Esplode la rabbia e la protesta delle famiglie che abitano al campo di Coltano. Per le decine di famiglie che aspettano da anni che siano assegnate loro le case costruite proprio accanto al campo, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la comparsa intorno all'ora di pranzo di ieri di due vecchi container della Protezione Civile, uno dei quali è stato posizionato all'interno del complesso delle costruzioni ormai da tempo completate.
Infatti il numero di abitazioni che è stato costruito è inferiore rispetto al numero di famiglie che abitano nel campo, per cui questi primi container sarebbero destinati a coloro a cui non verrà assegnata la casa. Gli edifici di Coltano potranno ospitare 17 famiglie, ma i nuclei familiari presenti nel campo sono 23 e le abitazioni sono fatte di due o tre vani mentre nella maggior parte dei casi siamo di fronte a nuclei familiari molto numerosi.
La mancanza di qualsiasi comunicazione preventiva di questa decisione ha fatto perdere la pazienza alle famiglie, che da anni attendono una sistemazione. Da qui la decisione di entrare per protesta all'interno dei cortili delle nuove abitazioni per chiedere chiarimenti all'amministrazione comunale, affinché si apra un confronto e per non essere rinchiusi in container che risultano essere anche peggiori delle baracche in cui oggi abitano le famiglie.
La protesta è durate oltre tre ore. Sul posto è giunto in forze il personale della polizia municipale, della polizia e dei carabinieri. Si è aperto così un canale di comunicazione tra le famiglie e il capo della polizia municipale, dott. Massimo Bortoluzzi. Alla notizia che l'amministrazione comunale avrebbe discusso del problema, data dallo stesso Bortoluzzi alle mamme, ai papà e ai bambini che hanno "invaso" pacificamente il piazzale, la situazione si è sbloccata ed intorno alle 16 tutte le famiglie sono uscite dal cancello che delimita le nuove abitazioni.
"Non vogliamo più essere presi in giro - afferma uno degli uomini che vive nel campo da oltre dieci anni - Si sapeva da tempo che non c'era il posto per tutti in quelle case ed ora senza che nessuno ci avesse mai detto nulla prima, arrivano dei container che sono delle trappole invivibili".
"Sono mesi che aspettiamo - incalza una donna con il suo bimbo al collo - e ancora non si sa chi verrà fatto entrare e chi no. Noi non vogliamo vivere nei container ma nelle case come tutti. Lavoriamo, mandiamo i nostri figli a scuola, è una questione di giustizia".
Con le famiglie era presente Padre Agostino Rota Martir: "Questo episodio conferma ancora una volta come le vittime siano i rom, che non vengono mai coinvolti ma devono solo subire le decisioni. Nessuno li aveva mai informati che alcune famiglie sarebbero state chiuse nei container. Il Comune deve gettare la maschera ed assumersi le sue responsabilità".
Ad oggi, infatti, nonostante da mesi una commissione lavori ad hoc su questa questione, non è stato definito chi entrerà nelle abitazioni e quando le porte di queste case saranno aperte. Nel corso del 2010 l'apertura è già slittata più volte e non vi è ancora una data precisa.
Le famiglie attendono quindi una risposta dal Comune: "Oggi (ieri per chi legge, ndr) siamo andati via - ci spiega uno degli abitanti del campo - perchè vogliamo chiarimenti. Se domani o dopodomani il Comune non ci spiegherà veramente cosa intende fare, riprenderemo la protesta, riaprendo questi cancelli".
Uno dei container è così rimasto sul piazzale accanto alle case, l'altro invece è stato portato via. "Mi chiedo come non si capisca - afferma Padre Agostino - che portare accanto alle case dei container sia una scelta sbagliata, tanto più che una cosa simile non era mai stata annunciata. Serve un confronto, ma non sembra che l'amministrazione sino ad oggi sia stata di questo avviso".
Questo articolo contiene 13 commenti.
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2010/09/02 14:09:49 luigi giannetti bè su quello la pensiamo uguale...tu non conosci come stanno le cose, ma da quando c'era borelli come preside ad oggi con il suo arrivo, l'istituto comprensivo n.pisano è cambiato molto...in peggio...evidentemente coordinare, progettare non è il suo forte...
2010/09/02 12:09:53 drugo lebowski eheheheh
Ciccone dimettiti!
