17/09/10 10:11 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Scienze politiche: martedì assemblea pubblica contro il Ddl Gelmini 0

Lo ha deliberato il Consiglio di Facoltà insieme al rinvio delle lezioni e dell'appello di settembre

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Prosegue e si amplia la mobilitazione nell'ateneo pisano contro il Ddl Gelmini e i tagli decisi dal Governo contro l'Università pubblica. Da alcuni giorni molte Facoltà del nostro ateneo sono in stato di agitazione: a Ingegneria, Scienze MFN, Economia, Medicina è stata bloccata la programmazione dei corsi e in alcuni casi si è deciso di rinviare l'inizio dell'anno accademico.

Il Senato Accademico ha rinviato nella seduta di martedì scorso l'inizio delle lezioni al 4 ottobre, oltre ad indire un'Assemblea di ateneo non appena si concluderà la campagna per l'elezione del nuovo rettore.

A Scienze Politiche, in particolare, il Consiglio di Facoltà - allargato ad una delegazione di ricercatori precari - oltre a far slittare gli esami dell'appello di settembre, ha deliberato di rinviare l'avvio delle lezioni dal 20 al 27 settembre. Proprio dagli studenti, precari della ricerca e docenti di questa Facoltà arriva l'invito a tutto l'ateneo a partecipare ad una assemblea pubblica che si terrà martedì 21 settembre alle ore 11:00 presso l'Aula Magna di via Serafini.

"Abbiamo preso queste iniziative - spiegano da Scienze Politiche - per denunciare che il ddl 1905, insieme ai concomitanti interventi di natura finanziaria varati dal Governo, penalizza pesantemente l'Università pubblica, un patrimonio di indiscutibile importanza per lo sviluppo economico, civile e culturale del Paese".

"Denunciamo inoltre - si legge nel documento di invito dell'assemblea - che il progetto in discussione da parte del Parlamento ridefinisce la governance degli atenei secondo uno schema di impronta vetero-aziendalistica che porterà ad una eccessiva concentrazione di potere nei ruoli di vertice. Viene confermata la messa in esaurimento dei ricercatori a tempo indeterminato, lasciandone nell'incertezza la condizione e il ruolo, mentre si espandono le figure e le forme contrattuali precarie nell'ambito della didattica e della ricerca. A ciò si aggiunge una strutturale carenza di risorse programmate da destinarsi al reclutamento o alla progressione in carriera, minacciando  la sopravvivenza di strutture scientifiche e didattiche dalla forte vocazione interdisciplinare, come quelle afferenti alle Facoltà di Scienze Politiche". Infine, "si sancisce il passaggio, nell'ambito del diritto allo studio, da un modello di servizio pubblico legato alle condizioni economiche ed al merito degli studenti ad un sistema di prestiti che costringerà inevitabilmente i meno abbienti ad indebitarsi".

In particolare docenti, studenti e ricercatori precari attaccano la sordità del Governo: "La contestazione comincia a prendere corpo anche sul piano nazionale, ma dalla Camera è giunta una nuova conferma dell'attuale sordità del governo nei confronti delle istanze provenienti dal mondo universitario: il disegno di legge è stato calendarizzato per il mese di ottobre. Ora più che mai ci sembra opportuno mobilitarci per respingere un provvedimento che rischia di mettere in ginocchio il sistema universitario pubblico".

Da qui la decisione di indire un'assemblea pubblica "per ribadire il nostro no al ddl Gelmini, per illustrare le nostre ragioni, per proporre nuove iniziative di mobilitazione".

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