Dall'Università di Pisa, e in particolare dal mondo dei ricercatori, arriva una forte presa di posizione in solidarietà dei ricercatori di Bologna "minacciati" dal Senato Accademico dell'ateneo feliseno, pronto a scatenare una vera guerra fra poveri, ricorrendo a un ricatto indegno come la decisione di sostituire con docenti a contratto chi, per protesta contro la riforma Gelmini, ha intenzione di aderire al blocco della didattica.
Si tratta di un atto senza precedenti che sta suscitando reazioni non solo nell'ateneo bolognese ma a livello nazionale.
E così, nella giornata di ieri (mercoledì 15 settembre) ricercatori, professori e studenti dell'Università di Pisa, "mobilitati a difesa dell'Università pubblica contro gli attacchi rappresentati dal DDL 3687 in discussione alla Camera, dalla Legge Finanziaria, da anni di sottofinanziamento e di campagne mediatiche mistificatorie volte a gettare discredito sui lavoratori della conoscenza", hanno preso carta e penna, inviando ai ricercatori di Bologna una lettera in cui esprimono "totale solidarietà ai colleghi di Bologna e alla loro protesta".
"Guardiamo - prosegue il documento - con estrema preoccupazione alla decisione del Senato Accademico di sostituire la didattica svolta dai ricercatori con insegnamenti a contratto; tale decisione, infatti, rischia di impoverire la qualità della didattica, pregiudicando la missione di eccellenza dell'Università stessa, e mette in effettiva contrapposizione aspettative legittime delle componenti universitarie".
Da qui l'appello da parte della comunità accademica pisana, che in queste settimane si sta mobilitando contro il Ddl Gelmini e i tagli all'università, "al senso di responsabilità dei singoli appartenenti alle diverse categorie di lavoratori della conoscenza, affinché non si prestino a sostituire la didattica dei ricercatori, facendo andare deserti i bandi di insegnamento". Dalla stessa giunge anche una sollecitazione alle forze politiche ad avviare un tavolo di discussione con le componenti Accademiche.
"I colleghi di Bologna e di tutta Italia - conclude la nota di solidarietà - non sono soli: a Pisa la mobilitazione è viva e si sta allargando, coinvolgendo sempre di più le fasce dei professori associati e ordinari e degli studenti".
E per domani è prevista presso l'auditorium "La Ginestra" della Facoltà di Chimica della Sapienza di Roma l'assemblea nazionale dei ricercatori universitari. Un appuntamento divenuto ancora più importante alla luce dei fatti di Bologna e della calendarizzazione della discussione del ddl Gelmini.
Sarà, quindi, quella di domani una giornata importante per fare il punto sulle mobilitazioni in atto contro i provvedimenti del Ministro.
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