Un nuovo capitolo giudiziario si aggiunge all'intricata vicenda che ha investito una famiglia rom del campo di Coltano in seguito alla denuncia di una giovane sposa che ha accusato la famiglia del suo altrettanto giovane marito di averla condotta in Italia con l'inganno e di averla ridotta in schiavitù.
Tutto è cominciato con l'operazione "Ersilia", coordinata dalla Questura di Firenze con l'appoggio di quella pisana, in seguito alla denuncia di una quindicenne kosovara. La giovanissima, secondo gli investigatori, nei pochi mesi della permanenza nel campo sarebbe diventata la schiava del clan e oggetto di violenza sia da parte del giovane marito che dei parenti di quest'ultimo.
In carcere sono finiti prima i genitori del baby-sposo, poi gli zii e la nonna. In seguito, è stato ridotto in arresto lo stesso giovane, mentre a sua madre venivano concessi i domiciliari in ragione di una gravidanza giunta al terzo mese.
Ieri (venerdì 10 dicembre), alle prime ore del giorno, le forze dell'ordine sono ritornate a Coltano per arrestare anche il nonno del giovane sposo. L'accusa è quella di riduzione in schiavitù di altre due minorenni kosovare, che vanno ad aggiungersi alla "sposa bambina", la cui denuncia aveva aperto questo ciclo di indagini.
Le ordinanze di custodia cautelare emesse sono state tre: una rivolta al nonno del giovane sposo, che al momento dell'arresto si trovava nella sua abitazione a Coltano, mentre le altre due riguardano due degli zii attualmente già detenuti al carcere "Don Bosco" di Pisa in seguito alle prime fase dell'operazione Ersilia.
Secondo gli inquirenti, i tre sarebbero implicati in altre vicende molto simili a quelle all'origine delle indagini. A vario titolo avrebbero trattato con la famiglia della sposa bambina, affinchè in cambio di denaro anche la sorella, di 17 anni, venisse affidata. La ragazza in questione però non ha mai raggiunto l'Italia. Con l'avvio delle indagini, infatti, la trattativa era stata di fatto interrotta.
La seconda giovanissima, 15 anni, era già stata prelevata dal campo il giorno stesso del primo blitz, in quanto minorenne, senza documenti, e senza relazioni di parentela diretta con nessuno dei residenti di Coltano. La giovane era stata condotta in località protetta dove attualmente si trova. Secondo quanto emerso, la ragazza doveva andare in sposa al cugino del baby-sposo che si trova attualmente in arresto.
Previsti per oggi (sabato 11 dicembre) l'interrogatorio al nuovo arrestato e l'incidente probatorio dell'inchiesta riguardante la prima sposa bambina, presso l'aula bunker di Santa Verdiana a Firenze, alla presenza del Gip, Giacomo Rocchi e al pm Angela Pietroiusti e tutti i protagonisti del caso. Gli avvocati della difesa continuano a sostenere l'ipotesi che la quindicenne kosovara fosse consenziente alle nozze con il suo coetaneo, conosciuto in chat e dunque di persona quando le rispettive "famiglie" fecero conoscenza in Kosovo.
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