"Care colleghe e cari colleghi, la lettura dei programmi e delle proposte dei colleghi che intendono presentare la loro candidatura a Rettore il 13 settembre p.v. mi ha fatto a lungo riflettere e quindi valutare la possibilità di presentare anche la mia candidatura". Comincia così, in uno degli ultimi pomeriggi agostani, la mail inviata a un nutrito indirizzario universitario dal prof. Antonio Lucacchini, prorettore all'Organizzazione dell'Ateneo e del Personale.
Un nome nell'aria già da tempo ma che ormai quasi non si aspettava più, Luccacchini entra nel "club dei candidati ufficiosi", e nella schiera, composta da lui solo, dei candidati in continuità con il Rettore Pasquali.
Membro di lunga data dell'ateneo pisano, è stato nel cdA dal 1990 al 1992, preside dal 2000 al 2008 della Facoltà di Farmacia; attualmente è professore Ordinario presso il Dipartimento di Psichiatria, Neurobiologia, Farmacologia e Biotecnologie della Facoltà di Farmacia e direttore del Dipartimento di Psichiatria, Neurobiologia, Farmacologia e Biotecnologie e della Scuola di Specializzazione in Biochimica Clinica.
Nell'ultimo anno e mezzo circa, in qualità di Prorettore al Personale, è stato uno dei referenti degli 89 stabilizzandi tecnici amministrativi che hanno visto il mancato rispetto dell'accordo sulla loro assunzione, e la cui battaglia non è affatto chiusa.
Nella lunghissima lettera dove espone le ragioni del suo ingresso in questa partita, e i punti chiave di quello che sarà dal 13 settembre il suo programma elettorale, chiarisce da subito i referenti e i modi della sua candidatura: "Non vuole certamente essere in opposizione agli interessi della Facoltà di Medicina e Chirurgia né a quelli della Facoltà di Ingegneria - scrive - ma vuole essere un approccio diverso, meno diplomatico e meno da candidato, ai presupposti sulla base dei quali impostare la gestione della nostra Università per i prossimi anni, ed in particolare per i prossimi due anni".
Si colloca quindi a chiare lettere in sintonia con il rettore uscente: "In tutte le proposte e nelle recenti prese di posizione dei tre colleghi candidati ufficiosi appare chiara la volontà di operare in discontinuità con la precedente amministrazione. Volontà che, attesa in uno dei tre e giustificabile in tutti per attrarre i voti degli elettori insoddisfatti, appare a me poco comprensibile."
"Infatti - prosegue Lucacchini - valutando obiettivamente la situazione attuale del nostro Ateneo si può facilmente concordare sulla validità della strategia di governo caratterizzata da una gestione volta a salvaguardare l'autonomia e a garantire la permanenza della nostra Università fra quelle di ricerca; questa strategia peraltro, a mio giudizio, non presenta alternative realistiche."
Passa ad una valutazione sull'autonomia finanziaria dell'ateneo: "Ventilate opzioni privatistiche (fondazione o similare) non sono condivisibili né in principio, nè per la carenza di risorse economiche disponibili per l'Università nel territorio di riferimento."
Richiama a questo riguardo, come fece Pasquali a maggio, i risultati ottenuti dal governo del nostro Ateneo" per aver assicurato "piena autonomia attraverso il pareggio di bilancio senza tuttavia diminuire i fondi destinati alla ricerca e mantenendo un'offerta didattica che ad un'attenta valutazione potrebbe persino risultare eccessiva".
"Tutto ciò è stato possibile rinunciando a irrealistiche fughe in avanti - prosegue Lucacchini - ad un'irresponsabilità di spese facili, di assunzioni e promozioni fuori controllo, volte ad acquisire il consenso dimenticando la responsabilità richiesta per una corretta e lungimirante gestione", di cui fa un vero e proprio pilastro: "Infatti è la solidità finanziaria garanzia fondamentale di autonomia ed indipendenza."
E dopo aver prospettato le difficoltà che si incontreranno nei prossimi mesi, in un "futuro ancora irto di difficoltà", detta "la necessità di massima condivisione e consapevolezza delle scelte necessarie che si collocheranno inevitabilmente in continuazione con il percorso già intrapreso".
No a federazioni o fusioni: "Contrasta fortemente con il desiderio e la forte volontà di autonomia che ha sempre caratterizzato la nostra Università: questo rischio deve essere valutato e assolutamente evitato".
Al contrario propone di "recuperare un forte senso di appartenenza all'Istituzione"; e mette in agenda "la modifica dello Statuto avendo come obiettivo la predisposizione di regole che assicurino la caratteristica di Università pubblica e della sua forte autonomia", nonché il "riequilibrio fra didattica e ricerca".
