Un metanodotto lungo 30,2 km, che partirà dal Comune di Palaia fino a raggiungere l'impianto di Mortaiolo a Collesalvetti, che servirà al potenziamento dell'attuale rete Terranuova Bracciolini - Palaia.
E' il progetto presentato da Snam Rete Gas spa, per un investimento di 18 milioni di euro che ha già ricevuto le autorizzazioni a livello nazionale e che adesso è in fase istruttoria presso la Provincia di Pisa, contemporaneamente alle procedure dei singoli comuni interessati.
Sono i territori di Palaia, Pontedera, Capannoli, Ponsacco, Lari, Crespina e Fauglia quelli direttamente coinvolti, per un progetto che intende potenziare l'attuale infrastruttura, e che verrà realizzata in funzione dei presunti sviluppi nella zona, del mercato del gas per usi civili, industriali e che entrerebbe in funzione nei momenti di massima richiesta di consumi.
Non un metanodotto su una zona 'scoperta' quindi, ma un asse di chiusura a sud dell'attuale, sul percorso compreso fra Montopoli val d'Arno e Collesavetti, che permetterebbe all'azienda, una volta entrato in funzione, di beneficiare dei profitti derivati dai servizi in concessione, ossia la distribuzione del gas a soggetti terzi.
Tubi in acciaio interrati del diametro di 1200 mm a circa un metro di profondità, che attraverseranno la zona collinare di Lari e Crespina per circa 5 km, e i restanti chilometri in pianura, con una fascia di riservo per tutto il tracciato di circa 40 metri.
Si tratta di un progetto già nell'aria da diverso tempo. C'è chi parla di 5/6 anni fa; per certo, almeno dal 2007 Snam Rete gas ha manifestato questa intenzione, all'interno di un piano industriale di potenziamento di 1.200 km delle infrastrutture regionali esistenti, che comprende tra le altre, anche aree del basso Piemonte e della Liguria, fortemente coinvolta la Lombardia, e in misura ben minore la Calabria, per la quale si parla di estensione funzionale al programma di metanizzazione della regione.
Un momento prospero per Snam Rete Gas, detenuta al 52% dal gruppo Eni: al 30 giugno di quest'anno ha conseguito un utile netto di 547 milioni di euro e un utile operativo di 930 milioni, in aumento rispettivamente di 313 e 486 milioni di euro rispetto allo stesso semestre 2009. Un'ascesa visibile già ad aprile, quando si annunciava una crescita di oltre il 70%, con 859 milioni, di cui 65 per la costruzione e il potenziamento delle infrastrutture di distribuzione, e che rappresentano certo i frutti "positivamente influenzati" dall'acquisto, a giugno del 2009, delle partecipazioni totalitarie di Italgas (distribuzione) e Stogit (stoccaggio) da parte di Eni, obbligata a cedere delle quote dalla normativa europea sulla concorrenza.
Ma se il fronte degli investimenti è fiducioso e ampio, dato che solo nel 'piccolo tratto' della Valdera si parla di 18 milioni di euro, quello del mercato non è altrettanto fiorente, e a confermarlo è la stessa società. Sulla domanda di gas naturale "di importazione", Snam Rete Gas nella relazione finanziaria semestrale afferma che "tenuto conto dell'andamento dei consumi di gas naturale nei primi tre mesi del 2010 e sulla base delle informazioni attualmente disponibili, la domanda di gas naturale a fine 2010 è prevista in lieve aumento", per l'esattezza, poco più di 2 miliardi di metri cubi sui 78 miliardi del 2009. Per quel che riguarda la distribuzione, a fine anno Snam ha chiuso con 5,8 milioni di utenze, e prevede anche in questo caso, "alla fine dell'esercizio 2010, sulla base delle azioni di sviluppo intraprese, un limitato aumento".
Per il progetto gasdotto Palaia-Collesalvetti passa intanto il tempo di gestazione: nel 2007 la società del gruppo Eni pronosticava l'inizio dell'attività delle nuove reti già dal 2011; il progetto continua a comparire negli anni seguenti, e alla fine di quest'anno potrebbe vedersi conclusa la fase autorizzativa degli enti locali.
Che sia gas russo, olandese o norvegese, valicherà le soglie della Valdera in attesa che piccoli e grandi consumatori aumentino le richieste di allacciamenti e forniture. I comuni interessati, intanto, devono mettersi in regola con i propri strumenti urbanistici, ma vista la "pubblica utilità, l'urgenza e l'indifferibilità dell'opera", è improbabile che alla conferenza dei servizi del prossimo 30 settembre ci siano ripensamenti.
Pochi i 'problemi' per i paesaggi pianeggianti, se si vuole escludere a priori il rischio incidenti, che al contrario non è affatto remoto, mentre per le colline di Lari e Crespina si tratterà da subito e in maniera irreversibile di uno squarcio netto ai frutteti delle colline - fra tutti i ciliegi - che per poter realizzare l'opera dovranno essere tolti e successivamente reimpiantati.
In cambio la legge prevede un indennizzo a carico di Snam Rete gas e la garanzia che gli alberi verranno reimpiantati. Dallo stesso Comune di Lari, che ha approvato la sua variante a gennaio del 2010, i funzionari dell'Ufficio tecnico garantiscono che il gasdotto non provocherà ulteriori problemi e che non intaccherà troppo il paesaggio.
Il procedimento di autorizzazione alla realizzazione del metanodotto è stato avviato il 17 maggio 2010 presso la Provincia di Pisa. La conclusione dell'intero iter è prevista a novembre, dopodiché, alcuni amaramente ipotizzano che "per fermare i cantieri occorrerà legarsi agli alberi".
Il progetto è stato infatti escluso dalla Valutazione di Impatto Ambientale, ma sono già attivi diversi gruppi di cittadini contrari al gasdotto, tra cui il comitato di Crespina, "che per primo ha sollevato la questione tramite il consigliere Antonio Felicioli della lista civica le "Ali della Sinistra", come ci racconta Maurizio Rovini, consigliere di Rifondazione Comunista a Lari: "Facendo una serie di richieste ha fatto emergere uno scenario diverso da quello presentato, ossia un semplice potenziamento della rete". Anche dai proprietari dei frutteti si è levato un primo coro di 'no', e non saranno certo gli ultimi.
Questo articolo contiene 1 commenti.
Clicca qui per lasciare il tuo commento.
2010/08/25 10:08:02 luigi giannetti "Non intaccherà troppo il paesaggio"...che significa?E' un parere soggettivo, c'è addirittura chi costruisce case e case sulle colline e poi dice che sono ben integrate con l'ambiente...se anche una collina piena di tubi magari verniciati di verde si ritiene che non intacchi troppo il paesaggio, allora ho capito il ragionamento..."Gli alberi verranno reimpiantati"...e se seccano?Quelli di oggi ormai sono attecchiti da anni, ma quelli nuovi avranno bisogno di cure, annaffiature, e poi sicuri che saranno reimpiantati tutti. Infine se il gas è sufficiente, perchè fare ulteriori gasdotti?Dire in futuro potrebbe servire è sbagliato, in quanto alluderebbe a nuove urbanizzazioni come se non bastassero i vari interventi di oggi: sulla collina di Peccioli, nella parte bassa di collesalvetti, a Ponsacco, che ormai trabocca di case e capannoni...