26/10/10 08:06 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Il 'Caso Bortoluzzi' arriva nei consigli comunali di Pisa e San Giuliano 0

Africa Insieme lancia intanto un appello "per riaffermare i valori della legalità e dello stato di diritto". Sul blog dell'on. Paolo Fontanelli, le considerazioni di Michelangelo Caiolfa sullo "spirito con cui l'attuale Amministrazione comunale agisce in tema di immigrazione"

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Arriva nei Consigli comunali di Pisa e San Giuliano Terme, quello che in questi giorni è diventato "il caso Bortoluzzi", ovvero la denuncia da parte dell'Associazione Africa Insieme, rispetto al comportamento tenuto dal Comandante della Polizia Municipale nei confronti di alcune famiglie rom che vivevano in un campo a Cisanello. Infatti se a San Giuliano la discussione verrà portata all'ordine del giorno con un'interrogazione presentata da Rifondazione Comunista, a Pisa giovedì il Consiglio si aprirà con un question-time sull'argomento presentato da Sinistra Ecologia e Libertà.

A lanciare un appello in vista di questa discussione è proprio Africa Insieme: "Ai Sindaci, alle Giunte e ai consiglieri comunali, l'appello è che riaffermino con forza i valori della legalità e dello stato di diritto. Se in nome di un'ordinanza, si dovessero avallare i comportamenti arbitrari di un funzionario - come ci pare che abbia fatto nei giorni scorsi l'assessore Gay - si prenderebbe una china pericolosa. Vorrebbe dire che in questa città sono sospese le regole più elementari del diritto".
"Ci sembra importante - prosegue l'associazione - che siano chiamate ad esprimersi le istituzioni democratiche del territorio: è un'occasione per far chiarezza, e per ribadire le regole minime di comportamento che ogni funzionario pubblico è tenuto a rispettare. Siamo certi che le risposte dei Sindaci alle sollecitazioni dei consiglieri partiranno dai dati di fatto, al di fuori di sterili contrapposizioni ideologiche".

Da parte di Africa Insieme si tende, in particolare, ad evidenziare "che qui non si sta discutendo della 'questione rom': le istituzioni locali non sono chiamate ad esprimersi sul fenomeno dei "campi" o degli insediamenti non autorizzati presenti nella zona, né sulla complessa vicenda del programma "Città Sottili", e nemmeno sulla "ordinanza anti-baraccopoli", varata dal Sindaco di Pisa nel 2008. Questi sono temi certamente importanti, ed è giusto che suscitino discussione: ma qui il nodo è un altro".

"Qui si tratta di capire - spiegano ancora i volontari della storica associazione che si occupa di immigrazione sul nostro territorio - se un funzionario pubblico, per far rispettare un'ordinanza del Sindaco che si può condividere o meno, sia autorizzato a perdere il controllo, a lasciarsi andare a frasi ingiuriose e offensive, a minacciare di togliere i bambini alle loro madri e ai loro padri. Si tratta di capire se l'obiettivo del "contenimento delle presenze nei campi" - obiettivo che si può condividere o meno - debba essere perseguito con gli strumenti dello stato di diritto, o con l'arbitrio di un  funzionario pubblico svincolato da ogni regola. Si tratta di capire se la massima autorità dei vigili possa permettersi di urlare "andate in un altro Comune", al di fuori dell'ordinaria programmazione delle politiche sociali a livello di zona".

"Noi, come noto - conclude la nota di Africa Insieme - non abbiamo mai condiviso l'ordinanza del Sindaco. Eppure, quell'ordinanza prevedeva misure certe: in presenza di un insediamento non autorizzato, la Polizia Municipale era chiamata ad effettuare lo sgombero in coordinamento con i servizi sociali, a ripristinare lo stato dei luoghi e a comminare ai trasgressori una multa di cento euro. Da nessuna parte è scritto che i rom possono essere insultati, umiliati e minacciati. Né è pensabile che un ente pubblico persegua il "contenimento delle presenze" con i metodi che abbiamo ascoltato nella registrazione audio".

Ma il dibattito su questo episodio e sul comportamento del comandante del Polizia Municipale di Pisa si è allargato ben al di là delle sedi istituzionali, e viaggia anche in rete. E se il deputato del Pd, Paolo Fontanelli, definisce la cosa "non un gran caso" sul suo blog colpisce proprio tra i commenti a questo post, l'intervento di Michelangelo Caiolfa che per anni ha lavorato all'interno della Società della Salute, guidata dall'assessore alle politiche sociali Carlo Macaluso.

Caiolfa sviluppa nel suo commento tre considerazioni. La prima è "lo spirito con cui l'attuale Amministrazione comunale agisce in questo campo, e più in generale in tutte le tematiche del 'sociale', non è certamente analogo a quello delle precedenti giunte di centrosinistra. Non ne eredita né l'impianto valoriale né le capacità operative. E questo è un fatto".

In secondo luogo "in giro c'è una diffusa ostilità verso gli 'zingari' che non guarda il viso delle singole persone, quindi non distingue chi prova a cambiare da chi continua nella solita vita. Non si è innescata neanche la solidarietà tra le donne e verso i bambini, i soggetti che subiscono i maggiori danni di una profonda emarginazione umana e materiale. Madri italiane di classe medio-alta a cui non va bene neanche l'utilizzo di un vecchio scuolabus per i bambini Rom. Anche questo è un fatto, durissimo".

La terza considerazione ed ultima riflessione di Caiolfa è che "un programma come quello di Città Sottili non può essere svolto se non nella condivisione con i comuni limitrofi e nell'ambito di una forte programmazione territoriale di ordine maggiore. Anche questo è un fatto, incontrovertibile. Le amministrazioni vicine, però, sono disponibili a condividere sul serio le risorse e i problemi della 'Città da 200.000 abitanti'? Il PD svolge un ruolo centrale nella selezione della classe dirigente su tutta l'area, credo che debba interrogarsi seriamente sulla qualità e sugli orientamenti degli amministratori che ha espresso negli ultimi anni. Si può far finta di niente e fare le solite difese d'ufficio, ma prima o poi il conto arriverà".

Insomma il dibattito è aperto, la parola passa ora alla discussione nei Consigli comunali.

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