06/09/10 08:52 | autore: redazione Pisanotizie foto video Stampa

In tanti in bici contro Camp Darby e l'Hub 1

Sabato mattina manifestazione di Centodonnecentobici, Rebeldìa e la Casa della Donna. Guarda le FOTO

5224e2495241c0d94c149faa6e0f6bd8 foto Fabio Falconi

L'appuntamento è per le dieci sotto la Torre in Piazza dei Miracoli per poi dirigersi in bicicletta verso Camp Darby per manifestare contro la presenza della base militare americana e la sua chiusura e riconversione ad usi civili, e contro il recente progetto di trasformazione dell'aeroporto militare di Pisa nell'Hub nazionale delle forze militari italiane, capace di movimentare fino 30.000 uomini in un mese, con un investimento per la realizzazione dell'opera di oltre 60 milioni di euro.

Ma ad animare Piazza dei Miracoli sin dalle nove del mattino sono arrivate una ventina di donne vicentine del "No Dal Molin", che da alcuni anni stanno portano avanti l'esperienza di Centodonnecentobici, un cicloviaggio al femminile alla scoperta dei territori militarizzati italiani: in Sicilia davanti alla base di Sigonella nel 2008, a Napoli nel 2009. Insieme con loro le associazioni del Progetto Rebeldìa e la Casa della Donna che hanno organizzato un fine settimana di iniziative in città, approfittando della presenza delle pacifiste vicentine, contro la presenza militare nel nostro territorio. E mentre si sistemano le bici e si preparavano i cartelli per la chiusura delle basi, le donne di Centodonnecentobici si mettono in cerchio, sotto lo sguardo incuriosito di turisti e passanti, e danno vita ad un laboratorio di percussioni che risuona nella piazza.

Alle undici la partenza, e il lungo serpentone di bici di tutti i colori si muove attraversando il centro della città. Via Santa Maria, il Lungarno, Ponte di Mezzo, Piazza San Paolo a Ripa d'Arno, il quartiere di Porta a Mare: queste sono le strade che percorrono i no hub, per rilanciare a Pisa una forte mobilitazione contro le spese militari e la trasformazione di Pisa nella più grande portarei del paese. A passo lento ma costante le bici arrivano alla Vettola e poi a San Piero a Grado per percorrere il lungo rettilineo che porta alla base di Camp Darby, il più grande arsenale americano nel Mediterraneo. Critiche al sindaco Filippeschi per la sua richiesta di collaborazione nei confronti della base americana per il progetto di navigabilità dei Navicelli non mancano, come non manca una decisa presa di distanza rispetto al favore espresso dallo stesso sindaco e dal presidente della Provincia, Andrea Pieroni, al progetto dell'Hub e all'economia di guerra che questa opera porta con sé.

Dopo circa un'ora di pedalata i manifestanti arrivano davanti all'ingresso della base. Due sono gli striscioni che vengono appesi alle reti di Camp Darby. Sul primo c'è scritto: "Mai più basi. Riconversione civile". Il secondo è invece contro la realizzazione dell'Hub nazionale all'aeroporto militare e recita: "No flight for war. Stop hub".

Col passare dei minuti il presidio davanti alla base si trasforma in una lunga catena umana, composta di sole donne, in fila l'una accanto all'altro, tenendosi per mano, che arriva sino al gabbiotto dove si trova il posto di controllo presidiato dai carabinieri. Dalla cima della fila passando da una mano all'altra delle donne che compongono la catena arriva ad una delle esponenti di Centodonnecentobici, proprio davanti al gabbiotto presidiato dalle forze dell'ordine, un documento e un drappo della pace che vengono così consegnati ai carabinieri di servizio in quel momento. La stessa consegna i manifestanti avevano provato a farla nella giornata di venerdì all'aeroporto militare ma i vertici militari della struttura si erano rifiutati di ricevere il documento e la bandiera che erano stati così lasciati simbolicamente a terra davanti l'ingresso della 46° Aerobrigata.

C'è soddisfazione tra i manifestanti per la riuscita dell'iniziativa che si conclude con una nuova performance di percussioni delle donne vicentine, prima di rimettersi nuovamente tutti in sella e ritornare verso Pisa.

Si tratta della prima mobilitazione in città contro l'Hub e il movimento si dà appuntamento a domenica 12 settembre alla Festa di Liberazione al forum promosso dal Prc e dal Progetto Rebeldìa dal titolo: "Forum per una città della pace che dica no all'economia di guerra. L´aeroporto militare di Pisa come Hub nazionale? Noi diciamo no", a cui parteciperanno: Marco Della Pina docente di Scienze per la pace Università di Pisa, un esponente del Progetto Rebeldìa, Manlio Dinucci giornalista e geografo e Alfio Nicotra, Dipartimento Pace e Movimenti del Prc.

 

Questo articolo contiene 1 commenti.

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2010/09/06 14:09:12 luigi giannetti la scortesia dei membri della 46a brigata è cosa risaputa dal momento che pretendono anche di farsi le leggi a proprio comodo
http://www.pisanotizie.it/news/lettori_20100715_131279226713.html

Centodonnecentobici a Pisa - di Rebeldìa Media Crew

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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