Si aprono oggi le urne per il primo di turno di votazione, che si concluderà il 23 settembre, per l'elezione per il quadriennio 2010-2014 del nuovo Rettore dell'Università di Pisa. Al termine della sottoscrizione delle firme per la presentazione delle candidature, dopo il crollo del prof. Lucacchini che ha raccolto 58 firme mentre la soglia necessaria per potersi candidare era di 60, sono tre i nomi dei candidati rimasti: il prof. Massimo Augello, Preside di Economia e due prorettori uscenti dell'amministrazione Pasquali: la professoressa Nicoletta De Francesco ed il professor Paolo Miccoli.
Ad eleggere il nuovo Rettore saranno i 1.714 docenti delle diverse fasce: professori in ruolo e fuori ruolo di prima e seconda fascia, ricercatori in ruolo; i 149 rappresentanti degli studenti eletti nel Senato accademico, nel consiglio di amministrazione, negli organi di gestione del Diritto allo studio e dello sport universitario, nei consigli di facoltà; e per quanto riguarda il personale tecnico-amministrativo i 4 rappresentanti seduti in Senato Accademico e Consiglio d'amministrazione; i 1.432 dipendenti tecnici-amministrativi in ruolo a tempo indeterminato, il cui voto sarà ponderato nella misura di una preferenza ogni otto preferenze espresse a favore di un candidato (i voti ponderati potranno quindi arrivare a 179).
Le operazioni di voto si svolgeranno con il sistema di voto telematico già sperimentato da diversi anni nella sala formazione di Palazzo Vitelli, sede dell'amministrazione centrale dell'Università, dalle 8 alle 17. Per essere eletto al primo turno, uno dei candidati dovrà ottenere la maggioranza assoluta dei voti esprimibili e cioè dovrà raggiungere la soglia dei 1.024 voti: un risultato che sembra quasi impossibile che qualcuno dei tre aspiranti Rettore possa raggiungere.
Il primo turno di votazione sarà considerato valido se risulterà espresso almeno il 20% dei voti esprimibili e vi saranno candidati che abbiano riportato almeno il 10% dei voti esprimibili. Se nessuno avrà raggiunto la maggioranza assoluta dei voti si procederà con il secondo turno di votazione, fissato dal 4 al 7 ottobre, ed eventualmente con il ballottaggio, in programma dall'11 al 13 ottobre. Nel caso in cui, invece, il primo turno non risultasse valido, potranno essere presentate nuove candidature.
A prendere la parola prima del voto è il Circolo Universitario del PD di Pisa che pone l'attenzione su alcuni temi a partire dal Ddl Glemini sottolineando che il nuovo Rettore "non può limitarsi a un notarile rispetto delle decisioni del Governo. Ci auguriamo, pertanto, che il prossimo Rettore dia seguito alla importante delibera di mobilitazione che il Senato accademico del 14 settembre u.s. ha approvato all'unanimità e assuma una posizione forte in seno alla CRUI, volta ad eliminare almeno gli aspetti peggiori del progetto di riforma, e a chiedere con forza che vengano programmate e stanziate risorse sufficienti".
Il circolo universitario del PD chiede anche di dare seguito all'impegno assunto per la stabilizzazione del personale tecnico-amministrativo, e di rispondere alle esigenze poste sia dai ricercatori sia dal "personale tecnico- amministrativo, che non svolge certo una funzione accessoria ma contribuisce allo svolgimento delle attività istituzionali".
Ma è sulla trasparenza e sull'evitare condizionamenti, con un ben poco implicito riferimento "alla massoneria" che si insiste da parte di questo circolo del Partito Democratico: "Consideriamo anche decisiva la trasparenza dei candidati e del processo elettorale. E' importante, in particolare, che i confronti fra i candidati e la ricerca del consenso si svolgano sempre nelle sedi istituzionali e in piena autonomia, evitando condizionamenti da parte di ambienti e realtà associative estranei ai metodi e ai principi democratici, che devono invece sempre ispirare l'attività universitaria. In tale ottica auspichiamo anche che, a elezioni concluse, si intraprenda un rapporto di dialogo e di confronto costanti con il corpo accademico affinché possa affermarsi un metodo di governo improntato alla più ampia partecipazione".
"Auspichiamo pertanto - si legge ancora nella nota - che la trasparenza diventi una regola generale di funzionamento dell'Ateneo, che si tratti delle delibere degli organi di governo, della formazione di commissioni e di ogni altra scelta decisionale. Su questo versante ci permettiamo di notare che l'attuale disegno riformatore non si occupa in alcun modo del tema della trasparenza dei concorsi universitari: il tema è invece essenziale e irrinunciabile per un qualunque progetto di riforma che abbia a cuore il futuro dell'università italiana e che, nel quadro delle competenze istituzionali, deve certo interessare l'azione del prossimo Rettore".
Il circolo del Pd infine insiste sul rapporto tra Università e città a partire dalla questione degli spazi sociali: "Non può essere trascurato il ruolo centrale che l'Università pubblica riveste per la città di Pisa e per il suo sistema economico. Il legame fra l'Ateneo e la città deve essere rafforzato e valorizzato individuando, in una riflessione aperta con le istituzioni locali, i punti critici dell'attuale situazione e i possibili percorsi di uscita. Indispensabile appare l'impegno per una partecipazione più attiva dell'Ateneo sul territorio in tema di spazi culturali, spazi di confronto aperto con la città per valorizzare l'innovazione e le idee progettuali. E' auspicabile anche il rilancio della Conferenza Università e Territorio per delineare un piano di sviluppo dei servizi cittadini capace di garantire una piena integrazione tra città e popolazione universitaria".
"Infine è importante chiarire - conclude la nota del Circolo Università e Ricerca del PD - che il sostegno (o meno) ad alcuni dei candidati, che è stato o che sarà espresso da iscritti o esponenti del PD, impegna esclusivamente le persone e non il PD, il quale resta esclusivamente interessato agli aspetti programmatici". Ma anche da questo punto di vista e per queste elezioni le divisioni all'interno del Partito Democratico sono molto forti.
La parola passa, quindi, agli elettori che in questi mesi hanno chiesto un segnale di discontinuità rispetto alla passata amministrazione accusata più volte da tutte le componenti di mancanza di democraticità e trasparenza. Queste elezioni segneranno un cambiamento reale oppure come si diceva in un celebre romanzo: "Cambierà tutto perché nulla cambi"?
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