50 centesimi in più. E' del 20% l'aumento deciso nella giornata di ieri dal Consiglio d'Amministrazione dell'Azienda Regionale per il diritto allo studio per il prezzo del buono pasto nelle mense delle tre città universitarie - Pisa, Firenze e Siena - che così passa da 2,5 euro a 3 euro.
Un aumento da tempo nell'aria, una delle prime risposte che il CdA del Dsu ha approvato a fronte dei tagli del governo. Ma non la sola emersa dalla seduta fiume di ieri durata oltre dieci ore. Infatti all'interno di questa razionalizzazione si è discusso anche della questione delle mense univeristarie e in particolare del caso della struttura di via Betti a Pisa. Al riguardo il CdA ha deciso di mantenere la mensa aperta solo a pranzo, mentre da gennaio la sera rimarrà chiusa.
Pubblichiamo di seguito un intervento del consigliere d'amministrazione Ettore Bucci, rappresentante degli studenti in CdA del DSU, sul diritto allo studio in Toscana, inviatoci nella giornata di ieri prima del voto in CdA.
La critica degli studenti ai tagli apportati dalla Legge di Stabilità (la Finanziaria) al fondo integrativo statale per le borse di studio e ai finanziamenti per le Regioni è ben nota. Il preciso disegno del Governo di distruggere l'accesso paritario alla conoscenza, in particolar modo per i "capaci e meritevoli seppur privi di mezzi", non si modifica: il maxi-emendamento Tremonti, esaltato dalla destra come il rimedio contro tutti i mali dell'Università, sviluppa un finanziamento ulteriore (circaa cento milioni di euro) al fondo nazionale per il DSU del 2011. Fondi che potranno essere utilizzati solo per l'anno accademico 2011-2012 e non impediscono, in sostanza, che gli studenti idonei e vincitori di borsa non ricevano nella piena completezza la somma erogata ordinariamente dall'Azienda.
Senza la positura di finanziamenti sul lungo periodo, s'impedisce di concepire qualsiasi miglioramento di sistema. Abbinare questa situazione alla discontinuità con cui la Regione Toscana ha trattato il tema -non rinnovando il CdA del DSU fino all'inizio di dicembre- ci presenta un quadro in cui le misure di "contenimento della spesa" proposte dal Direttore Generale dell'Azienda -un tecnico, sia pure il più importante, che l'assenza di un preciso interlocutore politico ha caricato d'importanza senza senso- rischiano di diventare, anche per la cronaca giornalistica, l'unica alternativa possibile alla chiusura de facto del sistema toscano.
Il definanziamento ha prodotto una situazione di emergenza. Riteniamo assurdo, tuttavia, che in ragione di un'emergenza si vada a modificare geneticamente l'idea stessa di DSU: la possibile "stretta" sui servizi nel contesto pisano (mensa Via Betti, Servizio Editoriale, Servizio Culturale), la proposta di aumento della tariffa mensa, la riduzione delle unità lavorative dovuta alla non assunzione dei precari sono solo alcune delle misure con cui, nel corso dei prossimi mesi, dovremo confrontarci.
Su questi temi ci siamo già impegnati, tramite le uscite pubbliche della nostra organizzazione e tramite la protesta del più generalizzato movimento, a esprimere la nostra voce e a chiedere una presa di parola e d'impegni a tutti i soggetti sociali, politici e istituzionali del territorio.
Nella serie di Consigli d'Amministrazione iniziata il 16 dicembre, saranno poste una serie di proposte su cui dovrà essere sviluppato un ragionamento più articolato, che superi le logiche campaniliste o manageriali con cui è stato recentemente inteso il DSU: noi non siamo un pesetto da porre sul bilancino dei rapporti fra politici e fra "territori toscani"; non siamo una voce di spesa da decurtare senza alcuna riflessione. Esiste un volume amplio di spese su cui l'Azienda può costruire una razionalizzazione che tenga salvi i benefici del Diritto allo Studio. Una razionalizzazione reale, efficace, non certamente quella patrocinata sinora con la retorica dell'Azienda Unica.
Vogliamo capire come mai i costi per le pulizie e i servizi di telefonia sono alti come quelli della sola Università di Pisa.
Vogliamo salvare il Servizio Editoriale, impegnando l'Università nella costruzione di una sinergia forte per adibire quella struttura a Centro Stampa d'Ateneo, sulla base delle positive esperienza che abbiamo già sviluppato.
Vogliamo un ripensamento delle convenzioni che appaltano a ditte esterne il servizio ristorazione, tenendo conto della qualità più alta fornita dalle gestione diretta da parte del DSU Toscana ed evitando di costruire una manovra che, spostando dipendenti da un comparto all'altro, mandi a casa i precari e gli interinali dell'Azienda e non tenga conto delle professionalità acquisite.
Vogliamo un radicale cambio di rotta sulle consulenze: le fatture per la sola sede di Firenze, nel Bilancio Consuntivo del 2009, individuavano almeno € 136mila di spesa per "professionalità" esterne all'Azienda.
A coloro che pensano di contrarre i benefici del DSU sulla base della sola compatibilità finanziaria delle spese, ribadiremo la nostra contrarietà, nelle strade, col movimento. Su questa rotta proseguiremo la nostra vertenza, chiedendo alla Regione Toscana (che dovrà stendere a breve il Piano d'Indirizzo Generale Integrato delle politiche sociali regionali) e al DSU Toscana di porre in essere le misure necessarie a salvaguardare il nostro diritto al Futuro.
Ettore Bucci - Consiglio d'Amministrazione DSU Toscana- Sinistra Per...
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