Una giornata storica, quella che ieri ha visto 7 Facoltà del nostro Ateneo, occupate almeno fino a venerdì, quando sarà conclusa la settimana del ritorno del Ddl alla Camera. E sono davvero migliaia gli studenti che ieri hanno preso parte alla mobilitazione, conclusasi in tarda serata con l'assemblea di Ateneo che si è tenuta alla Marzotto, dopo il blitz del tardo pomeriggio in Rettorato.
La cronaca degli eventi è chiara: gli studenti hanno alzato la testa, e una dopo l'altra sono state occupate Lettere, Scienze Politiche, Giurisprudenza, Lingue, Economia, il polo Ingegneria. A Scienze - la notizia è di qualche minuto fa - oltre al Polo F è stato occupato l'intero Fibonacci. Medicina, Agraria e Farmacia hanno scelto le assemblee permanenti e alcune forme di autogestione, con seminari e incontri per tutta la prossima settimana. Ma il segnale è stato lanciato, e anche chiaramente.
Nel pomeriggio fioccano i comunicati: "Noi studenti che in questi giorni gestiremo i poli occupati- dicono da Ingegneria, dove la mobilitazione ha visto oltre 600 studenti coinvolti - abbiamo in programma di organizzare tavoli di discussione sulle forme della protesta, che si apriranno anche alla città, sui contenuti della riforma Gelmini e sull'università che immaginiamo".
"Ci sentiamo in dovere di agire e di manifestare con forza la nostra contrarietà - si legge ancora - ad una finanziaria che taglierà del 95% in tre anni i fondi per le borse di studio (dai 250 milioni del 2009 ai 12,5 milioni del 2012) e che continuerà a tagliare il Fondo di Finanziamento Ordinario delle università pubbliche."
Dall'assemblea di Farmacia fanno sapere di aver voluto manifestare "opposizione ad una riforma che mina alle basi la ricerca libera e la cultura stessa, con azioni dal basso, soprattutto a fronte delle comunicazioni di occupazione di molte Facoltà. L'assemblea si è diretta verso via Bonanno, praticando un blocco del traffico "in movimento", passeggiando sulle strisce pedonali".
Nel frattempo nei pressi di Piazza Dante oltre 100 studenti e studentesse occupavano Scienze Politiche dopo aver votato all'unanimità questa decisione: "Dopo due mesi di mobilitazione, nei quali è stato chiesto il ritiro del Decreto, oggi le Facoltà dell'Ateneo pisano sono state bloccate, attraverso un'azione radicale e coordinata, sia a livello locale che nazionale", e hanno detto: "Auspichiamo che il blocco degli Atenei continui fino al ritiro del Decreto".
Diversa la cronaca a Lettere, dove la decisione di occupare è giunta prima del termine dell'assemblea con una sorta di acclamazione che ha anche lasciato qualcuno incerto: "Avremmo voluto arrivare ad una decisione condivisa, e non correre in fretta a Palazzo Ricci sull'onda delle notizie che venivano dalle altre Facoltà".
In serata anche il passaggio in Rettorato, con il blocco del traffico sui Lungarni e la non concessione della sospensione della didattica, è stato vissuto con una partecipazione diversificata degli studenti. Intorno alle 18 erano in 500 a fermare il traffico e a chiedere al alta voce "Sospensione", ma ad entrare a Palazzo alla Giornata, solo un piccolo gruppo che ha fatto presenta la propria contrarietà alla decisione, mentre gli altri tornavano nelle rispettive facoltà.
Solidarietà e sostegno agli studenti sono giunti dal mondo dei ricercatori, anch'essi riuniti in assemblea ieri mattina al Polo Carmignani, che hanno deciso di autosospendersi da tutte le commissioni di cui fanno parte, comprese quelle di esame. Ma anche dai docenti non manca l'appoggio alla mobilitazione: "Gli studenti hanno capito che per il bene dell'Università e del Paese occorre impedire l'approvazione di questo devastante provvedimento - si legge in una nota dell'Andu - che deve invece essere ritirato per arrivare ad una vera riforma condivisa con il mondo universitario e che rilanci il ruolo di una università autonoma e democratica".
"I docenti tutti devono impegnarsi al massimo nella stessa direzione anche sostenendo la protesta degli studenti - si legge ancora - non si può permettere il commissariamento del Sistema nazionale universitario con l'ANVUR e il Ministro dell'Economia e il commissariamento degli Atenei con rettori-sovrani assoluti affiancati da rappresentanti delle oligarchie economico-politiche locali, così come pretendono Confindustria e i Rettori della CRUI."
Dal mondo extra universitario sono giunte le voci di Pd e Sel. "Ci auguriamo - afferma Pasqualino Albi, responsabile del circolo tematico del PD - che la protesta nella forma radicale ma responsabile sia recepita da tutti gli studenti e dall'opinione pubblica come il segnale di una situazione ormai tragica".
"Il circolo università e ricerca del PD - continua Albi - chiede inoltre ai docenti di offrire il proprio contributo alla protesta, incontrando gli studenti e i cittadini per richiamare, fra l'altro, l'attenzione sul patrimonio di ricerche e conoscenze che rappresenta la "dote" di ogni Ateneo e la cui difesa tutti dovrebbero sentire come una necessità. Inutile dire che ciò assume un significato se possibile ancora più intenso in una città come Pisa".
"Sinistra Ecologia Libertà è al fianco degli studenti e dei lavoratori dell'Università e di tutto il mondo della conoscenza che continuano ad opporsi, consapevolmente e motivatamente, ai provvedimenti promossi dal Governo nell'ambito della formazione", dice il testo a firma di Marta Gallucci, responsabile Università e Ricerca del Coordinamento Federale SEL Pisa. "L'occupazione di numerose facoltà e il contemporaneo svolgimento, in tutta Italia, delle più disparate azioni di protesta, si inseriscono in questo quadro: l'opposizione al tentativo di un governo ed una maggioranza, il cui tempo volge inesorabilmente al termine, di imporre l'approvazione affrettata di questa millantata riforma, che non affronta e non risolve i problemi dell'Università, ma anzi li aggrava. SEl difende l'Università come bene comune e per questo si unisce alla richiesta di ritiro immediato del DDL Gelmini."
Se la giornata di ieri è stata lunga e ricca di eventi, anche quella di oggi, e certamente le prossime, vedranno ancora come protagonisti le diverse componenti dell'Ateneo. Per questa mattina sono in programma forme di protesta che si snoderanno in città. Su Pisanotizie gli aggiornamenti.
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