta.
Siccome abbiamo una scadenza, che è quella del 2013, vorrei non trovarmi in una situazione per cui da qui al 2013 non si decide nulla e la questione mette in crisi un intero sistema economico imprenditoriale locale.

A questo punto quali potrebbero essere i tempi del confronto che avete aperto?

Abbiamo concordato con il Coordinamento di arrivare alla conclusione di questo scambio di documentazione entro la fine del mese di settembre, se poi ci fosse necessità valuteremo la possibilità di un ulteriore approfondimento.

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