A poco più di due settimane dal suono della campanella - l'anno scolastico in Toscana comincerà il 15 settembre - tornano le preoccupazioni per lo smantellamento della scuola pubblica. E a dare l'avvio del segnale negativo che si prospetta anche quest'anno - in termini di perdita di posti per l'insegnamento, ridotta offerta didattica, mancanza di classi, sovraffollamento delle aule e impoverimento della struttura scolastica - è nuovamente la Rete dei Precari, a fianco della protesta del prof. Rocco Altieri, docente di diritto ed economia all'Istituto Matteotti, giunto al sesto giorno di sciopero della fame in difesa delle classi del corso serale.
Primo appuntamento di questo nuovo capitolo della protesta a difesa della scuola pubblica, è stato proprio ieri (27 agosto) con le operazioni di nomina delle supplenze annuali. A prima mattina infatti, c'è stato un blitz dei precari presso il Liceo Scientifico "Dini": hanno interrotto le nomine srotolando uno striscione con la scritta "Scuola pubblica, bene comune".
Un rappresentante dei docenti ha poi preso la parola per fare il punto sui tagli che la scuola pubblica ha subito quest'anno: "Sono stati cancellati 25.600 posti di docenti e 15.000 di Ata da aggiungere ai 42.100 docenti e 15.000 Ata già tagliati lo scorso anno. Per effetto di queste politiche, le immissioni in ruolo sono state drasticamente ridotte: in provincia di Pisa quest'anno sono stati assunti soltanto 56 insegnanti a fronte di 184 pensionamenti. Oltre a questo, vi è stata una contrazione delle disponibilità per contratti a tempo determinato che, nel giro di due anni, è stata pari al 9% per i docenti e addirittura al 37% per gli Ata. Insomma, non solo si resta precari a lungo perché lo Stato non assume ma si fatica anche ad ottenere una supplenza annuale."
Le nomine sono poi riprese regolarmente, e si concluderanno nella giornata di oggi (sabato 28 agosto). Con i primi risultati alla mano i precari si riuniranno in un'assemblea provinciale martedì 31 agosto presso il Concetto Marchesi, dove si deciderà come proseguire la protesta.
Per quel che riguarda le condizioni del prof. Altieri, dopo un malore subito al quarto giorno di Satyagraha, prosegue la sua forma di lotta nonviolenta. C'è preoccupazione, dato che nei giorni successivi al 5° la non alimentazione può creare gravi danni, ma c'è anche consapevolezza della grande coscienza con cui il docente ha avviato questa pratica.
All'origine della sua protesta, la negazione del via libera alla prima classe richiesta del serale al Matteotti, per la quale si contavano già 55 iscritti, in un corso unico che avrebbe unito l'indirizzo economico-aziendale e l'alberghiero. Dall'Ufficio scolastico provinciale, ai primi di agosto (il 9), è infatti giunta la comunicazione che la classe non potrà cominciare, e il timore è che sia solo l'inizio della fine per un'esperienza che al Matteotti dura da 15 anni: "E' l'unica prima classe attualmente presente in tutta la Provincia", hanno ripetuto in questi giorni sia gli insegnanti che gli studenti.
Almeno due gli incontri con la dirigente dell'Ufficio Scolastico Provinciale, Maria Alfano, di cui uno lo scorso giovedì pomeriggio in occasione di un presidio davanti all'Usp indetto dai Cobas, cui hanno partecipato circa 20 persone.
Ieri mattina invece, una delegazione si è recata a Firenze dove è stata ricevuta dal direttore scolastico regionale Cesare Angotti: "Tentiamo la strada del recupero dei corsi a livello regionale, visto che Pisa non è la sola provincia coinvolta in scelte di questo tipo".
