09/12/10 08:51 | autore: Cinzia Colosimo foto video Stampa

Completato nella notte il trasferimento del Pronto Soccorso. A Cisanello struttura all'avanguardia 0

140 i posti letto, 8 sale operatorie, una piazzola per l'elisoccorso. Ieri sera completato il trasferimento dei pazienti nella nuova struttura. Presente all’inaugurazione il Ministro Ferruccio Fazio. Serviranno altri 300 milioni per completare il trasferimento a Cisanello, il presidente Rossi: "Li reperiremo dall'alienazione del vecchio Santa Chiara e dalla vendita di altri immobili di proprietà dell'azienda, mentre i restanti li troveremo nel corso della legislatura"

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Una cerimonia sobria e una visita della nuova struttura, poi il taglio del nastro, e poco dopo, al Santa Chiara, la chiusura ufficiale del vecchio Pronto Soccorso. Da ieri il nuovo DEA - Dipartimento di Emergenza e Accettazione - è ufficialmente operativo all'edificio E 30 di Cisanello. Già funzionante da circa due giorni, dato che il trasferimento dei pazienti è cominciato molto prima dell'apertura alla cittadinanza e alle autorità, il nuovo Pronto Soccorso ha potenzialità da "primi posti in Europa", e stando ai commenti di medici, infermieri, operatori delle ambulanze, le aspettative sulla qualità non sono mai state così alte.

Nel tardo pomeriggio sono giunte le autorità, che hanno tenuto un breve discorso di presentazione e augurio. Ha profuso ringraziamenti a tutte e tutti i coinvolti in questa grande scommessa, il direttore dell'Aoup Carlo Tommassini nell'apertura del suo intervento: "Ma in particolare forse è ad Andrea Ferrari e ad Alberto Pugi (due dirigenti dell'Aoup, ndr) che va un pensiero speciale, convinto che attraverso loro possa arrivare a tutti il ringraziamento".
Non sarà solo il Pronto Soccorso a determinare un ulteriore tassello del trasferimento del Santa Chiara a Cisanello, "ma anche la nuove viabilità, il completamento dei parcheggi, l'efficienza dei trasporti - ha detto - sono ugualmente segnali di un ospedale orientato alla crescita". E se ora si dovrà trovare un "equilibrio fra i due ospedali, per renderli indipendenti l'uno dall'altro", già dai primi mesi dell'anno nuovo continueranno i trasferimenti dei reparti.

Il Rettore dell'Università di Pisa Massimo Augello ha parlato di "un lavoro complesso che coinvolge centinaia di operatori con l'elaborazione di nuove procedure, corsi di formazione, informazione capillare. Sono passaggi frutto dell'efficienza e della programmazione. L'Università è orgogliosa di aver accompagnato l'ospedale in questo percorso con idee, competenza professionale ed entusiasmo operativo".

"Emozione e soddisfazione" sono state espresse dall'assessore regionale alla Sanità Daniela Scaramuccia. "Il Sole 24 ore dice che la nostra Sanità è ai primi posti in Italia: lo sapevamo - sorride l'assessore - e questo risultato non fa che confermarcelo".

Dal sindaco di Pisa Marco Filippeschi, dopo i ringraziamenti è giunto l'auspicio per la conclusione positiva del trasferimento di tutto il Santa Chiara: "Aspettiamo la fine del 2015 - ha detto - anche per completare l'operazione di recupero urbano dell'area del Santa Chiara. La città chiede che l'opera sia compiuta". Ricordando poi come le trasformazioni urbanistiche previste per quell'area - "circondata dall'univeristà e dal turismo" - incideranno profondamente sulla città, e saranno anche necessarie per finanziare ciò che manca del trasferimento: "Chiediamo certezza sui tempi, e che il grande investimento pubblico si possa realizzare, frutto di scelte politiche fatte negli anni".

E' stata quindi la volta del Ministro della Salute Ferruccio Fazio, che ha concentrato il suo intervento sui nuovi reparti per l'emergenza, ideati in base al criterio dell'intensità di cura. Quello pisano rispecchia questo metodo: "Il futuro andrà in questa direzione, che il modello toscano ha già avviato. Si tratta di un modello organizzativo che prevede una rete di interventi collegati proprio secondo l'intensità di cura che ciascun paziente richiede; quindi collegamenti, accessi, separatezza dei codici e percorsi sono stati disegnati con queste caratteristiche".

Infine il presidente della Regione Enrico Rossi. Anch'egli dopo auguri e ringraziamenti - "Ho visitato i cantieri e incontrato i muratori, le maestranze, anche a loro va un grazie" - ha voluto porre l'accento sulla necessità di continuare a investire nella sanità: "Il nuovo ospedale è frutto di risorse regionali e statali, quest'ultime già spese dalla Toscana, che grazie ad un principio di premialità ha potuto comunque attingere ad ulteriori fondi".

"Ma sappiano anche che ora serviranno altri 300 milioni di euro per completare l'opera dell'ospedale unico - ha proseguito Rossi -. Almeno 150 milioni li reperiremo dall'alienazione del vecchio Santa Chiara e dalla vendita di altri immobili di proprietà dell'azienda, mentre i restanti cercheremo di trovarli nel corso della legislatura, sperando di poter attingere di nuovo al fondo straordinario del ministero".

Il nuovo Dea si compone di un seminterrato, piano terra, primo e secondo piano rialzato. 140 i posti letto, 8 sale operatorie, una piazzola per l'elisoccorso. E ancora, 2 risonanze magnetiche nuove, 3 Tac, gli apparecchi per la radiologia convenzionale, una sala angiografica con angiografo digitale, 4 ecografi oltre a numerosi apparecchi per le radiografie ai letti degli ammalati. Gli spazi sono stati organizzati in modo che ci siano 10 postazioni e due stanze dedicate agli interventi d'emergenza, dotate di monitor multiparametrici, ventilatori e dispositivi per l'esecuzione di radiografie ed ecografie in loco. Nei corridoi del nuovo Dea ci saranno anche monitor con la situazione aggiornata dei pazienti, il nome, l'ora di accettazione, la permanenza, il medico di riferimento, il tipo di codice; lo standard di 'completamento' per ogni paziente è di quattro ore.

Alla mezzanotte è scattato il secondo segnale luminoso, rosso questa volta, per segnare il completamento di questo storico trasloco. Il primo "razzo" verde era stato lanciato qualche ora prima per dare inizio alla fase finale. Nessun "corteo" delle ambulanze scortate quindi, come in tanti si immaginavano, dato che non sarebbe stato possibile utilizzare contemporaneamente le 10 ambulanze circa presenti in città, lasciando scoperto il territorio per le emergenze. Un'ambulanza alla volta e i pazienti sono stati trasferiti; la scorta delle forze dell'ordine è stata riservata ai pazienti in regime post-operatorio o ai ricoverati in rianimazione. In tutto 5 vetture hanno costituito il convoglio a disposizione delle ambulanze: 2 auto dei Carabinieri, 2 della Polizia di Stato e una della Polizia Municipale. 

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