09/09/10 09:39 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Si allarga la protesta: bloccata la programmazione alla Facoltà di Scienze 0

Dopo Ingegneria e Medicina, anche il Consiglio di Facoltà di Scienze non approva la programmazione didattica e chiede al Senato Accademico che nella seduta del 14 prenda posizione sulla protesta dei ricercatori e sul DDL Gelmini. Ma il Rettore non inserisce questi punti all'ordine del giorno. E domani si riunisce il Consiglio di Facoltà di Economia

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E' stata una giornata intensa quella di ieri nelle Facoltà dell'ateneo pisano, visto lo svolgimento dei tre Consigli di Facoltà di Giurisprudenza, Agraria e Scienze per l'approvazione della programmazione didattica. Ed è proprio dalla Facoltà di Scienze che arriva un forte segnale in continuità con quanto emerso ad Ingegneria e Medicina, e dunque con la decisione di non approvare nel corso della seduta la programmazione didattica per questo anno accademico.

Sono, quindi, tre delle più grandi Facoltà dell'Università di Pisa, che rappresentano da sole, da un punto di vista numerico, metà dell'ateneo a protestare contro i tagli del Governo al sistema universitario e il DDL Gelmini. Una protesta nata dai ricercatori che sta trovando consensi e sostegno anche tra docenti e studenti.

Diverso, invece, è stato l'esito ad Agraria e Giurisprudenza dove invece il provvedimento è stato approvato. Ma se a Giurisprudenza non ci sono stati problemi, ben più complessa la situazione ad Agraria: " La discussione nel Consiglio della Facoltà - raccontano i rappresentanti degli studenti del Collettivo di Agraria - è stata molto tesa e la programmazione è stata approvata solo per una manciata di voto. I professori ordinari ed associati hanno votato a favore, cercando più volte di blindare la discussione, mentre i ricercatori si sono opposti e noi come studenti ci siamo astenuti".

"La laurea triennale partirà per ques'anno - proseguono dal Collettivo - ma solo grazie a mutuazioni, condivisioni e bandi di insegnamento a titolo gratuito. Due curricula delle lauree specialistiche, in agricoltura biologica e agroalimentare, invece verranno disattivati già da quest'anno. C'è un evidente problema di informazione nei confronti degli studenti: basta guardare la guida della nostra Facoltà che è in distribuzione, dove invece questi corsi sono indicati. Per questo già nei prossimi giorni avvieremo un percorso di informazione tra gli studenti su quanto sta avvenendo".

Ma torniamo a quanto accaduto a Scienze dove il Consiglio di Facoltà ha votato a larghissima maggioranza (con solo quindici tra contrari ed astenuti) una mozione proposta dal Prof. Andrea Milani-Comparetti, e fatta propria anche dal Preside Prof. Umberto Mura, in cui il Consiglio si è dichiarato indisponibile ad approvare la Programmazione Didattica per l'A.A. 2010-11 in seguito alla protesta attuata da ricercatori e professori in contrarietà al DDL 1905 (c.d. riforma Gelmini) attualmente in esame alla Camera.

La protesta consiste, come noto, nel limitarsi a svolgere i soli incarichi didattici cosiddetti istituzionali, ovvero, per quanto riguarda i ricercatori, a non dare la propria disponibilità a ricoprire insegnamenti. In questa condizione la maggior parte dei corsi di studio afferenti alla Facoltà non sono in grado di fornire l'offerta didattica prevista, in quanto numerosi corsi rimarrebbero senza copertura e/o sarebbero necessari accorpamenti di corsi e/o spostamenti forzati di corsi tra semestri o anni diversi, con conseguente impoverimento quantitativo e qualitativo dell'offerta.

Nella delibera del Consiglio di Facoltà si chiama anche direttamente in causa il Senato Accademico, la cui prossima riunione è prevista per il 14 di questo mese, auspicando "un chiaro pronunciamento sulla situazione critica delineatasi nell'Ateneo e esprima finalmente con forza la propria contrarietà al DDL 1905, in particolare riguardo ai suoi effetti sulla fascia dei ricercatori".

Un chiaro richiamo viene, dunque, dalla Facoltà di Scienze al silenzio di questi mesi del Rettore Pasquali. Ma ad oggi nonostante l'auspicio del Consiglio di Facoltà i temi su cui si chiede una presa di posizione non sono all'ordine del giorno della seduta del prossimo Senato Accademico. A dichiararlo al nostro giornale è Alberto Campailla di Sinistra per: "Nonostante le nostre continue richieste il Rettore ancora una volta fa finta di niente e non ha inserito nell'ordine del giorno né la questione dei ricercatori né un confronto sul DDL Gelmini. Per queste ragioni stiamo raccogliendo il numero di firme di senatori richiesto, secondo quanto previsto dallo Statuto, per inserire questi punti nella discussione della seduta di martedì prossimo".

Cosa succederà da qui a martedì? Il Rettore prenderà atto di quanto sta avvenendo nell'ateneo?
E intanto per domani è prevista la riunione del Consiglio della Facoltà di Economia e anche qui si annuncia la protesta dei ricercatori che chiederanno di seguire la linea tracciata da Ingegneria, Medicina e Scienze.

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