29/10/10 08:05 | autore: Ciccio Auletta Stampa

Lo scontro nel Pd arriva in Consiglio Provinciale: è bufera 5

Ieri in Consiglio provinciale una folta schiera di consiglieri del Pd lascia l’aula al momento del voto su una delibera, per dare un segnale alle minoranze del partito, ma anche al Presidente Pieroni, riguardo alla sfiducia della presidente del Consiglio comunale di Pisa, Titina Maccioni, e al dibattito interno. Il provvedimento passa con i consiglieri della maggioranza rimasti in aula e il voto delle opposizioni. La notizia arriva in Consiglio comunale e scoppia il caso. Oggi si apre il congresso provinciale del Pd

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Sono poco prima delle 20 quando in Sala delle Baleari nel corso della seduta del Consiglio Comunale, durante la quale l'assessore al bilancio Viale sta illustrando gli effetti della manovra economica del Governo sul Comune di Pisa, scoppia un caso che rischia di "far tremare" veramente il Pd.

Squillano i cellulari di alcuni consiglieri comunali dell'area lettiana e giunge la notizia che, a poche centinaia di metri da Palazzo Gambacorti, la maggior parte del gruppo del Pd in Consiglio Provinciale, che si riuniva in contemporanea a quella comunale, ha lasciato la seduta prima che iniziasse la votazione su una delibera presentata dall'assessore Nicola Landucci, per far mancare il numero legale. Un'operazione che però non riesce ad andare in porto perché, in un consiglio in cui i consiglieri delle opposizioni non capiscono cosa stia avvenendo, rimangono seduti al loro posto a garantire il regolare svolgimento della seduta i consiglieri del Pd, dell'area Letta, il "civatiano" Federico Russo, e l'ex-Margherita Bartoli.

La delibera passa così grazie al voto di questa manciata di consiglieri del Partito Democratico, ai rappresentanti di Sel e dell'IdV, e al voto delle opposizioni di centro-destra e del PRC. Poco dopo la seduta si scioglie. Si tratta della prima volta che in Provincia succede una cosa simile, ovvero che i consiglieri del partito di maggioranza, di fatto, fanno volutamente mancare il proprio sostegno a una delibera della giunta che sostengono. I consiglieri delle altre forze politiche da noi interpellati dichiarano: "Non abbiamo capito cosa sia successo, l'unica cosa certa è che quella uscita non era legata al dibattito in corso all'interno dell'aula".

E così mentre arrivano dalla Provincia i particolari della vicenda, in Consiglio comunale nessuno tra i banchi del Pd ascolta il dibattito sul tema in corso. Una deflagrazione vera e propria.

Ma cos'è successo? Facile a dirsi, incredibile a credersi. A spiegarlo sono gli stessi consiglieri del Pd presenti in aula, indipendentemente dalla loro collocazione all'interno degli schieramenti e delle correnti che compongono il partito a Pisa.

"Si tratta - è questa la spiegazione che ci viene fornita - di un chiaro segnale che un pezzo degli ex-Ds, quelli che sostengono Fontanelli e hanno l'attuale maggioranza nel partito, hanno voluto mandare in primo luogo a Pieroni perché fino ad oggi non ha voluto sottoscrivere il documento a sostegno della Presidente del Consiglio comunale, Titina Maccioni. Ma anche di un chiaro segnale ai consiglieri dissidenti nel Pd in consiglio comunale (area lettiana, e consiglieri vicino a Cerri) perché la smettano anche loro, firmino questo documento e accettino la linea che ha vinto al congresso".

Il nervosismo è alle stelle. "Si tratta - dice un consigliere del Pd tra i "dissidenti" - di infantilismo politico. In tanti anni che faccio politica non ho visto mai una cosa simile. La frase più ricorrente è: "Qui così salta tutto. Ormai qualcuno non ha più il senso della misura e non distingue tra le questioni interne al partito e quelle istituzionali". Ma c'è anche chi sostiene nel Pd quanto avvenuto: "E' così che si costruisce il partito. Bisogna capire che il partito è uno e ci sono dei luoghi dove si prendono le decisioni che devono essere rispettate".

Una bufera per qualcuno - anzi per molti – inaspettata, ma per qualcun altro no, visto che simili avvenimenti non avvengono casualmente, ma hanno dietro quanto meno una preparazione, per non dire una strategia. Eppure sembrava che dopo la nomina di Gallo, vicino all'assessore Cerri, e tra i contestatori della gestione Fontanelli-Filippeschi del partito, si fosse fatto un passo in vanti per una possibile ricucitura, anche riguardo alla vicenda "Maccioni".

Si delineava all'orizzonte un possibile accordo per cui anche questa minoranza nel partito, ma che in consiglio comunale ha numeri importanti, anzi decisivi, avrebbe alla fine votato contro la sfiducia alla presidente del Consiglio, con l'impegno che, però, in tempi brevi vi fosse poi un cambio della guardia alla guida del consiglio comunale.
Ma quanto avvenuto ieri in Provincia, non solo potrebbe far saltare il banco, e anche la Maccioni alla presidenza del consiglio, ma delinea uno scontro che sembra diventato ormai essere senza regole, proiettandosi sul consiglio comunale e sugli altri enti. "Era una minaccia - si dice tra i banchi del Pd - che qualcuno aveva anche fatto, ma nessuno poteva mai pensare che venisse realizzata".

