02/09/10 08:58 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Un'assemblea aperta sulla tessera del tifoso 0

L'iniziativa della Curva Nord “Maurizio Alberti” si svolgerà domani sera alle 21.30 presso il Complesso Marchesi

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Si svolgerà venerdì sera un'assemblea aperta a tutti i tifosi neroazzurri promossa dalla Curva Nord "Maurizio Alberti" sulla questione delle tessere del tifoso. Introduzione della tessera del tifoso che sta animando a livello nazionale ed in ogni città la discussione all'interno degli stadi e non solo.

Pubblichiamo di seguito la lettera con cui la Curva Nord "Maurizio Alberti" spiega il senso di questa assemblea ed invita tutti i tifosi a parteciparvi. L'incontro è fissato per le 21.30 presso il Complesso Marchesi.

Il primo obiettivo della tessera del tifoso è dividere il tifo, separare i gruppi organizzati dal resto dello stadio, isolarli. Bene, a Pisa questo sta già accadendo.

Crediamo che se basta un coro, sicuramente provocatorio e poco digeribile, per cancellare in un attimo tutto quello che abbiamo fatto, vuol dire che qualcosa covava già da prima. Fa male dirlo, ma ci sembra evidente che il normale tifoso pisano sia stanco di sentire le nostre proteste, certi cori, certe prese di posizione. Lo spirito ribelle che animava la nostra intera tifoseria sembra svanire, molti si adeguano al nuovo calcio, alle nuove regole, qualcuno addirittura ritiene giuste decisioni come la tessera del tifoso. Ma questo non può valere per noi.

La nostra curva non ha da vergognarsi, da nascondersi. Non stiamo a elencare tutto quello che abbiamo fatto (dalle coreografie alle iniziative di solidarietà, dal tifo alle trasferte...), ci basti quello che non abbiamo fatto, ovvero: mai preso un euro da nessuna società né da un tifoso se non per fini di solidarietà, mai fatto niente a fini di lucro, mai una lama. Queste sono le cose che ci differenziano da tante altre curve. Se così non fosse, allora avremmo motivo di vergognarci davvero.

Chiediamo a tutti: un coro provocatorio può cancellare tutto questo, gli innumerevoli anni di tifo e di passione? A quanto pare sì. "Non vogliono bene al Pisa", "Pensano solo ai gruppi e non al Pisa", "delinquenti", "squadristi" le offese più ricorrenti.

Quando Pisa stava calcisticamente morendo, quanti sacrifici e lotte abbiamo fatto per tenerlo in vita. In quei giorni di interminabili riunioni e iniziative il Pisa veniva prima di tutto, e non si discute. Tutti al mare e noi a fianco del nostro Pisa, fino alla fine, in prima linea come sempre. La Pisa sportiva stava morendo e noi aggrappati a una speranza pur di lottare fino alla fine per salvarla.

Adesso che, con l'introduzione della tessera del tifoso, a morire rischiamo di essere proprio noi, la curva con i suoi gruppi organizzati, il nostro modo di tifare, è normale che noi pensiamo e dedichiamo gran parte delle nostre attenzioni ed energie a cercare di non far morire quella che per anni è stata la nostra "casa": la curva nord "Maurizio Alberti".

Molti dicono e scrivono: "Ma perché sta morendo? Basta fare la tessera, è così semplice". Ribadiamo per l'ennesima volta, per chi non lo avesse ancora chiaro, che a noi questa maledetta tessera ci è preclusa dalla legge, che prevede che chi negli ultimi cinque anni ha subito una diffida o denuncia per stadio, sebbene abbia già scontato e concluso la sua "pena", non ha diritto a questa tessera. E questa è una vera discriminazione che ci preclude oltre gli abbonamenti pure le trasferte.

Per non parlare poi di tutti gli interessi legati alla tessera, business, banche, schedature, che sarebbero già di per sé motivi validi per non sottoscriverla. Ricordiamo nuovamente a tutti alcuni dei motivi dei daspo o delle denunce che ci hanno colpito in questi anni e che ci impediscono, per legge, di avere accesso a quella ridicola tessera: coreografia con cartaigienica, esposizione stendardo per Gabriele Sandri, esposizione di altri striscioni tra cui "Forza ragazzi, Pisa è con voi", avere sventolato la bandiera "Ultras liberi", aver suonato un tamburo, aver acceso un fumogeno, aver sventolato la bandiera argentina con l'effigie del Che, aver invaso il "Bernabéu" di Cecina per avvisare della morte di un ragazzo e chiedere la sospensione della partita ecc. E ricordiamo che la "diffida" è senza processo e dibattimento, "prendi e porti a casa", che tu abbia fatto qualcosa davvero, oppure no.

Quando la Nord si tinge a festa con coreografie, con il suo tifo, le sue iniziative di solidarietà tutta Pisa o quasi si riempie la bocca di lusinghe, di complimenti. Ora che la Nord si trova in un periodo di forte difficoltà ed è messa in ginocchio da queste leggi e ha bisogno del sostegno della Pisa sportiva, Pisa non diciamo che ci gira le spalle, sarebbe troppo, ma quantomeno, lasciatecelo dire, fa finta di niente e assiste passivamente a tutto questo. Citiamo il comunicato del Centro di coordinamento che conclude così: "...Pisa ha bisogno della Curva, la Curva ha bisogno di Pisa".

Frase da firmare e controfirmare. Ma invitiamo a fare una riflessione: noi per qualsiasi problema, quando la Pisa sportiva e non sportiva ha chiamato, abbiamo sempre risposto, nel bene e nel male, mettendoci sempre la faccia, con i nostri pregi e i nostri difetti, i nostri sbagli e le nostre ragioni.

Ma dov'era Pisa quando la Nord ha davvero avuto "bisogno di Pisa"? Pisa si è davvero stretta intorno alla Curva in questi anni di repressione, diffide, decreti, ingiustizie e difficoltà? Quante email o lettere di tifosi, o comunicati dei club o della stessa società hanno ricevuto le varie redazioni dopo le ingiuste diffide di questi anni, dopo tutto quello che abbiamo subito, o dopo gli ultimi daspo di Cecina che hanno messo ulteriormente in ginocchio la nostra Curva? Nessuna.

Tutti ormai intorno a noi accettano passivamente qualunque cosa, non ne sono certo contenti, ma lo accettano come una cosa normale e inevitabile. Basta che il problema non li tocchi personalmente. Ora invece toccata personalmente dal nostro coro, la gente protesta, le e-mail arrivano copiose nelle varie redazioni, tutti scrittori, tutti ci attaccano, tutti si sentono traditi e offesi. Ma ora noi vi chiediamo: dove eravate prima? A guardare passivamente la Nord perdere uno a uno i suoi pezzi e con il rischio di sgretolarsi per colpa di provvedimenti assurdi.

Noi saremmo disposti a fare un'assemblea aperta, dove chi ci ha fischiato e si è sentito offeso può dirci la sua e noi dire la nostra. Noi le opinioni le abbiamo sempre rispettate, siamo aperti al confronto. Ma chi ci ha ripetutamente e vigliaccamente offeso da cinquanta metri dietro una rete con gesti ben visibili e atteggiamenti inequivocabili, chi ha sputato nel piatto, dove magari ha mangiato fino a ieri, non merita il nostro rispetto.

Curva Nord "Maurizio Alberti"

"Fatti sentire, non farti strozzare. No all'usura" - di Chiara Martina

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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