Riceviamo e pubblichiamo un comunicato della Confederazione Cobas Pisa
La caccia ai Rom nasconde lo smantellamento dello stato sociale e dei diritti per italiani e migranti.
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c'era rimasto nessuno a protestare.
-Bertolt Brecht-
La prima domanda scaturisce dalla giusta protesta di numerose famiglie pisane contro le mancate graduatorie comunali sulle case popolari, contro la presenza di decine e decine di appartamenti popolari sfitti da mesi per i quali non si vogliono trovare i soldi necessari a piccole ristrutturazioni e alle conseguenti assegnazioni. E' una vergogna che questi appartamenti vuoti non siano ristrutturati e consegnati! Noi pensiamo che abbattere i tempi di attesa e imporre due o tre mesi di tempo tra la consegna di un appartamento e la sua nuova assegnazione sia una battaglia di civiltà e di alto valore sociale che Apes e Comune dovrebbero sostenere con forza.
Ma i tagli Governativi e locali ai programmi sociali, i mancati investimenti nella edilizia popolari, le scelte dell'Amministrazione Comunale che privilegia gli affari del Piuss e la vendita di una immagine efficientista falsa (i dipendenti comunali del Giugno pisano attendono ancora di riscuotere...) debbono essere nascosti da una campagna, l'ennesima sulla sicurezza con lo sterminato bagaglio di pregiudizi e luoghi comuni.
Nei giorni scorsi abbiamo assistito ad una militarizzazione di Coltano ingiustificata e l'assegnazione delle case solo ad una parte dei rom presenti con soprusi e ingiustizie denunciate da Padre Agostino.
La sicurezza e la legalità dovrebbero essere garantiti a tutti i cittadini, rom e sinti inclusi, quindi non può esserci legalità quando si violano i diritti umani, si costringono uomini e donne (rom, sinti, italiane o migranti per noi non fa alcuna differenza) a vivere nel degrado, nella miseria, nella sporcizia.
Non è vero che i Rom vogliono vivere nei campi, se al pari di altri cittadini venisse loro offerta una casa sceglierebbero quest'ultima e non situazioni di vita degradate come quelle di campi privi di igiene. E' in atto in Europa, soprattutto nei paesi governati dalle destre, una campagna xenofoba contro il popolo rom, dalla Francia alla Slovacchia passando attraverso altri paesi dell'Est Europeo. Il Comune di Pisa dice di non avere assegnato la casa a rom denunciati per rissa (salvo poi ad alcuni di loro affidare il controllo dei cantieri, una contraddizione di non poco conto)
Crediamo che un analogo provvedimento se applicato alla popolazione italiana escluderebbe dal diritto alla casa decine di persone che oggi sono in graduatoria per le case popolari. Forse prima di assegnare le case si faranno le analisi del sangue e stileremo un rapporto sulla vita e sulla moralità di ogni richiedente o assegneremo le case secondo un certificato bisogno sociale?
Dietro alle parole dell'Assessore Ciccone si cela un disegno politico di forte ridimensionamento dello stato sociale, un disinvestimento pubblico sul welfare che porterà solo miseria e povertà. E il ricorso al razzismo serve, come nel passato , a celare tutto questo.
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