In attesa che lunedì si aprano le urne per lo svolgimento del primo turno per l'elezione del nuovo Rettore, prosegue incessante il dibattito nell'ateneo, anche al di là della competizione elettorale, su stabilizzazioni, bandi per ricercatori e l'annosa questione del pensionamento forzato dei ricercatori con 40 anni di contributo.
Mentre si attendono le decisioni del giudice sul ricorso presentato dall'avvocato Ezio Menzione a nome dei licenziati, sulla vicenda a smuovere nuovamente le acque è proprio uno dei candidati, il prof. Massimo Augello. Il Preside di Economia, infatti, tramite il suo blog annuncia che nella prossima riunione della Commissione Sviluppo in programma il 27 settembre, chiederà il ritiro dei pensionamenti anticipati dei ricercatori, in compatibilità con gli impegni di reclutamento dei ricercatori e di assunzione degli stabilizzandi.
Una decisione che certamente non mancherà di far discutere in vista anche del fatto che il Consiglio di Amministrazione entro fine mese si riunirà proprio per decidere su questi ultimi due temi, dopo che a luglio non aveva approvato la delibera assunta dal Senato Accademico a riguardo.
Pubblichiamo di seguito la nota del prof. Augello in cui spiega le ragioni della presentazione in Commissione Sviluppo di questa richiesta.
Nel senato accademico di martedì 14 il rettore ha comunicato in apertura di seduta il contenuto di una circolare ministeriale (datata 5 agosto) che introduce novità relativamente all'utilizzo dei punti budget degli anni passati, al turn-over, all'assunzione di personale tecnico amministrativo e, in particolare, alla possibilità di conteggiare i posti di ricercatore interamente finanziati dal ministero nella quota obbligatoria (60%) delle risorse utilizzabili, da destinare a reclutamento.
Ho fatto notare, al riguardo, che tali nuove disposizioni modificano sensibilmente i termini della manovra approvata dal senato nella seduta di luglio, relativa ai bandi di concorso per posti di ricercatore (in numero di 86) e alla stabilizzazione del personale tecnico-amministrativo precario attualmente in servizio.
Inoltre, e tenuto conto che tale manovra non è stata approvata dal rettore in CdA - facendo di fatto cadere i presupposti che avevano indotto il senato a formulare un parere positivo sul provvedimento di pensionamento forzato dei ricercatori - ho avanzato la richiesta di una revisione di quella delibera, con particolare riferimento alla parte relativa a detto pensionamento. Ho fatto altresì notare che i senatori non hanno mai ricevuto documenti certi e certificati dell'ammontare delle risorse risparmiate a fronte dei pensionamenti volontari incentivati e che, comunque, nel computo dei complessivi risparmi a valere sui prossimi anni devono essere comprese anche tutte le richieste di pre-pensionamento avanzate sino a oggi successivamente alla scadenza dei termini fissati per l'incentivazione.
Alla luce di tutto ciò, ho ribadito quanto più volte da me affermato circa la piena sostenibilità pluriennale della complessiva manovra di reclutamento e di stabilizzazione anche senza il ricorso al pensionamento forzato, chiedendo la convocazione della commissione sviluppo per un riesame della questione.
Tale commissione si riunirà il giorno 27 settembre e, in quell'occasione, chiederò il ritiro del provvedimento di licenziamento anticipato dei ricercatori che hanno maturato i 40 anni di anzianità contributiva, senza che ciò comprometta l'iter e la sostenibilità della manovra di reclutamento e il rispetto dell'impegno di assunzione dei precari tecnici-amministrativi vincitori di concorso."
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