Prosegue il dibattito sul tema dello smaltimento dei rifiuti e in particolare sull'ipotesi di realizzare un dissociatore molecolare per il trattamento di rifiuti speciali a Gello di Pontedera. Negli scorsi giorni a prendere la parola era stato il Coordinamento dei Comitati per la corretta gestione dei rifiuti della Valdera, organismo formato da associazioni e cittadini residenti nel territorio provinciale preoccupati dalla prospettiva di vedere sorgere un nuovo "inceneritore", mentre già si parla della possibilità di costruire impianti simili in altri comuni della provincia. Dure critiche e preoccupazione per le conseguenze su ambiente e salute sono state espresse dai comitati, che non reputano necessaria l'istallazione di un nuovo impianto. Esso dunque rappresenterebbe, sempre secondo i comitati, uno spreco di grandi risorse, dato che il progetto presentato da Ecofor Service dovrebbe costare non meno di 45 milioni di euro.
Abbiamo chiesto al sindaco di Pontedera, Simone Millozzi, di illustrare qual è la posizione dell'amministrazione comunale e cosa risponde ai dubbi espressi dai cittadini.
Sindaco, che cosa risponde alle critiche
rivolte all'amministrazione comunale di Pontedera da parte dei
comitati per la corretta gestione dei rifiuti?
Come amministrazione del comune in cui
dovrebbe sorgere l'impianto abbiamo aperto un confronto pubblico
trasparente e partecipato. Quando sono diventato sindaco, ormai un
anno fa, sono stato messo al corrente del progetto esistente e sono
voluto andare a vedere un impianto di analoghe dimensioni esistente
in Scozia per rendermi conto esattamente di cosa si trattava.
L'amministrazione ha poi aperto un confronto con la città, in
particolare con il Coordinamento dei Comitati per la corretta
gestione rifiuti affinché vi fosse maggiore trasparenza nella
scelta e la possibilità di intercettare pareri e opinioni diverse
rispetto al progetto. E' per questo che mi sono posto nelle
condizioni di arrivare a un rinvio della conferenza dei servizi che
doveva decidere sulla realizzazione dell'impianto, poiché avendo
aperto un confronto volevo avere il tempo necessario per un'analisi
approfondita del progetto.
In che cosa si è concretizzato il
percorso di confronto intrapreso?
Innanzitutto è stato istituito un
tavolo tecnico con il Coordinamento dei Comitati, l'azienda che
propone l'impianto, ovvero la Ecofor Service, e il dirigente
dell'urbanistica del Comune di Pontedera. Si sono già svolti i primi
incontri. Nel frattempo è stata attivata la
commissione consiliare Assetto del territorio, ambiente e
urbanistica: i consiglieri comunali hanno incontrato prima i
membri dei comitati e successivamente i rappresentanti dell'azienda,
per poi effettuare una visita presso la Ecofor Service per comprendere la
tipologia del rifiuto trattato. Siamo, dunque, in una situazione in
cui c'è un confronto aperto. Mi auguro che questo confronto possa
essere costruttivo e non basato su posizioni meramente ideologiche.
Il Coordinamento dei comitati ha
definito il dissociatore molecolare della Ecofor Service uno spreco
di risorse, mettendo in dubbio
la reale necessità del territorio di un impianto di questo tipo. Che
cosa risponde a queste critiche?
Come primo cittadino non dico sì a
prescindere alla realizzazione dell'impianto. Pongo invece alcune
questioni che credo debbano entrare nel merito della discussione. Innanzitutto qui si sta parlando di
rifiuti industriali, dunque una cosa diversa dai rifiuti urbani e
dalle strategie e politiche da adottare nei confronti di questi
ultimi, rispetto ai quali sono il primo a sostenere che ci dobbiamo
impegnare per una riduzione all'origine e per potenziare al massimo la
raccolta differenziata. Su questi aspetti, soprattutto per quanto
riguarda la riduzione dei rifiuti alla fonte, penso fra l'altro che
potrebbe aiutarci maggiormente la legislazione nazionale, cosa che
invece non avviene. Pontedera già si colloca in una media abbastanza
alta per quanto riguarda i rifiuti urbani, con la raccolta
differenziata intorno al 40%. Abbiamo comunque già previsto la
realizzazione di una stazione ecologica, l'ampliamento del porta a
porta in una parte della città, isole interrate ecologiche e una
serie di iniziative che tendano a aumentare la differenziazione dei
rifiuti.
