27/08/10 10:38 | autore: Renzo Moschini Stampa

Rossi e la Marson: ora in Toscana si cambia 1

Un intervento di Renzo Moschini, responsabile nazionale dei parchi di Legautonomie sulle prese di posizione dell'assessore regionale all'Urbanistica

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Continuano a suscitare non poche polemiche le recenti dichiarazioni dell'assessore regionale all'urbanistica Marson che ha annunciato, coerentemente a quanto riportato dalla stessa agenda del Governatore Rossi, una revisione della legge regionale sull'urbanistica, la n. 1 approvata nel 2005 e rivista nel 2008. Riduzione della burocrazia e stop al cemento, nella prospettiva di ridurre l'onere burocratico e di recuperare, e dunque valorizzare l'esistente. Questo l'obiettivo dichiarato dall'assessore.

Posizione che non è stata accolta da un coro unanime di approvazione, anche all'interno del Pd stesso, con la polemica innescata nei giorni scorsi da Matteo Tortolini, responsabile infrastrutture nella segreteria regionale del Pd, il quale ha sottolineato che niente di ciò che è stato affermato dalla Marson sarebbe riportato nel programma di partito. D'altra parte, non sono mancati gli interventi in difesa della neo assessore all'Urbanistica, ultimo in ordine cronologico quello di Vittorio Bugli, capogruppo del Pd in consiglio regionale ed ex sindaco di Firenze: "Il cemento non produce sviluppo" è stata la sintesi di Bugli.

Sul dibattito che si è aperto pubblichiamo di seguito un intervento di Renzo Moschini, responsabile nazionale dei parchi di Legautonomie.


Dopo una partenza che aveva provocato qualche mal di pancia di troppo sul ruolo dei comuni, anche il capogruppo del Pd in Regione Vittorio Bugli (a differenza di Tortolini) ha dato manforte alla Marson 'smitizzando' l'autonomia dei comuni perché anch'essi devono muoversi in una visione più ampia di quella municipale, e appunto regionale.

E qui si può cogliere in tutta il suo valore la riaffermata volontà di Rossi di segnare una chiara  'discontinuità rispetto al passato'. Una discontinuità che, va detto ancora una volta, non riguarda tanto o soltanto una diverso equilibrio di competenze tra regione e comuni lasciati - secondo qualcuno - troppo liberi. Quello che è mancato è un ruolo efficace e chiaro della regione di 'programmare', 'pianificare'  interventi su aree non ricondicibili unicamente a dimensioni locali e non soltanto urbanistiche.

La tutela del paesaggio come quella della natura, delle coste come dell'appennino, del suolo e dei fiumi, non passa certo solo dalla velocità o meno del rilascio delle licenze.

Oggi, infatti, molte delle  polemiche in atto riguardano i percorsi autostradali, nuovi trafori e meno sulle Apuane, nuove piste aereoportuali, biocarburanti e eolico, nuovi posti barca etc etc. A fronte di questo tipo di problemi discontinuità rispetto al passato significa tornare a parlare di politiche regionali di pianificazione che dovranno riguardare l'assetto idrogeologico, l'inquinamento dei fiumi, della costa, del mare, il ruolo dei piani di bacino e di quelli dei parchi e delle aree protette come si è cominciato a fare alla piana.

E visto che qualcuno trova scandaloso (o da paesi dell'est) che le istituzioni debbano o vogliano discutere della dimensione delle barche vorrei ricordare che le istituzioni in europa debbono occuparsi - per legge - della dimensione delle triglie e dei bianchetti, insomma di frittura.

Renzo Moschini

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2010/08/28 12:08:11 luigi giannetti speriamo davvero ci sia uno stop al cemento, ma purtroppo il mattone piace a tutti. In toscana abbiamo un patrimonio edile residenziale per una popolazione di 8 milioni di persone, ma siamo meno di 4000...c'è qualcosa che non torna, ma si fanno nuove e nuove case distruggendo tutto...

"Fatti sentire, non farti strozzare. No all'usura" - di Chiara Martina

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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