Alla fine della prima giornata di voto per l'elezione del nuovo Rettore dell'Università di Pisa l'affluenza è stata del 26,10%, pari a 534,625 voti sul totale di 2046 esprimibili. Questo risultato viene fuori dal fatto che, per quanto riguarda i 1.432 dipendenti tecnici-amministrativi in ruolo a tempo indeterminato che hanno diritto di esprimere una preferenza, il voto è ponderato nella misura di una preferenza ogni otto espresse a favore di un candidato, per cui complessivamente i voti ponderati potranno arrivare a 179.
A questi si aggiungono per completare il corpo elettorale i 1.714 docenti delle diverse fasce: professori in ruolo e fuori ruolo di prima e seconda fascia, ricercatori in ruolo; i 149 rappresentanti degli studenti eletti nel Senato accademico, nel consiglio di amministrazione, negli organi di gestione del Diritto allo studio e dello sport universitario, nei consigli di facoltà; e i 4 rappresentanti del personale tecnico-amministrativo seduti in Senato Accademico e Consiglio d'amministrazione.
Nel corso della prima giornata è stata quindi superata la soglia necessaria per rendere valido il primo turno di votazione, fissata dal regolamento elettorale al 20%. Si tratterà di vedere giovedì 23 settembre, giorno in cui si chiuderà l'urna telematica, quali saranno le percentuali di consenso raccolte da ciascuno dei tre candidati che ricordiamo sono: il prof. Massimo Augello, preside di Economia, la Prof. Nicoletta De Francesco, prorettrice alla didattica, e Paolo Miccoli.
Nel caso in cui nessuno dei tre candidati superasse il 10% dei consensi, riinizierebbe l'iter elettorale con la possibilità di presentare nuova candidatura. Una possibilità, questa, che sembra improbabile possa raggiungersi. Per evitare, invece, il secondo turno e proclamare già il 23 il nuovo Rettore occorrerebbe che uno dei candidati ottenesse la maggioranza assoluta dei voti esprimibili e cioè dovrà raggiungesse la soglia dei 1.024 voti: un risultato che, anche questo, sembra quasi impossibile.
Giornate intense queste nelle comunità accademica del nostro ateneo in fibrillazione non solo per questa elezione ma anche per le proteste delle Facoltà contro il DDL Gelmini e i tagli del governo. Al riguardo si svolgerà, oggi, a partire dalle ore 11 presso l'Aula Magna di via Serafini, su iniziativa del Consiglio di Facoltà di Scienze Politiche, che ha anche deciso sia di far slittare gli esami dell'appello di settembre, sia di rinviare l'avvio delle lezioni dal 20 al 27 settembre.
"Abbiamo preso queste iniziative - spiegano da Scienze Politiche - per denunciare che il ddl 1905, insieme ai concomitanti interventi di natura finanziaria varati dal Governo, penalizza pesantemente l'Università pubblica, un patrimonio di indiscutibile importanza per lo sviluppo economico, civile e culturale del Paese. Con questa assemblea vogliamo ribadire il nostro no al ddl Gelmini, illustrare le nostre ragioni, e proporre nuove iniziative di mobilitazione".
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