22/12/10 07:52 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

"Io, con in mano la Costituzione davanti ai carabinieri pronti a caricare..." 2

Il racconto di una studentessa di Giurisprudenza della giornata del 14 dicembre a Roma

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Black bloc, infiltrati, cospirazioni, fumogeni, bombe carte, san pietrini, camionette e auto incendiate, manganelli, urla di rabbia e di dolore. Di questo, avete già sentito parlare.

Io ho un'altra storia da raccontare.

Sono in Piazza del Popolo, in prima fila a reggere lo striscione che dirige il corteo, quando le forze dell'ordine incominciano a "caricarci"e iniziamo a correre in ritirata. Decido di dirigermi verso l'esterno e non al centro della piazza, zona che da lì a poco regalerà una visione poco edificante; un barbaro campo di battaglia.

Io ed altri studenti stiamo correndo al riparo, seguendo la salita della piazza, quando decido di fermarmi. Lascio che tutti i ragazzi mi superino e dopo un attimo di esitazione, voltandomi, inizio la mia camminata solitaria a braccia aperte, in segno di pace verso chi due minuti prima mi manganellava colpendomi una mano e un braccio che ora sanguinano.

Decido di andare incontro alle forze dell'ordine che nel frattempo si stanno dirigendo verso la nostra direzione, non perché sia una folle esaltata in cerca di pericolo ma perché in quel momento decido di rispondere alla violenza con la cultura, una cultura che fino ad ora ho appreso grazie ad una istruzione: pubblica e accessibile a tutti.

I carabinieri, in tenuta antisommossa, mi urlano contro di andare via e che se continuo la mia rotta verso loro mi "manganelleranno di gusto".

Ma io proseguo, impaurita, a passo d'uomo e lentamente dallo zaino prendo la Costituzione italiana, fermandomi circa a cinque metri dalle camionette. Loro non capiscono cosa io stia facendo (sinceramente nemmeno io) e qualcuno continua ad urlarmi contro facendosi forza con un manganello.

A voce molto sostenuta, ma tremolante, mi presento, ricordo ancora le parole: «Sono M.C ho 24 anni, sono all'ultimo anno di giurisprudenza, non sono fuori corso e sono una borsista, con questo D.d.l. io non esisterei perché prevede tagli alle borse di studio. Guardatemi vi sembro una delinquente?».

Inizio a leggere, con le lacrime agli occhi ma con fierezza l'articolo 33 e 34 della Costituzione. Questi enunciano il diritto alle borse di studio per i meritevoli privi di mezzi e la possibilità di creare scuole private senza oneri per lo Stato; le forze dell'ordine mi ascoltano e smettono di agitare i manganelli.
Gli ribadisco che sono In Piazza del Popolo perché credo in ciò che gli ho appena letto e poi rivolgo loro una domanda: «e voi cosa fate qui? chi difendete? una persona che Borsellino ha citato in una sua intervista due giorni prima di morire?».

Nessuno a questo punto ha più il coraggio di guardarmi negli occhi. Stanno in silenzio e riacquistano quella umanità che pensavo avessero perso, qualcuno di loro mi guarda finalmente negli occhi e nei suoi vedo la tristezza; un ragazzo del corteo facendosi coraggio si avvicina a me, prende una mela dal suo zaino e la cede in maniera simbolica ad un carabiniere che accetta e ringrazia; magari era lo stesso carabiniere che mezz'ora prima all'impazzata manganellava chi gli capitava sotto tiro.

Questo è il mio racconto del 14 dicembre: una giornata indecifrabile nella quale ho capito quanto sia importante la cultura. Perché sangue porta sangue, violenza porta ad altra violenza; io ho cercato di rispondere con la cultura.

Quello che mi chiedo e' se con l'approvazione di questo D.d.l. mio figlio avrà le mie stesse possibilità di crearsi una cultura e cercare di migliorare anche un solo giorno della sua vita.

Michela Castiglione, studentessa della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Pisa

Questo articolo contiene 2 commenti.

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2011/01/13 00:01:24 michela castiglione Ciao Muffas
come vedi nessuna risposta (meno la presente) al tuo commento.
Spesso chi tace non consente ma evita solo una inutile discussione.
questo penso sia il tuo caso.
Michela Castiglione

2010/12/22 14:12:23 Massimiliano Fuffas Ma per favore... Dovrei seriamente credere a questo racconto ricamato come un centrino e grondante di melassa?
E poi, la Carta dice anche altre cose. La nostra "eroina" si è prodigata a leggere due articoletti a due carabinieri che erano lì a fare il loro lavoro, non a fare i costituzionalisti.
Non importa chi sia il predidente del consiglio di turno e a nulla vale sbraitere contro di loro citando Borsellino.
Sarebbe stato più proficuo se avesse letto per intero la Carta ai suoi vicini di manifestazione (quelli col casco da moto in testa, per capirsi) diassuadendone magari qualcuno. L'ha fatto o no?
E con i danni provocati a Roma quante borse di studio ci si potrebbero pagare?

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