24/12/10 09:22 | autore: Ciccio Auletta Stampa

A gennaio l'audizione dei vertici della 46° Aerobrigata e del Comitato "No Hub" 0

Il 14 gennaio l'incontro con la prima Commissione consiliare dei vertici della struttura militare. Il 19 gennaio quello con le associazioni che si oppongono alla realizzazione del progetto da 60 milioni di euro che renderà Pisa la più grande portaerei del paese

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Sarà un mese importante quello di gennaio in città per quanto riguarda il dibattito sul progetto annunciato da parte dei vertici militari della 46° Aerobrigata di realizzare a Pisa un Hub militare nazionale, ovvero il punto di riferimento per tutte le forze armate che avranno bisogno di spostarsi per via aerea per le missioni internazionali.

Si tratta di un progetto da 60 milioni di euro nel triennio 2011-2013, al termine del quale il nuovo scalo sarà capace di movimentare ogni giorno 600-1200 militari perfettamente equipaggiati, che disporranno di servizi analoghi a quelli degli hub civili (come il check-in), e 300-400 tonnellate di materiali, "inclusi carichi di merci pericolose".

E' stato, infatti, definito dalla prima commissione consiliare del Consiglio Comunale di Pisa un calendario di audizioni proprio sulla questione dell'Hub, così come era emerso dalla discussione che vi era stata in Sala delle Baleari lo scorso novembre, in concomitanza di un'interpellanza presentata dal Sinistra Ecologia e Libertà e Rifondazione.

In quella occasione a rispondere alle richieste di chiarimento era stato l'assessore all'urbanistica, Fabrizio Cerri, il quale aveva affermato: "Ad oggi nessuno dell'amministrazione comunale ha visto alcun progetto dell'Hub. Mi sono recato presso la 46° Aerobrigata, insieme con l'architetto Berti, all'indomani della notizia comparsa sui giornali riguardo alla realizzazione di questa nuova struttura per cercare di capire meglio di cosa si trattasse, ma ad oggi non abbiamo visto o avuto alcuna cartografia".

"Dalle informazioni raccolte - specificava ancora Cerri - abbiamo capito che l'obiettivo è superare la frammentazione e proliferazione di altre strutture militari, concentrando su Pisa tutti i voli, ma non aumentando nel complesso a livello nazionale il numero delle operazioni. A ciò si aggiunge che non si tratterebbe di una struttura solo per attività militari ma anche a disposizione per la Protezione civile".

"Da parte nostra - concludeva l'assessore - c'è la massima disponibilità al confronto a partire da un'audizione in commissione urbanistica dei vertici della 46° Aerobrigata".

Ed è proprio questo che avverrà il prossimo 14 gennaio con l'audizione presso la prima Commissione dei vertici della 46° Aerobrigata con la presenza del Generale Fort. Mentre il 19 gennaio sarà ricevuto dall'organo consiliare il Coordinamento no Hun, su richiesta dello stesso gruppo di movimenti ed associazioni che da agosto sta portando avanti una campagna in città contro la realizzazione di questa struttura militare.

"La nostra intenzione - ci spiega il Presidente della Commissione Sandro Gallo, illustrandoci il calendario delle audizioni - così come emerso anche dalla discussione in Consiglio comunale, è in primo luogo quella di capire di che progetto si tratta, quali saranno le sue dimensioni come sarà gestito".

"L'audizione con il Generale Fort - prosegue il consigliere comunale del Pd - sarà un passaggio importante per capire le intenzioni e le previsioni del Ministero, visto che ancora ad oggi a noi come Comune non è stato presentato nulla. Tendo a sottolineare che le sedute della commissione sono pubbliche per cui chiunque potrà assistere, ma avranno diritto di parola solo i soggetti che sono stati invitati alle audizioni".

Al termine di questi due incontri sarà poi la stessa Commissione a preparare un'istruttoria che poi verrà discussa in Consiglio Comunale. C'è, quindi, grande attesa per questo primo momento di confronto, anche se l'impressione è che di fatto dai vertici militari si comunicheranno le decisioni già assunte, visto che secondo quanto previsto e dichiarato più volte da questi ultimi l'intenzione sarebbe quella di far partire i cantieri già nella prossima primavera, "No Hub" permettendo.

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