Sono passati cinque giorni da quando lunedì scorso, 23 agosto, un addetto al recupero crediti di Acque Spa ha fatto visita ai condomini di via Dinucci a San Giuliano Terme con l'incarico di piombare i contatori dell'acqua di 3 famiglie e interrompere così l'erogazione del servizio.
Dopo un botta e risposta sulle pagine dei giornali tra le famiglie coinvolte e il gestore del servizio, siamo andati a fare visita ad alcuni dei dieci nuclei interessati nel contenzioso che va avanti dal 2004 per cercare di capire da dove ha avuto origine questa vicenda. La storia in realtà parte ancora più lontano: "La prima volta che è avvenuta una perdita d'acqua nel piazzale del condominio - ci racconta il signor Francesco Moretti - è stato quando ancora il servizio non era gestito da Acque ma dal Comune. A quel tempo i contatori pilota erano all'interno del cortile condominiale e ogni palazzina aveva il suo. Il Comune era intervenuto e aveva riparato il guasto che si trovava a valle dei contatori pilota - quindi in un tratto non più di competenza dei condomini - senza nessun problema". Il 'contatore pilota', per chi non lo sapesse, è un elemento per il controllo generale del consumo dell'acqua di tutte le utenze del condominio. E fino a qui tutto bene.
Il secondo guasto e la relativa perdita d'acqua, risale invece al 2003 e aveva riguardato lo stesso punto della conduttura. Ad accorgersene è sempre il signor Moretti, che questa volta chiama Acque SpA - nel 2002 divenuto il nuovo gestore del servizio in cui era confluito il precedente, Gea Spa. Quando arrivano i tecnici di Acque, per il signor Moretti la prima sorpresa: gli addetti lo conducono ad un nuovo contatore pilota di cui lui, così come tutti i condomini, ignorava l'esistenza. Il nuovo contatore era stato posizionato all'esterno del perimetro del cortile condominiale e aveva sostituito i tre precedenti, aumentando di fatto il tratto di competenza delle utenze private. Essendo il guasto a monte del contatore condominiale, i tecnici avevano spiegato che non erano tenuti ad intervenire e i lavori vennero così effettuati a carico delle famiglie. Ma l'anno successivo, a marzo del 2004, l'amara sorpresa: con bollette da capogiro (l'importo complessivo ammonterebbe a circa 5.000 euro) il gestore chiede conto ai condomini di far fronte al costo derivante dalla perdita delle tubazioni.
Dei 18 condomini, ben 10 non ci stanno e si rifiutano di pagare un addebito che ritengono illegittimo: primo perché nessuno era mai stato informato dell'istallazione del nuovo contatore, né tanto meno era stato firmato nessun nuovo contratto; secondo perché data la situazione, ed essendo il contatore esterno al condominio, le famiglie non potevano avere nessun controllo sul consumo segnalato dal contatore stesso. Dal 2004 ad oggi i condomini hanno continuato a respingere l'addebito di Acque, rifiutando la possibilità di una procedura conciliativa semplicemente perché reputano tale addebito illegittimo.
Questa la vicenda fino allo scorso 23 agosto. Per raccontare cosa è avvenuto quel giorno, gli altri condomini ci tengono a fare visita a casa della signora Nila.
Nila ha 78 anni ed è invalida al 100% da quando 11 anni fa è stata colpita da un ictus. Vive insieme al marito Valentino, 86 anni e alla figlia Elisabetta. La mattina di lunedì scorso il signor Valentino stava uscendo di casa quando sul portone ha incontrato un addetto di Acque che gli ha comunicato che avrebbe dovuto fare un controllo dei contatori. Valentino lo ha così lasciato entrare all'interno dell'edificio. L'uomo è entrato e senza dire nulla ha piombato il contatore di Nila e Valentino e quello di altri due condomini che non erano presenti in casa. A tutte le altre famiglie ha lasciato un'intimazione di pagamento con scadenza il 28 agosto. Dopo quella data con tutta probabilità gli addetti si presenteranno per piombare anche le altre 7 utenze ancora attive.
La cosa che amareggia di più il signor Valentino e la figlia Elisabetta, non è soltanto che "non si sia riflettuto su che cosa vuol dire lasciare una donna di 78 anni totalmente invalida senza acqua", ma anche il fatto che "nessuno si sia presentato per comunicare ciò che stava avvenendo, anzi abbia approfittato della buona fede di un uomo di 86 anni per agire in maniera furtiva".
Tra gli altri condomini coinvolti c'è il signor Danilo, che lavora all'hotel Granduca ma che da 10 mesi è in cassa integrazione: "Non avevamo ricevuto nessuna comunicazione che lunedì si sarebbero presentati gli addetti con l'intenzione di interrompere le utenze. Siamo rimasti esterrefatti e allibiti dall'atteggiamento di Acque Spa che si sta comportando a tutti gli effetti come una multinazionale". Nel frattempo il signor Moretti mostra delle vecchie bollette che risalgono a tutto il 2009 dove i pagamenti delle fatture precedenti risultano regolari: "Per noi dunque fino a tutto il 2009 la vicenda sembrava essersi conclusa."
Michele Baroni ha invece con sé la Carta dei Servizi del Servizio Idrico Integrato e mostra un passaggio in cui c'è scritto che "Acque Spa si impegna a prestare particolarmente attenzione nei confronti dei soggetti portatori di handicap, anziani ed utenti appartenenti alle fasce sociali più deboli". "Ho intenzione di scrivere nuovamente una lettera ad Acque alla quale intendo allegare le foto della signora Nila. Le invieremo ad ogni singolo membro del consiglio di amministrazione in modo che si possano rendere conto con i loro occhi delle condizioni della signora alla quale hanno staccato l'acqua".
"Qui stiamo parlando di un bene primario essenziale - continua Michele - e per questo pensiamo che a questo punto della vicenda debbano intervenire sia l'amministrazione comunale di San Giuliano Terme, nella figura del Sindaco che è anche garante della salute dei cittadini, che la stessa Asl, affinché il servizio venga ripristinato al più presto".
Nel frattempo, prima dell'ultimatum del 28 agosto, questa sera (venerdì 27) tutte le famiglie coinvolte si riuniranno in assemblea e decideranno il da farsi: "Stabiliremo come comportarci - conclude Michele - e vedremo se prevarrà la linea della fermezza o se accetteremo la proposta formulata da Acque di pagare un iniziale 20% dell'importo dovuto per poi sederci ad un tavolo di trattativa con il gestore".
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