Oggi si apre il congresso provinciale del Partito Democratico che nominerà Francesco Nocchi come segretario provinciale del Partito. Sarà quella la sede in cui questo dibattito prenderà corpo e quanto successo ieri sera verrà discusso pubblicamente?

Questo articolo contiene 5 commenti.

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2010/10/29 16:10:07 luigi giannetti eh si... la maccioni ha deluso proprio, non per niente è lei che ha dato l'ok vantandosene a quello scempio che è il parco delle torri...mah

2010/10/29 14:10:21 drugo lebowski "chi ha firmato nel PD l'appello in sostegno a Titina Maccioni?"

Io un po’ di indagini le ho fatte, ma è come quando vai in giro a chiedere chi vota Berlusconi...
Anche chi lo fa se ne vergogna. E’ dura dirlo pubblicamente, dice capitasse anche con la vecchia DC. Poi dentro il PD è sempre tutto poco nitido, pare sia un problema di prosciutto che non si amalgama bene con la cornea.
Vabbè, comunque la stragrande maggioranza degli intervistati risponde laconica:
“Titina chi?!”
...e poi continua a spippolare sul cellulare.
Poi c’è anche quello che ti guarda sospettoso e dice:
“ti manda il Ferrucci?!”
Naturalmente a seconda del caso e dell’umore rispondo “sì” o “no”. A quelli a cui dico “sì” inizia a comparire sul sopracciglio sinistro una sfumatura di inquietudine e si aprono generalmente 2 scenari contrapposti. Se l’intervistato è un “fedele alla linea” mi risponde ringhioso:
“massima fiducia alla Compagna Maccioni, nella buona e nella cattiva sorte, finchè morte non ci separi!”
C’è da dire che non sono poi più di tanti questi soggetti, e di sicuro non pesano da un punto di vista politico, essendo dei mediocri parassiti di partito.
L’altra possibilità è trovare quelli che, dopo avergli detto che mi manda Ivan, si impietosiscono, credendo che sia io, Drugo, un parassita di partito. Allora ti prendono sotto braccio in modo paterno e provano a convincerti che lo stalinismo è il cancro del PD, che nel riformismo tutta questa storia è inaccettabile, che la linea del partito non viene definita sul Monte Sinai, e blàblàblà... Insomma, alla fine dell’inutile tentativo di conversione ho bisogno di un acido per rimettermi in sesto. Brava gente eh, ma un po’ in ritardo con la storia...
Ovviamente se invece dico che non mi manda il Ferrucci, ma sono un autoproclamato missionario del “Porta a porta”, il PiDocchietto medio s’inorgoglisce e senza dubbio mi risponde:
“fanculo la Titina...”
Purtroppo non sono molti, anche perché negli ultimi tempi la purga staliniana ha fatto le sue vittime nel pisano. Credo che un tempo fossero di più, ecco...
Insomma, non ho molto il polso della situazione, è molto complicato come caso. Un mucchio di input e output. Una quantità di informazioni, e un mucchio di elementi da considerare. Ho una quantità di elementi da tenere presente.

Credo che prima di chiudere il caso il PD pisano sarà già un brutto ricordo da un bel pezzo...

2010/10/29 14:10:30 Il Merovingio Giusto per capire: dunque si mandano in provincia dei consiglieri non perche' in Consiglio discutano, valutino e votino cosa ritengono giusto o sbagliato, ma perche' usino il Consiglio (di tutti) per fare le guerricciole interne al partito (loro).
Cioè quando c'è da votare non si valuta se quello che c'è da votare è importante, se è positivo o negativo per la Provincia, ma si pensa a eseguire gli ordini dei capetti che dicono "cosa ve ne frega, io vi ordino di uscire così facciamo arrabbiare chi è rimasto".

Il PD pisano va via a fette.

2010/10/29 13:10:56 Contro Tanfucio se non fosse tutto vero avrei stentato a crederci; quando ho saputo la notizia ho provato rabbia, non si possono utilizzare le ISTITUZIONI per rappresaglie interne, vi dovete vergognare! Questo modo di fare politica è da irresponsabili, non siete degni di rappresentare la comunità. Se il neo segretario provinciale del PD vuole essere credibile deve chiedere le DIMISSIONI a quei consiglieri che hanno deciso di umiliare le ISTITUZIONI. Se la rappresaglia voleva dare un segnale, bhè, un segnale l'ha dato: lo sfascio del PD, il vuoto di cultura politica dei suoi rappresentanti.
Quanto è successo è una cosa pensata, studiata e realizzata ed i mandanti sono F&F (Fontanelli&Filippeschi).
Pieroni non mi ha mai entusiasmato ma a lui va tutta la mia solidarietà, mi auguro che sappia reagire con fermezza a questi agguati.
Concludo chiedendo alla Redazione di Pisanotizie se è possibile pubblicare tutti i giorni la domanda "chi ha firmato nel PD l'appello in sostegno a Titina Maccioni?", visto che prima è stato annunciato dall'ex Segretario Ferrucci e poi per motivi misteriosi non è mai stato reso pubblico.

2010/10/29 11:10:08 federico russo Visto che siete un giornale 2.0 vi lascio la mia posizione nei commenti
http://www.federicorusso.org/?p=503

Federico Russo

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