E' un attacco senza precedenti quello che l'amministrazione comunale di Pisa muove tramite l'assessore alle politiche sociali, Maria Paola Ciccone, all'associazione Africa Insieme, che da molti anni lavora in città sui temi dell'accoglienza e dell'integrazione delle comunità migranti sul nostro territorio.
"Il Comune di Pisa chiede al volontariato critico come Africa Insieme di non istigare le poche famiglie rom che segue contro le istituzioni e di non diffamare sistematicamente il Comune di Pisa", con queste parole si chiude, infatti, un comunicato dell'assessore Ciccone in merito alla questione dei cittadini rom che vivono a Pisa. Da parte dell'assessore si rivendicano non solo la chiusura del Progetto Città Sottili, ma le politiche di sgombero e di rimpatri assistiti attuati nell'ultimo anno, tacciando di "istigazione" chi esprime una voce critica o di dissenso.
Parole che stridono con le prese di posizione che in tutta Europa, anche dal mondo cattolico a partire dalle gerarchie ecclesiastiche, si stanno levando nei confronti di una popolazione che sta subendo una nuova forma di persecuzione.
Di seguito l'intervento integrale dell'assessore Maria Paola Ciccone, mentre si registrano nella giornata di ieri nuovi interventi da parte della polizia municipale negli insediamentti sotto il ponte del Cep, in via di Viaccia, e nella zona delle Piagge.
Il Progetto "Città Sottili" è nato nella nostra città nel 2002 come progetto di inclusione sociale rispetto ai nuclei rom presenti in città e all'epoca censiti. Il Progetto prevedeva il superamento dei campi già allora e il contrasto alla marginalità sociale attraverso percorsi di scolarizzazione dei minori, accesso effettivo al sistema sanitario, inserimento nelle abitazioni. La consegna delle case di Coltano completa il percorso ed apre una fase nuova.
Una fase in cui il monitoraggio della qualità dell'inclusione sociale e il principio di sostenibilità sociale assumono una rilevanza strategica rispetto al successo del Progetto stesso.
L'incremento di altre presenze di nuclei rom a Pisa oggi significherebbe concretamente il rischio del fallimento di tutta l'operazione sociale avviata. Le risorse disponibili sono drasticamente in diminuzione e non sarebbe giusto che solo la comunità pisana dovesse farsi carico di una integrazione con numeri in crescita continua.
Come Pisa ha fatto i propri passi per accedere ai finanziamenti europei dedicati all'integrazione dei Rom, così gli altri soggetti istituzionali, i Comuni della Toscana in collaborazione con la Regione, potranno fare altrettanto se vorranno concretamente operare per togliere i rom dalla marginalità sociale.
Di sicuro il Comune di Pisa agisce nel pieno rispetto delle persone, della Legge Regionale 29 e del Protocollo d'Intesa firmato dai 9 Comuni membri della Società della Salute per ricondurre la sperimentazione di Città Sottili sui binari di finanziamenti ordinari e superare definitivamente i campi abusivi.
Paragonare l'azione del Presidente francese all'azione dei Comuni della Società della salute della zona pisana è una grave strumentalizzazione politica che offende la verità dei fatti. Qui si agisce con un patto d'onore fra Comuni e cittadini rom che chiedono liberamente di tornare nel Paese di origine, dopo aver verificato di persona l'impossibilità di ottenere vantaggi economici nel nostro territorio.
Di sicuro il cammino non è stato e non sarà né semplice, né leggero. Molti, a volte troppi episodi negativi hanno costellato questo difficile percorso di inclusione sociale che ha visto molti episodi negativi minare la possibilità di un credibilità sociale da parte di alcune famiglie rom. Ci sono stati però anche fiori all'occhiello degni di segnalazione che hanno dato la misura di una crescita del senso di cittadinanza in numerose famiglie che invece hanno mandato i figli a scuola impegnandosi a rispettare le regole che tutti noi condividiamo.
Vale la pena di ricordare che molti operatori sociali hanno cercato di dare il meglio di sé nel costruire il senso dei diritti e dei doveri nelle famiglie rom, con dure battaglie costruite sul rigore di comportamenti coerenti e rispettosi delle persone.
