01/09/10 08:22 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

“Sull'immigrazione occorre partire dai bisogni della persona” 0

La risposta del professor Massimo Bontempelli alle dichiarazioni dell'assessore Ciccone sulla presenza di rom nella nostra città

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Fanno discutere le recenti dichiarazioni dell'assessore alle politiche sociali del Comune di Pisa, Maria Paola Ciccone, pubblicate ieri dal nostro giornale, in merito alla presenza di famiglie rom nella nostra città. Pubblichiamo oggi un intervento, inviato alla nostra redazione, del professor Massimo Bontempelli, insegnante di storia e filosofia al Liceo classico "Galilei" di Pisa ed autori di numerosi libri. Si è occupato prevalentemente di storia antica e di dialettica platonica e neoplatonica. Profondamente impegnato nella trasmissione del sapere storico e filosofico ai giovani, si è occupato, con saggi e interventi, anche dei problemi della scuola italiana.

Le dichiarazioni di Maria Paola Ciccone sono purtroppo fortemente rappresentative di un costume mentale che struttura ormai da tempo il modo di essere del centro sinistra italiano. In molti campi, come quello della sorte riservata agli immigrati di cui qui si parla, il centro sinistra compie politiche sostanzialmente identiche a quelle del centro destra, come si potrebbe agevolmente dimostrare con dettagliate analisi di merito.

La differenza tra le due impostazioni politiche è quella che Hegel avrebbe denominato "una differenza che sta soltanto nelle parole" e che, come il grande filosofo spiega nella "Fenomenologia dello Spirito", è l'anticamera del "regno animale dello spirito". Certo centro destra riveste la sua politica contro gli immigrati di parole persino più espulsive delle sue azioni (perché degli immigrati, e proprio di quelli costituiti come clandestini ed esposti alle forme più schiavistiche e crudeli di sfruttamento, molti italiani, anche leghisti, hanno bisogno per far soldi), mentre il centro sinistra imbelletta la sua politica di riferimenti culturali ed etici che usa soltanto come retorica vuota e sganciata dalla realtà delle sue azioni.

Sono sicuro che se la signora Ciccone, o altri esponenti del ceto politico di sinistra, dovessero parlare dell'emarginazione di qualche tribù nomade della Mongolia, troverebbero parole di forte esecrazione per le politiche praticate da amministratori mongoli, ma se invece si tratta di situazioni concrete in cui hanno responsabilità dirette, agiscono in maniera dissennatamente repressiva.

Dissennatamente, perché è ormai noto che, come è stato autorevolmente rilevato a livello sociologico, il contenuto dell'immigrazione dipende dai Paesi e dalle situazioni da cui proviene, ma la forma che assume dipende esclusivamente dal Paese ospitante. Se un immigrato entra nel giro del commercio di droga, è perché questo canale esiste nel Paese in cui arriva. Se si comporta da emarginato irrispettoso delle regole, è perché il Paese in cui arriva lo riduce all'emarginazione e non pratica, prima di tutto verso di lui, il rispetto delle regole.

Non tener conto di tutto questo, come fa la signora Ciccone, è francamente stomachevole per l'ipocrisia che caratterizza questo atteggiamento, e che non è più l'omaggio, come si dice, che il vizio rende alla virtù, ma è strumento di una politica rovinosa. Le difese di comportamenti civili e legalitari contro le amministrazioni non vengono mai affrontate nel merito e secondo verità, ma vengono abbassate a manovre strumentali, alla bassezza stessa, cioè del ceto politico che le attacca e che legge ossessivamente la realtà soltanto come gioco di manovre di potere.

La chiave di volta di ogni questione relativa all'immigrazione è il rispetto dei diritti della persona. Se li si rispettano l'immigrazione può svolgere un ruolo positivo. Se non li si rispettano essa contribuisce a trascinare il paese nello spaventoso degrado che è sotto gli occhi di tutti, e di cui la sinistra è responsabile quanto il berlusconismo, come dimostra proprio il comportamento della signora Ciccone.

Va detto che di questo degrado sono responsabili anche le persone altrimenti civili che in occasione dei cimenti elettorali votano la sinistra per far fuori Berlusconi, senza rendersi conto che il problema dell'Italia non è Berlusconi come capo del Governo, ma la cultura del berlusconismo che gli consente di agire come agisce, e della quale la sinistra è uno dei concimi.

Ridate all'Italia altri due anni di Governo della sinistra simili a quelli del 2006/2008 ( per parlare solo dei più recenti e tacere delle rovine prodotte in Italia nel periodo 1996/2001), e avrete fatto crescere nel degrado ulteriormente avanzato, anche se più nascosto, qualche futuro governante di destra magari peggiore ancora di Berlusconi.

Massimo Bontempelli

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La Vignetta - Luca Ricciarelli

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