Passa poi al completamento del piano edilizio "finanziato dal mutuo e l'impegno al trasferimento delle strutture della Facoltà di Medicina a Cisanello. Quest'ultimo evento si svilupperà sulle linee dell'accordo ad hoc firmato con la Regione che prevede l'anticipazione delle risorse necessarie da parte di quest'ultima ed il loro recupero dal piano di dismissione del Santa Chiara".
Pone il problema dell'utilizzo degli edifici storici attualmente oggetti di messa a norma, per i quali occorrerà "un'approfondita riconsiderazione degli usi a cui gli edifici sono adibiti sia in termini di riclassificazione dell'utilizzo, sia in termini di alienazione, per ottenere fondi per nuove costruzioni"; ipotizza così l'uso di quelli storici per l'area umanistica, "portando all'esterno del centro città vicino alle aree già esistenti le attività scientifiche che hanno laboratori di ricerca frequentemente ad alto rischio."
"In questo quadro - prosegue Lucacchini, nella parte di lettera rivolta alla città - ben si inserisce la necessità, oggi sempre più sentita, di sussidiarietà fra Università-Città-Territorio: ciò dovrà essere perseguito intensificando l'interazione e la collaborazione tra l'Università e le varie Istituzioni del Territorio consapevoli dei massimi e reciproci vantaggi di iniziative condivise. In tale direzione l'Ente Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli sta ridisegnando il piano di utilizzo dei terreni di sua competenza e il Comune di Pisa vuole definire il piano strutturale della città. In questo quadro dovrebbe collocarsi la previsione del completamento della Facoltà di Veterinaria a San Piero e dello spostamento di Agraria nell'area adiacente a quella di Veterinaria."
Il Prof Lucacchini passa quindi ad una delle note dolenti, e lo fa in linea con la scelte intraprese durante il suo mandato: "Per quanto riguarda il personale sia docente che tecnico amministrativo è necessario operare seguendo considerazioni simili. Chi mi conosce sa che a questo proposito ho sempre parlato di sviluppo sostenibile e di programmazione attenta alle diverse esigenze, sia dei precari, sia degli stabilizzandi, sia delle aspettative di progressione di carriera, il tutto nel rispetto degli attuali vincoli legislativi".
"Nell'attuale situazione - si legge ancora - è più che mai necessaria una programmazione temporale sostenibile, tale da assicurare al meglio i ricambi generazionali, evitando in primis la scomparsa del personale di interi SSD ma che nel contempo non ci faccia precipitare in situazioni economico finanziarie analoghe a quelle di vicine Università".
E in merito alle decisioni del CdA in tema di nuove assunzioni afferma: "Comprendo e sono quindi rispettoso della prudenza evidenziatasi nel Consiglio di Amministrazione pur essendo dell'idea che possiamo forse permetterci un rischio calcolato che metta in movimento il processo delle assunzioni senza tuttavia inseguire irrealistici traguardi".
Si dice ottimista sul ruolo e il futuro dei ricercatori precari, per i quali intravede la possibilità che "circa il 50% possa nell'arco di cinque/sei anni trovare soddisfazione alle proprie aspettative di carriera".
Il neo candidato passa quindi ai tecnici amministrativi: "Sono convinto che l'impegno assunto con gli stabilizzandi vada perseguito con la garanzia che non si procederà a nuove assunzioni finché tutti gli stabilizzandi non saranno assunti a tempo indeterminato, mantenendo loro la sicurezza di continuità nel tempo determinato indipendentemente dalle vigenti regole legislative fino al raggiungimento di tale obbiettivo".
E sul tema conclude: "Poiché l'assunzione di personale tecnico sarà inevitabilmente successiva al processo di stabilizzazione, la situazione attuale di carenza di questo personale impone di ottimizzare l'impiego di quello attualmente in servizio, iniziando dalla condivisione fra più Dipartimenti delle attività di interesse comune".
In attesa della formalizzazione delle ormai quattro candidature per l'elezione del nuovo rettore, vedremo come preseguirà il dibattito dopo l'entrata in scena dell'unico candidato che si pone in continuità con l'amministrazione Pasquali.
Questo articolo contiene 1 commenti.
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2010/08/27 10:08:05 drugo lebowski Mmmmm....
Io a uno che sembra Lamberto Dini un gli farei neanche amministrare un condominio. E questo invece pensa di diventare Rettore.
Saosa, Pasquali ha fatto un bel lavorino...
Pussa via!
Eh oh, so razzista...