14/01/11 08:09 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Navi romane, il consiglio comunale vota un odg per la salvaguardia del sito 0

Appello al Governo e al Ministro per i Beni culturali perché "non sia la nostra Pompei"

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Il Consiglio comunale di Pisa ha votato nel corso della seduta di ieri all'unanimità un ordine del giorno per la salvaguardia del sito archeologico delle navi antiche, "la nostra Pompei".

Nel documento, illustrato dal consigliere comunale del Pd, Marco Bani, dove si ricostruiscono le caratteristiche peculiari di questo sito archeologico, assolutamente unico, si evidenzia la scarsa attenzione da parte dello Stato per valorizzare un inestimabile patrimonio e come le risorse messe a disposizione siano assolutamente insufficienti tanto che "attualmente non è possibile visitare il sito e i laboratori per mancanza di personale e risorse, privando tutti della possibilità di conoscere meglio questo tesoro".

"Inoltre - si legge ancora nel documento approvato - il Centro di Restauro del Legno Bagnato, nato con lo scopo di recuperare, restaurare e conservare per la futura musealizzazione la grande quantità di reperti, molti dei quali di natura organica, restituiti dal deposito di San Rossore, rischia la chiusura o il sottodimensionamento, nonostante le elevate competenze che hanno fatto sì che il Centro venisse coinvolto in più occasioni a fornire consulenze per il recupero di situazioni archeologiche complesse. in caso di fermo prolungato del Centro con conseguente assenza di personale specializzato per il monitoraggio dei reperti archeologici c'è un aumento del rischio di degrado dei reperti organici, compresa la repentina sospensione delle attività di smontaggio e restauro della nave D attualmente in corso".

A partire da queste premesse il Consiglio Comunale ha espresso unitariamente forte preoccupazione per il futuro del sito archeologico e del Cantiere delle navi antiche "facendo appello al Governo, al Ministro per i Beni e le attività culturali, al Parlamento ed a tutti i parlamentari toscani affinché venga garantito un flusso di investimenti e di fondi costante che possa garantire una gestione ordinaria del sito e del Cantiere, secondo gli impegni presi negli anni precedenti, e la possibilità di trovare una forma giuridica consona che possa portare a un parziale autosostentamento del Sistema Sito- Cantiere-Navi, attraverso l'offerta di diverse tipologie di servizi".

Un invito viene anche rivolto alle realtà istituzionali che insistono sul territorio comunale, al Rettore e ai direttori della Scuola Normale e S.Anna, al Presidente della Regione e assessore competente, al Presidente della Provincia e assessore competente, "affinchè collaborino a fare sistema per trovare nuove forme di finanziamento e di promozione del sito archeologico".

Tutto questo, si legge nella conclusione dell'ordine del giorno, "per evitare l'affondamento in modo definitivo e irreparabile di una delle eccellenze culturali presenti nella nostra città".

 

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