26/08/10 08:04 | autore: Francesca Parra Stampa

La pratica nonviolenta di Altieri in difesa dei corsi serali 0

L'intervista di Pisanotizie a Rocco Altieri, docente di diritto ai corsi serali del Matteotti, professore di Nonviolenza a Scienze per la Pace. Per richiamare l'attenzione sullo smantellamento dei corsi serali e sul loro ruolo sociale ha scelto una forma di protesta in linea con i suoi principi: il digiuno gandhiano.

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Alla vigilia dell'inizio dell'anno scolastico i tagli alla scuola pubblica continuano a mietere vittime. A cadere sul campo del diritto all'istruzione potrebbero essere questa volta i corsi serali che, nella nostra provincia sono messi a rischio dalla decisione di non dare avvio per l'anno 2010-2011 al primo anno del corso serale del Matteotti.
Una politica di tagli che, come denunciato negli scorsi giorni da Miriam Celoni, assessora provinciale alla Pubblica Istruzione Provincia di Pisa e da Marilù Chiofalo, Assessora Politiche educative e scolastiche del Comune di Pisa, "spazza via" i corsi serali pisani costringendo "chi ha scelto di migliorarsi ad andare a Lucca".

Una situazione dunque che minaccia , come fanno presente i Cobas in una nota, "un diritto fondamentale garantito dalla Costituzione, cioè il diritto allo studio e alla formazione permanente per gli adulti". Tanto da spingere il sindacato ad indire per oggi (giovedì 26 agosto) un presidio sotto la sede dell'Ufficio Scolastico Provinciale, alle ore 15.30.

Pisanotizie ha incontrato ieri, al suo secondo giorno di digiuno, presso la sede del Centro Gandhi e della redazione dei Quaderni Satyagraha, il professore Rocco Altieri, docente di diritto ai corsi serali del Matteoti e di non violenza al corso di laurea di Scienze per la Pace dell'Università di Pisa. Esperto dunque, come ci ha spiegato non senza sorridere, in forme di protesta non violenza. Che per prima cosa ha voluto spiegarci la differenza fra digiuno e sciopero della fame.

"Mentre chi fa lo sciopero della fame come Pannello fuma, beve cappuccini e alcolici - spiega Altieri - nel digiuno gandhiano si beve solo acqua, lo spirito si purifica. Il suo scopo non è quello di ricattare o minacciare, né di farsi pubblicità, ma è un richiamo alla coscienza, un richiamo alla verità, infatti si chiama Satyagraha, sul problema che si è posto, che in questo caso è quello della scuola serale.

Professore per quale motivo ha scelto una forma di protesta così radicale per richiamare l'attenzione sulla decisione di non dare avvio alla I classe serale?

Perché in ballo non c'è solo l'abolizione di una classe, né il problema riguarda solo il Matteotti o la sola Pisa. A Pisa si sperimenta, come anche in altri contesti, quello che sarà l'orientamento delle politiche scolastiche, ovvero l'abolizione della suola serale e con essa l'educazione degli adulti che è un principio costituzionale.

Quando vi è stata comunicata la decisione che la prima classe non sarebbe stata attivata, nonostante gli iscritti siano 55?

Già a Giugno era arrivata questa indicazione, ma dopo la nostra mobilitazione a luglio era stata presa la decisione di recuperarla. Siamo così partiti per le vacanze con la sicurezza che si sarebbe formata. Ma il 9 agosto è arrivato il contrordine: io ne ho avuto notizia al mio rientro a Pisa il 21 agosto e mi sono immediatamente mobilitato.

Riuscendo ad ottenere un incontro con la dottoressa Maria Alfano, dirigente dell'ufficio scolastico provinciale, il 24 agosto. Quali sono stati gli esisti del vostro colloquio, come ha giustificato questa decisione?

Abbiamo trovato una persona molto disponibile e sensibile. Questa decisione non dipende solo da lei, ho avvertito la sua sofferenza di dover prendere questa decisione, che consegue ad indicazioni ricevute dall'altro. Ha espresso il suo impegno da parte sua per poter salvare la classe serale, il via libera deve però arrivare dai dirigenti regionali.

Il rischio è dunque che 55 persone non potranno alla riapertura dei corsi dare avvio ad un percorso di studi, esistono alternative per questi aspiranti alunni?

L'unico percorso di studi serali completo, dalla I alla V, è quello offerto da 20 anni a questa parte dal Matteotti, eliminarlo significa togliere in assoluto a queste persone l'opportunità di ottenere una formazione.

Questa tipologia di percorso scolastico è efficace?

L'anno scorso 3 dei nostri studenti all'esame di stato hanno ottenuto il punteggio massimo. Fra questi c'era una musicista, che aveva bisogno di affiancare al diploma di conservatorio un diploma di scuola superiore per poter insegnare musica nelle scuole: senza il corso serale lei non avrebbe potuto conseguirlo trattandosi di una donna in età adulta impegnata in un lavoro diurno. Un'altra studentessa che ha conseguito il punteggio di 100 è un operaia, con una capacità mnemonica straordinaria. Più della metà della classe una votazione superiore al 90 e alcuni di loro si sono iscritti all'Università. Chi frequenta il serale ha una motivazione molto forte.

