31/08/10 08:35 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Rifiuti: “Stop alle autorizzazioni di nuovi impianti” 0

Prc, PdCI e Verdi chiedono l'avvio di una “pianificazione integrata” per affrontare la questione

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L'ultima in ordine di tempo a bocciare il progetto del gassificatore della Delca a Vicopisano era stata negli scorsi giorni "Acque e Terme di Uliveto Spa", per bocca del suo amministratore delegato Maurizio Bigioni, il quale non aveva esitato a parlare di "una follia".

Questa volta ad intervenire sui nuovi impianti di termovalorizzazione di rifiuti speciali che potrebbero sorgere nel nostro territorio sono Rifondazione Comunista, i Comunisti Italiani e i Verdi.

"Nel dibattito - scrivono in una nota Luca Barbuti del Prc, Salvatore Montano del PdCI, e Francesco Bertorello dei Verdi - sulla questione dei rifiuti speciali abbiamo rilevato che sono stati sottaciuti due importanti e preoccupanti temi: l'assenza di una pianificazione organica e razionale da parte dell'amministrazione provinciale per quanto riguarda lo smaltimento dei suddetti rifiuti e la decisione da parte degli uffici della non assoggettabilità a Valutazione di Impatto ambientale (VIA) di due richieste di costruzione di impianti di smaltimento di rifiuti con processo termico (Vicopisano e Castelfranco). Di fatto aver sostenuto che questi impianti non necessitano di VIA significa non voler tenere conto degli effetti cumulativi che tali impianti avrebbero sull'ambiente e conseguentemente sulla salute umana se altre aziende seguissero lo stesso percorso amministrativo".

"Quest'ultimo aspetto - proseguono gli esponenti di PRC, PdCI e Verdi - costituisce un ulteriore elemento di preoccupazione delineando, in assenza di un'adeguata programmazione, la liberalizzazione del trattamento dei rifiuti speciali che oltretutto potrebbero provenire da altre regioni italiane, in un quadro, appunto, di libero mercato dettato esclusivamente dalle logiche di profitto e con buona pace della tanto auspicata autosufficienza".

Da parte dei partiti della sinistra viene, quindi, una bocciatura anche rispetto alla effettiva efficacia che avrebbe nello smaltimento dei rifiuti la moltiplicazione di simili impianti, evidenziando di contro gli effetti negativi che avrebbe invece sulla qualità dell'ambiente e sulla salute: "E' evidente inoltre che rispetto alla più volte declamata autosufficienza i tre impianti in fase autorizzativa sarebbero in grado di trattare solo una frazione di punto percentuale dei rifiuti speciali prodotti nell'attuale ATO Costa (Pisa, Livono, Lucca e Massa e Carrara) e non risponderebbero quindi a nessuna esigenza seria di trattamento-smaltimento, ma soltanto alla remunerazione degli investimenti ed al profitto dei soggetti imprenditoriali interessati. Anzi proprio la combinazione dei procedimenti autorizzativi finora adottati e l'assenza di una corretta pianificazione potrebbero indurre numerose altre aziende ad intraprendere la stessa strada con il risultato di contraddire il principio basilare nella gestione dei rifiuti: ovvero chi inquina paga. Al contrario si scaricherebbero i costi diretti (salute) e indiretti (basta pensare alla recente presa di posizione della Società Uliveto) sulle comunità, sui cittadini o altre realtà imprenditoriali".

Così Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e i Verdi, in attesa che la discussione arrivi in Consiglio provinciale nel mese di settembre, così come annunciato più volte dall'assessore all'ambiente Picchi, confermano la propria contrarietà agli impianti annunciati in tutta la provincia di Pisa chiedendo l'immediato annullamento dell'iter autorizzativo. Richiesto inoltre l'avvio di una pianificazione integrata che comprenda "un piano di gestione dei rifiuti urbani e speciali, un piano per una produzione industriale e dei consumi che miri alla riduzione della produzione dei rifiuti o li progetti interamente riciclabili, un piano sulla salute umana e uno sulla Conservazione e protezione degli ecosistemi".

"Questa programmazione - concludono i responsabili dei tre partiti della sinistra - aprirà nuovi scenari positivi per l'occupazione, innovazione e la ricerca e si tratterebbe sicuramente della più importante opera di pianificazione partecipata orientata non ad interessi privati ma a tutela delle generazioni future".

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La Vignetta - Luca Ricciarelli

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