Questo per quanto riguarda i rifiuti urbani. Per quanto riguarda invece i rifiuti industriali, abbiamo un problema da affrontare: nel 2013 la discarica gestita dalla Ecofor Service a Gello di Pontedera andrà in esaurimento. Si tratta di una discarica che tratta dalle 220mila alle 240mila tonnellate annue di rifiuti che arrivano da tutto l'ATO Costa (Autorità di Ambito per la gestione dei rifiuti urbani, ndr): Massa Carrara, Lucca, Livorno e Pisa. Con la realizzazione dell'impianto non arriverebbe una quantità maggiore di rifiuti, come viene sostenuto, poiché l'ambito di appartenenza rimane l'Ato costa. Si tratta di rifiuti industriali che già a monte hanno subito un processo di selezione e trattamento, in gran parte dunque scarti di lavorazione industriale che non possono essere più trattati né riciclati o immessi nuovamente nel mercato. Dobbiamo interrogarci su quali sarebbero le conseguenze se si dovesse arrivare ad una saturazione della discarica senza aver affrontato il problema: sarebbe necessario mandare altrove i rifiuti industriali e questo significherebbe mettere in ginocchio, più di quanto non sia già, il sistema economico imprenditoriale locale.
Le alternative sono due: o
continuiamo ad utilizzare il metodo delle discariche - qui non
soltanto non sono d'accordo, ma esistono anche delle direttive
europee che dicono che dobbiamo avviarci al superamento della
discarica - oppure - e ancora una volta è la stessa direttiva
europea che indica la strada - ci avviamo al trattamento termico dei
rifiuti, cercando anche di produrre energia. E' stato avviato un
confronto per cercare di capire quali sono gli impianti che ci
consentono di ottenere questo risultato con il minor impatto di tipo
ambientale, sanitario e sociale sul territorio. E così è nata la
prospettiva di realizzare un dissociatore molecolare, che tengo a
sottolineare, è ben vista anche da una parte del mondo
ambientalista. Una parte di quel mondo che non è quello del "no a
prescindere", ma di chi è interessato a confrontarsi su soluzioni
impiantistiche di minor impatto sul territorio. Vorrei inoltre
sfatare una questione: è vero che da un punto di vista normativo il
dissociatore molecolare è parificato all'inceneritore, ma è anche
vero che la modalità e il processo di combustione è diversa.
Si tratta comunque di una nuova
tecnologia, rispetto alla quale non sono disponibili dati, ad esempio
per quanto riguarda le emissioni.
Non è nuova la tecnologia ma la sua
applicazione industriale. Come dicevo all'inizio esiste un impianto
di analoghe dimensioni in Scozia e ho chiesto che vengano resi
disponibili i dati che emergono da questa sperimentazione, in modo da
poter valutare con cognizione, nella maniera più "scientifica"
possibile. Voglio anche avere informazioni riguardo a una
sperimentazione già avviata sul nostro territorio, portata avanti
con la supervisione della regione toscana: è già in funzione
infatti a Peccioli un dissociatore molecolare, seppur di piccole
dimensioni. Ho chiesto al Presidente della Belvedere, la società che
gestisce l'impianto, di poter verificare che tipo di risultati sta
dando questa sperimentazione.
C'è, dunque, una cornice aperta. Per
me questo non vuol dire sì a prescindere, altrimenti non avrei
neanche aperto un confronto, avrei semplicemente preso per buono
quello che mi veniva detto. Nel ruolo di garante sul territorio della
salute dei cittadini, sono io il primo a voler essere sicuro che
questa soluzione impiantistica abbia i vantaggi di cui molto si
discute. Voglio basarmi su un confronto aperto e chiaro, ma vorrei
che questo confronto fosse privo di pregiudizi. Credo che sia compito
di un'amministrazione seria e responsabile affrontare questa scelta
verificando tutte le opzioni, ascoltando tutti i pareri e soltanto a
questo punto arrivare a compiere una scelta.
Siccome abbiamo una scadenza, che è
quella del 2013, vorrei non trovarmi in una situazione per cui da
qui al 2013 non si decide nulla e la questione mette in crisi un
intero sistema economico imprenditoriale locale.
A questo punto quali potrebbero
essere i tempi del confronto che avete aperto?
Abbiamo concordato con il Coordinamento
di arrivare alla conclusione di questo scambio di documentazione
entro la fine del mese di settembre, se poi ci fosse necessità
valuteremo la possibilità di un ulteriore approfondimento.
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