Il 18 ottobre 1810 Napoleone disse: "Sia la Normale", succursale dell'École Normale Supérieure, la cui attività doveva essere rivolta alla formazione della classe insegnante delle scuole medie superiori. Ma le sorti dell'impero napoleonico non furono favorevoli al subitaneo sviluppo dell Scuola. L'abdicazione di Napoleone e la restaurazione granducale dei Lorena la costrinse alla chiusura dopo appena un anno.
Riprese a vivere nel 1846, rifondata per volontà del granduca Leopoldo II, con la funzione di “semenzaio dei professori e dei maestri delle scuole secondarie del granducato”. Lo diceva il suo steso nome: Scuola Normale, scuola dove si apprendono le "norme" fondamentali da impartire agli studenti. In seguito, prima la nascita del Regno d'Italia (e la conseguente nazionalizzazione della scuola), poi il rafforzamento dell'attività di ricerca e di pubblicazione fino all'autonomia amministrativa auspicata da Gentile, ha contribuito a definire il profilo della Scuola così come ancora oggi appare.
Un grande classico del giornalismo cittadino, ogni anno in prossimità degli esami di ammissione alla scuola, è quello di citare i cosiddetti "normalisti illustri", una sorta di categoria "parallela" nella storia della scuola. Personalità che appartengono per meriti specifici alla storia della loro disciplina di riferimento, tra le quali tre premi Nobel come Giosuè Carducci, Enrico Fermi, Carlo Rubbia. Un'articolata linea di presenze più o meno quotidiane della storia contemporanea, alcune delle quali riguardano la politica nazionale recente (Carlo Azeglio Ciampi, Massimo D'Alema, Fabio Mussi) altri quella appena trascorsa (Giovanni Gronchi, Alessandro Natta, Marino Raicich). Non mancano gli illustri dell'editoria del giornalismo e della letteratura, come Giulio Bollati, Antonio Tabucchi, Pietro Citati e Adriano Sofri. E perché non ricordare i due grandi storici come Gioacchino Volpe e Delio Cantimori? Oppure i matematici come Mauro Picone, Aldo Andreotti, Vito Volterra?
La Scuola Normale sin dalla sua fondazione partecipa anche alla ritualità della vita cittadina, e certo l'inizio del concorso di ammissione per le classi di lettere e quelle di scienze ne rappresenta un momento, alla fine di ogni estate. Oggi (giovedì 26 agosto) prima prova scritta per i candidati. Sono 938 le matricole che si contenderanno i 58 posti assegnati nei settori scientifici e umanistici contro le 993 domande dell’anno passato. Niente boom di domande, dunque, se si considera che l'Università Statale ha già incamerato più di 9mila domande.
345 candidati per lettere si contenderanno 28 posti, 593 sono i concorrenti di scienze matematiche, fisiche e naturali per 30 posti disponibili. E il calo più sensibile delle domande si è verificato proprio per questa classe, con un 10% in meno rispetto all'anno trascorso. Il 7 settembre partiranno le prove orali per i matematici, mentre il 13 sarà la volta degli umanisti. E così, come ogni inizio di autunno, grande sarà l'attesa e la trepidazione per conoscere chi riuscirà a salire le scale del Palazzo della Carovana. Nell'attesa che il rito si rinnovi, e che la città riscopra ogni volta il giovane respiro della Scuola.
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