Terzo giorno di sciopero della fame per gli otto studenti dell'Ateneo pisano, che da lunedì hanno intrapreso questa protesta contro l'approvazione prevista per oggi al Senato del Ddl Gelmini. Ieri mattina insieme ai compagni rimasti a Pisa nonostante l'imminente vacanza natalizia, si sono quindi diretti al Rettorato, che rimarrà occupato almeno fino a tarda mattinata. Ma gli studenti assicurano che "ci saranno anche altre azioni".
Una mattinata inusuale quella di ieri; per come eravamo abituati alle proteste degli ultimi mesi i numeri erano certo diversi, ma non per questo meno significativi: "Il nostro sciopero della fame - dicono - e la vicinanza di tutti i compagni che ci seguono comunque dalla rete, sono il segno di una protesta che non abbiamo intenzione di interrompere."
Alcuni professori associati e ricercatori della Facoltà di Giurisprudenza, hanno raggiunto gli studenti a Palazzo alla Giornata, dove si sono imbavagliati per "lasciare un'immagine del nostro 'scandalo' di fronte ad un governo che vuole 'arrestare' la cultura e la ricerca."
Come ha avuto modo di dire la prof.ssa Laura Pellecchia, docente di Diritto Privato e vicedirettore del Centro Interdisciplinare di Scienze per la Pace, nel secondo videomessaggio lanciato dagli studenti in rete, "non mi vergogno di essere qui né di fare il mestiere che faccio, al contrario, siamo tutti orgogliosi di essere membri della comunità universitaria e per questo cerchiamo in ogni modo di difenderla da attacchi sconsiderati".
"Dietro allo scudo - ha detto ancora - di parole accattivanti come trasparenza, merito, efficienza, in realtà disattendono completamente gli obbiettivi di un'università pubblica in una società moderna e pluralista". Nel videomessaggio hanno preso poi la parola anche un bibliotecario esternalizzato dell'ateneo e una dottoranda in Fisica.
Durante il tradizionale momento di auguri di fine anno al personale dell'Ateneo, il rettore Massimo Augello ha espresso nuovamente solidarietà alla protesta degli studenti. Il Rettore ha poi deciso di rinunciare al rinfresco perché "in questo periodo non abbiamo nulla da festeggiare" e per rispetto alla scelta degli studenti che hanno iniziato ieri lo sciopero della fame.
"Credo - ha poi aggiunto Augello - che in questi mesi si siano perse occasioni per ascoltare le istanze dei giovani. Ora le Università dovranno attrezzarsi, una volta approvata la riforma, per recuperare spazi di autonomia. Trovo comunque ridicolo che serva una riforma universitaria per affermare principi che dovrebbero essere sanciti dal codice etico delle istituzioni: mi riferisco a meritocrazia e lotta ai privilegi. In questa riforma invece c'é un autentico attacco al diritto allo studio che riporta il Paese indietro di trent'anni".
Anche dal responsabile provinciale per l'università di Rifondazione Comunista, Federico Oliveri, è giunta una nota di sostegno: "Il sapere - si legge - risultato della formazione e della ricerca, è un bene comune cui tutti devono poter avere accesso. Coi suoi tagli e le sue pseudo-riforme meritocratiche, il governo affama le università e, soprattutto, attacca un'intera generazione di cittadini, oggi studenti domani lavoratori precari, ignorandone le più che fondate rivendicazioni".
"Rifondazione Comunista - continua - vuole ringraziare gli studenti e le studentesse di Pisa - Matteo, Alberto, Rocco, Simone, Alessandra, Michela, Ilenia e Manuela - che con il loro sciopero della fame lottano con e per tutti noi, per chiedere il ritiro del disegno di legge sull'università, in queste ore in discussione finale al Senato. Ora che alla violenza esercitata dal governo attraverso le politiche anti-sociali si aggiungono la repressione e la minaccia di restrizioni alle libertà politiche, come proposto da Alemanno con l'estensione del DASPO ai cortei e da Gasparri con l'evocazione degli arresti preventivi, questa forma di lotta nonviolenta è particolarmente significativa. Crediamo - conclude - che essa possa parlare direttamente al "paese reale", quello su cui il governo ha scaricato i costi della crisi e a cui impedisce sempre di più il dissenso, risvegliando in tutte e tutti la fame di cultura, di dignità, di diritti, di democrazia".
Anche se ieri nel tardo pomeriggio si è fatta la strada l'ipotesi di ritorno alla Camera del Ddl Gelmini, in seguito al caos delle votazioni al Senato, oggi questa speranza è rientrata e in molti sono convinti che si arriverà al voto. L'appuntamento per oggi di studenti e ricercatori è alle 11 presso le Logge di Banchi.
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