La decisione di non attivare il primo anno serale al Matteotti è dipeso dalla mancanza dei fondi necessari a pagare gli stipendi degli insegnanti?

No, perché gli insegnanti sono già in servizio, alcuni di loro addirittura vengono tenuti a disposizione perché essendo insegnanti di ruolo non possono essere cacciati via da un giorno a un altro. Si tratta di qualcosa di diverso, la prospettiva è quella di chiudere i corsi professionali del serale. Si è scelto di operare i tagli sulle spalle dei più deboli ma, come ricorda Martin Luther King ciò che ci si illude di risparmiare sulla scuola sarà poi pagato centuplicato, in sofferenze umani e sociali, in costi crescenti per la gestione repressiva dei conflitti, dovendo spendere sempre di più per polizie, eserciti e prigioni, divenuti necessari per arginare la violenza crescente e l'anomia sociale. La civiltà di un paese si giudica, secondo Martin Luther King, da quanto uno stato spende per la scuola o per le prigioni.

Si potrebbe dire che nel tentativo di ridurre la spesa pubblica la classe dirigente manchi di una prospettiva a lungo termine.

Si è creata una sorta di ossessione del bilancio dello Stato, allora vale la pena di chiedersi: quanto si spende per gli armamenti, quanto costa un bombardiere? L'Italia ne ha in progetto se non sbaglio 44. Un solo bombardiere, diceva Raoul Follereau basterebbe a guarire la malaria o la lebbra nel sud del mondo. Io dico: mezzo bombardiere servirebbe a far funzionare meglio le scuole. Si tratta di decidere quali siano le priorità. Credo che le spese per gli armamenti rientrino nella follia dell'umanità, una questione che va al di là delle parti politiche: spiace constatare che questo tipo di spese crescono sia con i governi di centro sinistra che con quelli di centro destra.

Che ruolo svolgono i corsi serali all'interno del sistema scolastico, oltre ovviamente a quello formativo?

Innanzitutto un ruolo sociale, i corsi vengono frequentati da disoccupati, donne in cerca di prima occupazione. Ma anche da giovani che hanno lasciato la scuola, quindi svolge una funzione di recupero della dispersione scolastica, e immigrati che così iniziano un percorso di qualificazione e di inserimento nella società italiana.

Svolge dunque anche un ruolo non secondario di integrazione.

La domanda che dobbiamo porci è: nei confronti dell'immigrazione vogliamo costruire muri o luoghi di accoglienza? La scuola è il luogo per eccellenza dell'accoglienza, perché qui si avvia un dialogo di conoscenza multiculturale. L'integrazione passa attraverso una reciproca conoscenza.
La scuola serale offre l'opportunità di qualificarsi rispetto al mondo del lavoro, al Matteotti abbiamo 2 corsi, l'alberghiero e l'economico aziendale. Quindi quale migliore opportunità di apprendimento dell'italiano, delle lingue, dell'uso del computer? Oltre al fatto di costituire un luogo relazionale, nella scuola si costituiscono amicizie fra italiani e gli immigrati e nascono anche imprese economiche e sociali, Ad esempio l'anno scorso due dei nostri ex alunni, un signore brasiliano e una signora napoletana si sono incontrati e hanno aperto insieme una gelateria. La scuola diventa così non solo un luogo deputato all'apprendimento ma anche alla costruzione della coesione sociale.
Non cogliere questo aspetto e cancellare la scuola serale mentre si aprano i CIE è un'assurdità.

Crede dunque che dietro al progressivo smantellamento dei corsi sociali si celi un incomprensione di fondo dell'importanza che questo tipo di percorso riveste per l'intera società?

Alla crisi della scuola pubblica, alla politica dei tagli si somma una disattenzione alla funzione sociale del serale, al diritto all'educazione degli adulti, al fatto che l'educazione dovrebbe essere un processo permanente.
Ci sono giovani che vivevano situazioni di disagio sociale, tossicodipendenza, alcolismo, bullismo, che per questo avevano abbandonato la scuola e che venendo al serale hanno trovato nuove motivazioni e avviato dei processi nuovi per la propria vita.
Il mio digiuno vorrebbe innanzitutto richiamare le persone all'urgenza di attivarsi, perché non è vero che non si può cambiare il corso delle decisioni: se noi rinunciamo ad agire entrando in una logica di rassegnazione e di passività saranno poi gli altri a decidere per noi. Attivarsi per salvare la scuola serale è l'inizio di un percorso di rigenerazione sociale. Basterebbe vedere l'entusiasmo degli studenti e degli ex studenti che si stanno attivando per salvare il serale.

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