Nel fare un bilancio complessivo onesto e non ipocrita possiamo dire che la popolazione pisana è stata in parte accogliente, in parte ostile rispetto a questa integrazione. I segnali di ostilità sono cresciuti in questi ultimi anni soprattutto nei casi di vita condominiale insostenibile, nei casi in cui avere una famiglia rom accanto ha equivalso ad avere degrado, discariche abusive o atti di prepotenza, oppure borseggi sui pullman o furti nei negozi e nelle abitazioni. Anche se i piccoli crimini che si registrano nelle cronache cittadine non vengono dai rom residenti a Pisa, che hanno un lavoro regolare, ma da quelli ospitati nei campi di altre Regioni che raggiungono la città con treni o pullman o auto proprie, molti pisani li vivono come elemento che ingigantisce la loro percezione di insicurezza sociale. Altro punto dolente: le discariche abusive. Quelle avviate dai rom vengono disinvoltamente potenziate da cittadini pisani e non pisani irresponsabili che ne approfittano procurando in tal modo costi di rimozione onerosi per la collettività.
Un dato allarmante per la nostra democrazia è anche la non partecipazione al voto delle popolazioni di territori con un'alta concentrazione di campi rom e, recentemente, anche l'episodio delle 12 famiglie della zona di Riglione- Putignano che hanno scelto di mandare i propri figli alle scuole di Cascina, per non mandarli nelle scuole di Putignano con i bimbi rom, è molto preoccupante. Questo episodio, condannabile,deve comunque farci riflettere. Il concetto di sostenibilità sociale significa che le politiche di accoglienza devono avere dei limiti, altrimenti rischiano di generare xenofobia ed allora annullano di fatto tutte le faticose conquiste sociali e politiche di chi sinceramente si spende per un mondo migliore.
I Comuni oggi non hanno tutte le risorse che sarebbero necessarie a promuovere una integrazione appropriata ma sono in grande sofferenza finanziaria ed economica. Ognuno di noi, comprese le famiglie rom, sia a livello personale sia a livello istituzionale, deve fare la propria parte.
Il Comune di Pisa collaborerà con l'Opera Nomadi recentemente ricostituitasi per migliorare i percorsi di inclusione sociale già avviati con le famiglie rom pisane ma chiede al volontariato critico come Africa Insieme di non istigare le poche famiglie rom che segue contro le istituzioni e di non diffamare sistematicamente il Comune di Pisa, perché il futuro per l'immigrazione e per i rom è solo nella cultura della legalità, come ha più volte ribadito il Sindaco Filippeschi, ma sulla base di un contratto di responsabilità fra le parti.
Non ci può essere integrazione a senso unico ma la reciprocità è un fattore determinante per qualsiasi inclusione sociale che si rispetti.
Maria Paola Ciccone
Assessore Comunale alle Politiche Sociali
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Questo articolo contiene 11 commenti.
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2010/08/31 14:08:56 drugo lebowski Ben detto Plinio!
Io l'ho incorniciato subito e l'ho messo fra nell'album dei ricordi insieme al discorso di Gheddafi!
E non sono neanche una persona di buon senso...
2010/08/31 14:08:48 luigi giannetti Per me una persona che detiene due ruoli cosi prestigiosi non può esser certo da lodare, dato che ciò significa non far bene nè l'uno nè l'altro lavoro e se pur poco influente ciò causa anche la perdita di un psoto di lavoro...per il resto lascio ad altri le critiche
2010/08/31 13:08:07 Il Merovingio Boia, poni argomenti solidi, vai.
2010/08/31 13:08:58 Plinio Il Vecchio Il discorso dell'assessore è encomiabile ed ogni persona di buon senso lo incornicerebbe.
2010/08/31 13:08:20 drugo lebowski "Paragonare l'azione del Presidente francese all'azione dei Comuni della Società della salute della zona pisana è una grave strumentalizzazione politica che offende la verità dei fatti. Qui si agisce con un patto d'onore"
dè...ha ragione la signora Pistoia.
Via, mica si può paragonare Sarkozy a Filippeschi. A tutto c'è un limite.
Ah, Ciccone dimettiti.
2010/08/31 12:08:29 Il Merovingio Siamo alla manifesta incapacità di fare "politiche sociali": è come se l'assessore alla viabilità dicesse "de', fare le strade è un casino..."
"La consegna delle case di Coltano"... quale CONSEGNA? qui siamo alla menzogna aperta: la consegna non avviene per assurdi problemi burocratici. Pero' qui, a differenza della Sesta Porta, nessuno parla di penali per i ritardi. Tanto sono zingari!
