Nonostante il malore accusato al quarto giorno, prosegue il digiuno del professor Rocco Altieri per la sopravvivenza del corso serale del Matteotti e del diritto degli adulti a ricevere un'istruzione.
"Non avrei certo continuato questo percorso - ha dichiarato il professore Altieri ieri, al settimo giorno di digiuno - mettendo in pericolo la mia vita. Ma ho recuperato le energie e la mia battaglia prosegue".
Una battaglia che come spiega Altieri "grazie anche all'attenzione accordata dagli organi di informazione non solo locale", ha destato l'attenzione della società civile: "È un fatto molto importante che abbia iniziato a crearsi un movimento di opinione - ci ha spiegato il professore - centinaia di lettere aperte e di messaggi di solidarietà per la nostra causa sono iniziati ad arrivare sia al nostro provveditore che al direttore scolastico regionale, che oggi (ieri per chi legge, ndr) sulle pagine de La Repubblica ha dichiarato che l'USR sta lavorando per cercare una soluzione".
E se la coordinatrice del corso serale del Matteotti Anna Maria Agresta lamenta il silenzio delle istituzioni di questi giorni, "Ci hanno lasciati soli - ha dichiarato - neppure una parola di sostegno è arrivata né dal sindaco Filippeschi, né dai sindacati, fatta eccezione per i Cobas", si moltiplicano le telefonate e i messaggi di solidarietà per il professor Altieri: da quelle di Pietro Pertici della Tavola della Pace e della Cooperazione della Valdera, a quelle di Daniela Pampalone, dirigente scolastica, già assessore all'Istruzione del Comune di Pontedera, fino ad arrivare alla lettera giunta dal professor Alessandro Marescotti direttore di PeaceLink, a sostegno del digiuno gandhiano intrapreso da Rocco Altieri "per sollevare l'attenzione dell'opinione pubblica nazionale sulla questione dei corsi serali e della loro funzione di accoglienza verso gli immigrati e di formazione alla cittadinanza".
"I corsi serali - si legge nella missiva - sono attualmente in Italia l'unico spazio di accoglienza, formazione ed integrazione dei lavoratori provenienti da tutto il mondo. Questi corsi svolgono un quindi un ruolo di pace e di dialogo interculturale". Proprio per il loro fondamentale ruolo di educazione alla cittadinanza, spiega Marescotti, questi corsi andrebbero incrementati. "Ma non è così. I tagli li minacciano. Ad essere potenziate sono invece le strutture di detenzione temporanee e di respingimento. Lì vengono spesi i nostri soldi di contribuenti".
"Attualmente l'Italia - prosegue il direttore di PeaceLInk - è una delle ultime nazioni europee nella classifica degli iscritti nei corsi per adulti. La scuola italiana in tal modo mina alla radice uno dei cinque indicatori della 'strategia europea di Lisbona' che si prefigge lo scopo di promuovere una 'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale'".
A sostegno della sopravvivenza dei corsi serali nelle ultime ore si è schierata anche la Gilda degli insegnati di Pisa, che con una lettera aperta indirizzata al prefetto della nostra provincia Antonio De Bonis, al Presidente della Toscana Enrico Rossi, a quello della Provincia Andrea Pieroni e al sindaco Marco Filippeschi, richiamandoli agli impegni presi con il "Patto per Pisa Sicura" in cui si prevedono non solo "misure di controllo e repressione", ma anche iniziative atte a promuovere la coesione sociale e a favorire la vivibilità del territorio e la qualità della vita, la prevenzione, la mediazione dei conflitti".
"Il testo da Voi sottoscritto - si legge nella lettera - procede affermando il principio che 'è compito dell'Amministrazione Comunale assumere tutte le iniziative di prevenzione sociale e di qualificazione dei luoghi di vita che possono concorrere a rendere più difficoltoso il manifestarsi dei fenomeni di disagio sociale e di comportamenti devianti". E in virtù della funzione sociale svolta dai corsi serali, che agisce nei campi "della riqualificazione professionale e dell'educazione permanente degli adulti, dell'accoglienza e dell'integrazione nei confronti dei lavoratori immigrati", denuncia la scelta dell'amministrazione scolastica di sopprimere tale corso di studi, dimostrando così "di confondere l'impegno di risparmio derivante da una seria razionalizzazione, con il taglio irrazionale di parti vive e necessarie per la società civile". Per questo motivo Gilda chiede ai destinatari un "deciso intervento per far sì che il Corso serale dell'Istituto Matteotti di Pisa sia salvaguardato".
A testimoniare l'alta valenza sociale svolta dai corsi scolastici serali è anche la lettera inviata a Rocco Altieri da una donna, riconosciuta invalida al 75% e con una numerosa famiglia di cui occuparsi, diplomatasi grazie a questo percorso. "Grazie al mio diploma preso al serale - spiega - all'età di 47 anni, ho potuto iscrivermi nel collocamento al lavoro, riservato alle categorie protette, e poter operare in un settore qualificato adatto alle mie possibilità fisiche. Tutto questo non sarebbe accaduto se non avessi avuto il diploma. Senza il serale non avrei cambiato in meglio la mia vita".
Affinché opportunità come questa in futuro siano ancora possibili, nei prossimi giorni gli studenti del serale del Matteotti saranno in presidio sotto la sede dell'Ufficio Scolastico Provinciale. "Non siamo fantasmi" sarà lo slogan che accompagnerà la manifestazione indetta per difendere il loro diritto a un'istruzione che altrove non potrebbero trovare. Ad accompagnare la loro protesta che, come ci ha spiegato il professor Altieri, si propone di evitare la protesta urlata è prevista una performance della regista e attrice del Teatro di Nascosto, Annet Henneman: "L'intenzione - conclude il professore - è quella di fare un'azione creativa che, suscitando emozioni, desti l'attenzione dei cittadini".
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