11/12/10 10:12 | autore: la redazione Stampa

Una lettera del Nest allarma i residenti: è uno scherzo 0

"Fuoriuscita la nano particella Csb-150410". La Digos indaga per procurato allarme

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Dopo l'invasione di alieni raccontata alla radio da Orson Welles ormai quasi mezzo secolo fa, il procurato allarme è diventato un'arte sopraffina. Certo, la pericolosità di insinuare paura nella popolazione per una ragione non direttamente sottoposta al controllo dei singoli, è enorme. Tuttavia, gabbato il santo e scoperto lo scherzo, è interessante riuscire a cogliere le ragioni che inducono qualcuno a progettare burl3 tanto ben congegnate.

E' quanto accaduto ai residenti del quartiere dove si trova il Nest, National Enterprise for nanoScience and nanoTechnology (tra piazza San Silvestro, via Garibaldi e via Gioberti) che si sono visti recapitare nei giorni scorsi una lettera, con tanto di busta ufficiale e carta intestata, in cui si avvisava che, a causa di un evento non prevedibile, durante un esperimento era stato diffuso fuori dai laboratori niente di meno che il Csb-150410, ovvero, secondo quanto riportato dal testo della missiva, una nanoparticella concepita per la diagnosi precoce del diastema.

Lettera firmata che non ha mancato di mandare in subbuglio i centralini del centro di ricerche, non fosse altro che nella medesima ci si raccomandava con i destinatari di avvisare il Nest nel caso in cui in famiglia, soprattutto nei bambini, si presentassero sintomi quali cefalea, nausea, sonnolenza, lacrimazione, ovvero - a ben guardare - quei sintomi abbastanza tipici dell'influenza.

Dopo poche ore, la Scuola Normale si è vista costretta ad avvisare la Digos che attualmente sta indagando sulla vicenda: Il reato è, appunto, quello di procurato allarme.

Si tratta, come si sarà inteso, di una colossale bufala. Il diastema non è una malattia, bensì lo spazio esistente tra due denti (piccolo difetto che ha fatto la fortuna di tanto personaggi dello spettacolo), usato nel caso della finta missiva a mo' di tognazziana "supercazzola", è proprio il caso di dire.

Così come la particella Csb-150410 non esiste, ma sembra ai più una "firma" dello scherzo, un codice cifrato che in molti al Nest, secondo quanto si racconta, stanno cercando di decifrare.

Senza dubbio non è stata divertita la reazione della Scuola Normale che ha sottolineato la gravità del gesto e avviato, congiuntamente a quella di polizia, un'indagine interna per scoprire i responsabili dello scherzo.

 

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