"non sarebbe giusto che solo la comunità pisana dovesse farsi carico di una integrazione con numeri in crescita... gli altri soggetti istituzionali potranno fare altrettanto": ovvero anziche' proporre soluzioni di ampio respiro in concerto con gli altri soggetti istituzionali (mica vorrete che faccia l'assessore!) noi li espelliamo, poi affari loro: lo sguardo (e soprattutto la sezione elettorale) si ferma dove c'e' il cartello COMUNE DI PISA sbarrato in rosso.
La parte su condomini, discariche e borseggi è veramente una zuppa di robe scollegate buttate li' a caso che non c'entrano niente, tanto per parlare male degli zingari; ci manca solo che rubano i bambini.
Con la preoccupazione sulla "non partecipazione al voto" dei pisani che abitano accanto agli zingheri si getta la maschera e si esplicita quello che diciamo da anni, cioè che gli sgomberi sono uno spot elettorale. Anche Filippeschi lo aveva candidamente ammesso all'iniziativa di bilancio di metà mandato.
E le famiglie che non mandano i figli a scuola cogli zingheri vengono citate come esempio di disagio provocato dagli zingheri invece che come vergognoso esempio di razzismo con l'aggravante della strumentalizzazione dei bimbi!!! Che poi si rompe sempre le scatole perche' "non mandano i figli a scuola" (cosa che al 99% non è vera: certo, se gli distruggi la casa la frequenza scolastica non è facilitata) e poi quando ce li mandano non ce li vogliamo!!! Robe da gatti fradici, quelle famiglie si meriterebbero di andare a vivere _loro_ in una baracca, e invece ce ne preoccupiamo: votano!
"Le politiche di accoglienza devono avere dei limiti, altrimenti rischiano di generare xenofobia" - questa non la commento, è perfetta così; anche gli ebrei in Germania in effetti erano troppi...
Bello poi finire con dividere le associazioni in buone e cattive; l'Opera Nomadi che appunto essendosi recentemente costituita è del tutto ignota a Pisa, non ha esperienza e ha ancora tutto da dimostrare, vince già una inclusione fra i "buoni" con i quali collaborare, nel tentativo di opporla ai "cattivi" di Africa Insieme che lavorano sul territorio da anni. Spero che l'Opera Nomadi non ci caschi.
In una città normale questa gente dovrebbe dimettersi e ritirarsi in un eremo sul Monte Pisano. A Pisa mi accontenterei delle dimissioni.
2010/08/31 12:08:21 luigi giannetti ahahahahaha questa mi piace
2010/08/31 11:08:56 rossoman ciccibum Ha ragione la Ciccone, l'accoglienza deve avere un limite, quindi sapete cosa vi dico? Rimandiamola a Capestrano (AQ) e mettiamo al suo posto qualcuno più abile che questi Capestranesi incapaci rubano le poltrone ai pisani.
PS Maria Paola, la mia istigazione contro le istituzioni sei tu!
2010/08/31 11:08:27 luigi giannetti contraddico cristiana, quando era preside il Borelli funzionava tutto meglio, pensi al carnevale, alle recite di fine anno, ai percorsi con gli esterni (la scuola di musica in collaborazione con la scuola litorale pisano)...Personalmente non ho riscontrato in lei tutta questa sensibilità. Ed anzi non mi sembra neanche corretto che mantenga 2 ruoli di cosi alto prestigio risultando spesso assente dall'una o all'altra attività
2010/08/31 10:08:54 cristiana vettori Mi dispiace che l’assessore Ciccone, che conosco come Dirigente scolastica sensibile e accorta e come persona di cultura, abbia sferrato questo attacco a un'associazione che ha il solo torto di difendere i diritti dei migranti e di lavorare sui temi dell'accoglienza e dell'integrazione nel nostro territorio. Si vede che considerazioni di realpolitik hanno il sopravvento sulla sensibilità umana e sulla stessa capacità di comprensione dei fenomeni.
In merito alle considerazioni sulla legalità voglio ricordare che questa non può prescindere dalla difesa dei diritti della persona, come ci esorta a pensare Don Luigi Ciotti quando dice: “Chi è orfano di diritti è straniero nella terra dei doveri”.
Oggi invece siamo arrivati all’assurdo che chi difende i diritti di minoranze oggettivamente perseguitate, come dimostrano gli episodi di questi giorni, è accusato di “istigazione” contro le istituzioni!
2010/08/31 09:08:56 drugo lebowski Ciccone dimettiti