24/08/10 00:28 | autore: Chiara Martina Stampa

Asili nido, Cobas: "Blocco del servizio a settembre se il Comune non riattiverà un dialogo" 0

Il sindacato annuncia che riprenderanno le proteste contro la politica di tagli ed esternalizzazioni portata avanti dall'amministrazione pisana. Cobas: "Il personale ancora non sa quanti organici saranno destinati a ogni singolo plesso scolastico, se e come verranno ridistribuiti gli organici delle ausiliarie, né quanti posti bambino saranno destinati a ciascun nido"

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Quello che si preannuncia sarà un autunno caldo sul fronte degli asili nido comunali. Dopo un anno di mobilitazioni di educatrici, personale ausiliario e genitori, ad annunciare la ripresa delle proteste a settembre sono i Cobas del Comune di Pisa: "Alla riapertura dei nidi il personale attiverà vari percorsi di protesta e di mobilitazione per esprimere sconcerto, disappunto e contrarietà riguardo alle scelte compiute dall'amministrazione comunale".

Scelte che potrebbero comportare la riduzione delle educatrici in organico da 76 a 69, mentre contemporaneamente si procede a una progressiva esternalizzazione del servizio ausiliario.
"Verranno organizzate iniziative collettive - scrivono i Cobas in un comunicato - che porteranno anche al blocco del servizio se l'amministrazione non riattiverà un percorso di autentico dialogo con il sindacato". Negli scorsi mesi dopo l'intervento della commissione di garanzia, la Rsu aveva dovuto revocare lo sciopero fissato per la fine di giugno, ma le proteste potrebbero dunque riprendere a breve. "I punti di mediazione possibili - fanno sapere i Cobas - sono un'inversione di tendenza rispetto alle esternalizzazioni dei servizi ausiliari e un incremento degli organici. Il nostro obiettivo è condiviso da molti genitori, vogliamo salvaguardare e migliorare il servizio educativo pubblico, andare incontro alle famiglie e ottimizzare le risore".

Quella della perdita di organico degli asili nido comunali è una storia che parte da lontano e che negli anni ha visto progressivi tagli, fino all'accordo siglato da Cgil Cisl e Uil e Rsu con la giunta Fontanelli nell'aprile del 2007. Tra i diversi provvedimenti, l'accordo prevedeva una riduzione di 9 educatrici in pianta organica e la chiusura di un asilo nido, a fronte di un potenziamento delle risorse assegnate per le sostituzioni e la ridistribuzione dei carichi di lavoro anche attraverso l'istituzione di un efficiente coordinamento pedagogico.
"Un accordo che però - sostengono i Cobas (che nel 2007 non firmarono) - non è stato applicato se non nelle parti che interessavano all'amministrazione, ovvero i tagli all'organico, senza nessuna ricaduta positiva sul servizio, ma aumentando i carichi di lavoro".

Una situazione che per non sfociare in disservizi nei confronti dell'utenza e, soprattutto, per non mettere in crisi il progetto educativo proposto, ha comportato continui aggiustamenti nell'organizzazione interna, costringendo il personale a flessibilità giornaliera allungando i turni di servizio (quando il personale supplente non viene inviato) e a continui cambi di orario. Il tutto in un sistema 'fai da te' - come denunciano le educatrici - a causa della totale assenza del coordinamento pedagogico. Carichi di lavoro che dunque risultano in costante aumento: "Dal report di gestione - fanno sapere i Cobas - si ricava che la spesa per le sostituzioni dal 2005 al 2008 si è ridotta del 50%". Le cose non sembrano andare meglio per il personale ausiliario, ritenuto personale 'ad esaurimento': ciò significa che progressivamente, una volta arrivato alla pensione, il servizio viene esternalizzato.

Dopo la riduzione di 9 unità di personale a seguito l'accordo del 2007, nel corso dell'ultimo anno l'amministrazione comunale ha manifestato l'intenzione di ridurre ulteriormente il personale da 76 a 69 unità a causa dei limiti di bilancio. Da qui l'esigenza di aprire un confronto con il sindacato per lavorare ad un progetto condiviso di riorganizzazione. Ma i tavoli tecnici auspicati non si sono mai svolti: "Se l'amministrazione avesse rimosso le condizioni rigide poste fin dai primi incontri - fanno sapere dal sindacato - vale a dire la riduzione di 7 educatori e la progressiva esternalizzazione del servizio ausiliario, condizioni per noi inaccettabili, il sindacato avrebbe potuto avere un ruolo più propositivo e la distanza tra la giunta e il sindacato si sarebbe ridotta, favorendo il dialogo tra le parti e una possibile soluzione".

Inizialmente per far fronte alla diminuzione degli educatori senza influire sul numero degli iscritti, era stata ipotizzata una riduzione dell'orario giornaliero nei nidi più piccoli, anticipando di un'ora l'uscita: una soluzione fermamente avversata sia dagli stessi educatori che dalle famiglie. Dopo vibranti proteste, alla fine dell'anno scolastico il consiglio comunale ha approvato una delibera che mantiene le riduzioni del personale in pianta organica, ma che ripristina i vecchi orari.
" A seguito di questa decisione- spiegano i Cobas - nessuna comunicazione ufficiale è stata fornita alla Rsu e al personale riguardo a come l'amministrazione intende aprire le strutture a settembre. Noi stessi abbiamo chiesto spiegazioni senza ottenere risposte".

"Dunque ad oggi - conclude il sindacato - il personale non sa quanti organici saranno destinati ad ogni singolo plesso scolastico, se e come verranno ridistribuiti gli organici delle ausiliarie, né quanti posti bambino saranno destinati a ciascun nido".

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