Sono due i giovanissimi pisani che questa mattina compariranno di fronte al giudice a Roma, per gli scontri che sono avvenuti nel centro della Capitale due giorni fa. Si tratta di due ragazzi incensurati, uno di 18, l'altro di 19 anni. Il più giovane frequenta l'ultimo anno del liceo Buonarroti, mentre l'altro è al primo anno di Scienze Politiche. Sono finiti in manette dopo le cariche in Piazza del Popolo, in cui sono rimasti "incastrati" senza aver preso parte fisicamente agli scontri, stando ai racconti e alle testimonianze degli altri studenti che hanno partecipato al corteo.
I capi di imputazione sono resistenza pluri-aggravata, danneggiamenti e lesioni a pubblico ufficiale. Nella giornata di ieri i rispettivi padri dei ragazzi si sono recati a Roma, dove hanno potuto incontrare gli avvocati ma non i figli; dal racconto di amici di famiglia, si sa che uno dei ragazzi ha potuto parlare con i genitori la sera dell'arresto, e alle domande del padre ha risposto affermando di essere stato picchiato, "molto", e di essere in attesa di una visita medica.
I ragazzi arrestati non sono studenti particolarmente impegnati nel movimento: "Erano al corteo - riferiscono i colleghi - ma non fanno parte di alcun gruppo studentesco, né hanno preso parte in maniera costante alle assemblee delle facoltà in agitazione".
Sarebbero quindi stati arrestati "a caso", dicono ancora gli studenti, preoccupati per la loro sorte, che ieri sera si sono espressi sia sulla vicenda degli arresti che sul risultato della manifestazione romana. A Palazzo Ricci gli studenti delle Assemblee in Agitazione, Cua e Sinistra Per, fanno la "conta dei danni": "Due 18enni arrestati, un dottorando fermato, ferito e poi rilasciato - affermano - e poi per tutti i ragazzi e le ragazze che hanno cordonato Piazza del Popolo, il fastidio dei lacrimogeni, il timore che la situazione degenerasse, il senso di lontananza dalle istituzioni".
Ciò che ha caratterizzato la giornata di martedì però, per il movimento pisano va ben oltre gli scontri di piazza: "Rivendichiamo il dato politico: è stato il giorno della sfiducia al governo da parte della piazza, e la dimostrazione che se il Parlamento va in una direzione, il paese reale va in tutt'altra. E da Pisa la risposta contro il governo è stata chiara: quasi 1.000 persone sono scese in piazza."
Non prendono le distanze da ciò che è successo nelle vie centrali: "Il nostro movimento si è presentato compatto a Roma, perché forte di mesi di mobilitazione nell'ateneo pisano, che hanno reso possibile l'unità di azione delle diverse componenti del movimento stesso". Nessun distinguo particolare quindi, come invece hanno fatto gli studenti romani della Rete della Conoscenza - Unione degli Studenti e Link - che nella giornata di ieri hanno parlato di "palese discontinuità con le pratiche finora espresse dal movimento studentesco".
Da parte degli studenti pisani c'è una prospettiva diversa: "Abbiamo manifestato pacificamente, ma di fronte a una città totalmente militarizzata ci sono state reazioni difensive anche di persone che nulla hanno a che vedere con i black bloc - dicono. Abbiamo visto anche persone anziane lanciare sanpietrini, e in Piazza del Popolo c'erano studenti 'normali' con il volto scoperto che reagivano alla guerriglia. Il dato non è lo scontro - proseguono - ma la militarizzazione della città di fronte a una manifestazione di queste dimensioni."
Quando gli si chiede un'impressione sulla presenza di presunti infiltrati delle forze dell'ordine fra i manifestanti, gli studenti pisani replicano: "In Francia è una pratica consolidata, quella di inserire collaboratori delle forze dell'ordine nei cortei. Non ci stupisce, né abbiamo visto atteggiamenti particolarmente sospetti. E' chiaro che ci sono state persone dall'atteggiamento poco limpido, ma per noi il dato importante non è questo, il dato è la sfiducia della piazza a questo governo e il problema di democrazia che il nostro Paese sta vivendo. A Montecitorio si svolgeva la compravendita dei deputati: fa quasi sorridere l'infiltrazione di agenti di fronte allo scandalo che si prova nei confronti di questa classe politica".
Per quel che riguarda i due ragazzi pisani arrestati, la richiesta del movimento studentesco è chiara: "Chiediamo alle istituzioni che in questo mese e mezzo si sono espresse positivamente nei confronti del movimento, di prendere una posizione netta sugli arresti ingiustificati che ci sono stati, e che si attivino affinché i nostri compagni vengano subito liberati e non subiscano conseguenze".
Infine, vista la calendarizzazione del Ddl Gelmini al Senato prevista già per la prossima settimana, "la mobilitazione non si ferma - dichiarano - e stiamo già preparando ulteriori forme di protesta". Il primo appuntamento sarà per oggi alle 18:30 al Polo Carmignani, per un'assemblea di Ateneo a cui sono stati invitati anche gli studenti medi.
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