2010/09/02 12:09:07 luigi giannetti REALTà
no drugo no sei tu che sbagli, l'intervento era fin da principio per 74 persone e si sapeva, li si poteva protestare non dire ora che gli alloggi sono diminuiti, poi mi puoi criticare e puoi criticare la scelta fatta a suo tempo dal comune, ma gli alloggi erano già per 74 persone e si sapeva...
MIO PENSIERO
Riguardo all'affitto allora perchè loro pagano un affitto basso per una villetta e gli altri lo stesso affitto o un affitto alto per un appartamento?
....
drugo per favore distingui le due cose, le tue critiche possono esser fondate ma la realtà è quella e le critiche andavano fatte a suo tempo.
Non confondere i miei pareri con la realtà dei fatti, il piano lo potevano visionare tutti cosi come i progetti che erano anche online. Li si poteva protestare, e lo si può fare anche oggi, ma non dire che il numero degli alloggi è cambiato...Capisci cosa voglio dire?Un conto è il pensiero che si ha un conto è descrivere i fatti come stanno.
X è stato condannato a morte (realtà) "hanno sbagliato sono dei pezi di merda"(pensiero che può esser giustissimo, ma è un pensiero)
2010/09/02 11:09:46 drugo lebowski Quello che scrive Luigi è concettualmente sbagliato, ma non è questo il punto. Anche perché come in qualsiasi intervento urbanistico la regola base è progettare e costruire considerando l’incremento che si avrà negli anni. Sennò i problemi non si risolvono, anzi si peggiora la situazione.
E’ un concetto abbastanza semplice, che non riguarda certo solo questa vicenda: vuoi sistemare una situazione? Sono 70 persone? Ci vorranno degli anni a realizzare il tutto? Beh, ci sono delle formuline semplici che si trovano in ogni libro di pianificazione urbanistica che ti dicono per quante persone occorrerà costruire... 100? 150? Bastava fare il conto ed evitare situazioni surreali in cui qualcuno ottiene la casa e qualcun altro no.
Poi ovviamente i rom mica ci vanno gratis in quelle case, pagano un affitto molto basso. Come è giusto che sia.
Si tratta di investire le risorse nel modo giusto e fare interventi utili alla comunità, non solo ai rom.
Il punto è: il Comune di Pisa ha toppato, il Comune di Pisa ne paga le conseguenze.
Dimissioni subito, il resto è chiacchiera da bar.
Più o meno interessante.
2010/09/02 11:09:04 luigi giannetti No drugo le cose stanno cosi: nel campo nomadi c'erano tot persone, le case erano state progettate per un totale di 74 persone scelte fra quelle del campo, o meglio quelle che vivevano nel campo in origine ed a queste toccherà la casa. Poi si può discutere sul fatto che andava data la casa anche agli altri (ed io ti diro perchè a loro si ed agli altri immigrati ed italiani no?), ma quando partì il progetto era chiaro che la casa sarebbe toccata solo a quelle persone. Anch'io ero favorevole a città sottili sebbene ciò significhi integrazione e quindi si torna sulla polemica dell'altra volta
2010/09/02 11:09:17 Il Merovingio Le case a Coltano sono pronte ma non vengono consegnate per problemi burocratici.
Com'e' che qui nessuno parla di penali per i ritardi mentre per la Sesta Porta è tutto un parlare di penali, anzi ci si era addirittura inventati che scattavano 5.000 euro al giorno, a carico dei pisani, dal 20 luglio scorso (falsita' con cui la giunta cercava di istigare la citta' contro Rebeldia)?
Per le grandi opere ci si preoccupa dei ritardi (anche prima che avvengano), per i posti dove deve vivere la gente no. Tanto mica sono pisani.
2010/09/02 09:09:20 drugo lebowski Però...
Io credo che sarebbe utile parlare del caso specifico, più che impelagarci nell'ennesima discussione sui rom in generale.
Mica per nulla, ma perchè sennò non si capiscono le dinamiche. E si finisce col parlare di tutto e di nulla.
Dunque, nel caso di Coltano siamo arrivati ad una situazione paradossale.
C'era una volta Città Sottili, ovvero un esperimento di politiche sociali di accoglienza dell'amministrazione Fontanelli.