Da parte del dirigente provinciale, raccontano i docenti, c'è stata l'assicurazione che si sarebbe interessato alla vicenda, ma ha più volte sostenuto di non avere la possibilità di cambiare le cose: nella suddivisione delle classi per le province, non c'è speranza per risorse aggiuntive; dando più ad un provincia, si dà meno a un'altra. Secondo quanto riportato dalla delegazione, il dirigente regionale avrebbe garantito che si metterà in contatto con l'Usp di Pisa per sollecitare un riesame dell'assetto in provincia, ma niente di più.
Insomma, questa coperta troppo corta rischia di collidere rischiosamente con la presenza di un docente in digiuno, le proteste e i dolori dei precari, la posizione contraria della stessa amministrazione provinciale, che tramite l'assessore alla Pubblica Istruzione Miriam Celoni, ha rimarcato preoccupazione e dissenso.
"La scuola è uno dei pilastri centrali della vita democratica e civile di un Paese - si legge in una nota dell'assessore Celoni - tanto da dover essere salvaguardata da ogni tentazione di faziosità nell'affrontare i temi che la riguardano. Ma sono i conti che proprio non tornano e non l'interpretazione che se ne fa: in pratica all'inizio dell'anno scolastico il numero delle classi è di gran lunga inferiore rispetto alla richiesta ed alle necessità delle famiglie e degli studenti."
Si legge ancora: "E' così per le scuole dell'infanzia, dove le 18 sezioni statali tagliate sul nostro territorio vengono finanziate dalla Regione Toscana; le famiglie ed i bambini che si sono visti negare il diritto a frequentare la scuola dell'infanzia pubblica potranno iniziare il loro percorso scolastico solo grazie ai finanziamenti che la nostra Regione è riuscita a reperire, tra mille difficoltà a causa dei tagli imposti dal Governo.
E' così per le scuole primarie, dove il tempo scuola si riduce drasticamente rispetto a quanto promesso dal Ministro Gelmini, poiché mancano 28 classi di tempo pieno richieste dalle famiglie ed in molte scuole si riducono i rientri pomeridiani.
E' così per le scuole medie, dove si riduce il tempo scuola, si aumentano le pluriclassi e si tagliano classi già assegnate a luglio costringendo le famiglie a trasferire i figli in altri plessi, con sacrifici in termini di organizzazione che tutti possiamo immaginare.
E' così per le scuole superiori, dove il numero di alunni per classe aumenta tanto da rendere difficile un percorso di apprendimento di qualità; per cui sarà faticoso garantire che tutti gli studenti siano seguiti secondo le necessità.
E' così per i corsi serali, cancellati con un solo colpo di spugna insieme alle indicazioni dell'Unione Europea sulla necessità di garantire ai cittadini l'apprendimento per tutta la vita: si tratta di adulti che durante il giorno lavorano e la sera studiano, sono tutte quelle persone che scelgono la strada più impegnativa, difficile e più nobile dell'integrazione e dell'affermazione di sé, la strada del riscatto sociale.
Questa è, nei numeri, la riforma "epocale" del governo: si cancellano interi pezzi di scuola e si cancella silenziosamente l'idea di una società che premia e ricerca il merito, l'impegno, la qualità, l'idea di una nazione che si rinnova ed ha fiducia nei propri bambini, nei propri studenti, nei propri lavoratori."
Conclude con un appello e un invito a tutte le forze sociali: "Mi appello a tutte le istituzioni, alle associazioni, alle forze sindacali, ai cittadini perchè si esca dalle logiche settoriali e si trovi la consapevolezza e la condivisione necessarie per avviare una mobilitazione che fermi questi interventi e per rilanciare la scuola. La Provincia di Pisa sta organizzando nelle prossime settimane incontri che aiutino a fare il punto della situazione, segnalino le situazioni maggiormente critiche, promuovano una strategia che consenta di salvare le nostre scuole. Ora come mai è importante che tutti - famiglie, studenti, lavoratori della scuola - sappiano di non essere soli."
Questo articolo contiene 0 commenti.
Clicca qui per lasciare il tuo commento.