A meno di 24 ore dall'arrivo dell'ufficiale giudiziario davanti ai cancelli di via Battisti dove ha sede il Progetto Rebeldìa, arriva la voce ufficiale della Regione Toscana in merito a una questione che ormai ha travalicato il puro ambito cittadino e che costituisce un caso "nazionale" per la sua valenza rispetto al tema degli spazi sociali, ma anche del rapporto tra società civile, istituzioni e partiti.
Infatti in seguito all'incontro svoltosi mercoledì scorso a Firenze tra una delegazione del Progetto Rebeldìa, su richiesta delle associazioni, e l'assessore al Welfare e alle Politiche Giovanili della Regione Toscana, Salvatore Allocca, lo stesso assessore ha diffuso una nota pubblica, nella quale assume una posizione inequivocabile per salvaguardare tale esperienza e scongiurare qualsiasi intervento della forza pubblica.
"A seguito di una loro richiesta - si legge in una nota dell'assessore pubblicata sul sito della Regione - ho ricevuto i rappresentanti del progetto sociale Rebeldìa di Pisa, i quali mi hanno rappresentato le difficoltà a cui sono di fronte le 31 associazioni di volontariato, che hanno in questi anni dimostrato una grande capacità di integrazione. Una integrazione che ha consentito loro di sviluppare molteplici iniziative sociali nel campo della cultura, della solidarietà attiva e della mediazione culturale".
"In considerazione della fase estremamente delicata - prosegue l'esponente della giunta guidata da Enrico Rossi - per la coesione sociale del nostro Paese, tali attività che il mondo giovanile riesce autonomamente a sviluppare, sono un patrimonio prezioso, non a caso riconosciuto, in piena sintonia con i principi espressi dalla Regione Toscana, da autorevoli esponenti del mondo della cultura e della ricerca i quali hanno attestato il loro sostegno a questa esperienza, spinti dalla convinzione che la partecipazione e il coinvolgimento attivo siano il presupposto di un'idea alternativa e migliore di cittadinanza".
Da qui l'appello e l'auspicio dello stesso assessore alle istituzioni locali a trovare con le associazioni una soluzione condivisa: "Sulla base di tali considerazioni mi auguro che tutti i soggetti istituzionali coinvolti possano dare il loro contributo affinché venga garantito il tempo necessario alla ricerca di una soluzione condivisa della vertenza legata agli spazi in cui il Progetto Rebeldìa esplica le proprie attività, evitando ogni interruzione anche temporanea".
"Se ciò avvenisse, come mi auguro - conclude Allocca - si potrebbe produrre un ulteriore salto in avanti di un'esperienza innovativa capace di contaminare positivamente altre realtà regionali e non solo, per rilanciare nella società i valori della solidarietà e della positiva relazione tra culture diverse".
Si tratterà di vedere se l'ennesimo appello, che questa volta però viene da un ente come la Regione Toscana, verrà ascoltato dagli enti locali e dall’Università di Pisa riaprendo così il confronto, oppure se da domani si proseguirà sulla strada della prova di forza nei confronti delle associazioni di via Battisti.
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