Con Città Sottili l'obiettivo era il superamento del campo. Con tutti i suoi limiti e le difficoltà, era un tentativo di togliere i rom dal cosiddetto degrado per inserirli nella cosiddetta legalità.
Si può anche dire che Città Sottili non era poi sto granchè (scelta sbagliata del sito, scarse risorse, perché i rom si e altri no?, ecc...) , ma è innegabile che fosse anni luce avanti rispetto all'attuale grettezza della proposta dell'assessora Ciccone.
A costruire le casette ci sono voluti anni (mentre i cavalcavia per fomentare la guerra li fanno in poche settimane...) e ora che sono pronte si viene a sapere che non potranno accogliere tutte quelle persone per cui era partito il progetto Città Sottili.
A che serve quel container?
Perché se dalla baracca devono passare al container è chiaro che le politiche sociali del Comune di Pisa hanno fallito, e la Ciccone (almeno) deve pagare.
Drugo si accontenterebbe intanto si dimettesse, poi ne riparliamo.
2010/09/01 23:09:30 Andrea Monticelli Lo so della situazione delle case sfitte, ma ne sono vittima i pisani, gli studenti fuori sede e i residenti dei comuni intorno pisa che erano tanto contenti di stare "in campagna". Lo saranno anche gli stranieri, come tutti gli altri.
Quanti stranieri non rom ci trovi nei campi abusivi? A quanti non rom viene data una casa perchè lavorano e mandano i figli a scuola, cioè si comportano da persone perbene? Eppure gli altri stranieri si sistemano, non stanno da 10 anni nelle baracche a coltano.. come mai?
C'è gente che si fa il culo per prendersi una casa, pagarci le tasse e magari s'ammala e finisce in mezzo ad una strada, oppure perde il lavoro e la banca gliela vende.. troverei più giusto aiutare queste persone (che siano italiane o no).
Ben vengano anche i rom, se hanno un lavoro o la possibilità di trovarne uno (e per questo, sono favorevole a dar loro una mano inizialmente, come agli altri stranieri).
Chi non lavora in modo regolare non può mantenere se stesso e la famiglia, e siccome nessuno campa d'aria o di belle parole, per vivere ruba. Chi ruba danneggia il prossimo, quindi se non è italiano, per quanto mi riguarda non è sbagliato fare in modo che torni a casa propria.
E se qualcuno viene a dire che i rom non hanno casa perchè nomadi, allora che tornino non a casa propria, ma nel paese di cui hanno la cittadinanza.
Poi è ganzo perchè la storia del nomadismo vale finchè si dice di rimandare a casa chi rompe le scatole, quando invece vanno aiutati sono stanziali..
2010/09/01 20:09:53 luigi giannetti caro cecco qui c'è un errore i privilegiati sono i rom, loro hanno le case mentre gli altri immigrati no e devono farsi il culo per trovarla, poi vabbè ci sono gli stronzi come pampana.
2010/09/01 20:09:13 Cecco Il Mugnaio Caro Andrea, a Pisa (e zone limitrofe) ci sono centinaia di case sfitte che i rispettivi padroni "conservano" vuote. E nella maggior parte dei casi rimangono sfitte perché non vogliono affittarle agli "stranieri" (come dicono loro).
Credi sia facile per queste persone trovare una casa?
Il tuo "come tutti" non è contestualizzabile nel nostro paese, dove essere italiano conferisce un privilegio.
In ogni caso ti pongo io una domanda basandomi sulla tua: Se lavorano e mandano i figli a scuola come tutti, com'è che non possono godere dei diritti fondamentali come tutti?
2010/09/01 19:09:17 luigi giannetti come volevasi dimostrare se si sceglieva un altro sito si potevano costruire molti più appartamenti cosa impossibile qui dato che è zona parco...Magari che li accolga in casa la ciccone ahahahah ;-)
2010/09/01 18:09:43 Andrea Monticelli Se lavorano e mandano i figli a scuola come tutti, com'è che non s'affittano una casa come tutti?
2010/09/01 17:09:44 drugo lebowski Forse il container rimane lì per accogliere la Ciccone e Pistoia, così pattugliano la zona e si assicurano che nessuno istighi i rom contro le Istituzioni.
Mi sembra anche giusto che l'assessore al sociale vada a vivere insieme ai rom. E' un segno di civiltà.
Brava Maria Paola! Così si fa!