Riceviamo e pubblichiamo una nota dell'Italia dei Valori di Pisa in merito al dibattito sul rapporto tra i due aeroporti di Pisa e Firenze.
Quando si parla del sistema aeroportuale toscano siamo o no in grado di andare oltre i richiami storici di una secolare guerra tra Pisa e Firenze? Ridurre un grande progetto di sviluppo alla dimensione della contrapposizione localistica è il sintomo di una mancanza di fiducia nella capacità della politica di premiare il merito e valutare oggettivamente le condizioni logistiche, in una parola, migliorare ciò che non funziona. Non solo la politica pisana, ma quella fiorentina e toscana, devono dimostrare di essere in grado di abbandonare la logica degli interessi particolari e risolvere una volta per tutte questa anacronistica guerra tra Galilei e Peretola. La politica deve dimostrarsi capace di far prevalere l'eccellenza di Sat sulle inefficienze fiorentine, le opportunità logistiche di un sito ottimale per un aeroporto di Pisa sui limiti fisici insuperabili di Peretola. Sono queste le valutazioni da fare e che ci consentono di esigere che sia la realtà più idonea e più virtuosa a dettare le condizioni della fusione, non perché vincano i pisani contro fiorentini, ma perché sono il merito e la valutazione tecnica che devono fare la differenza. La politica deve levare lo sguardo dallo specchietto retrovisore e cominciare a guardare avanti. Sat è in una posizione di forza, più oggi di ieri, non è costretta alla fusione, ha tutta la sua progettualità puntata verso il futuro ma, per proiettarsi verso il prossimo decennio, per una realtà dinamica e lungimirante come si è sempre dimostrata, si trova nella condizione di scegliere di essere protagonista dei cambiamenti, invece che subirli. Dobbiamo andare oltre la demagogia dei pisani contro i fiorentini. Sat ha una storia manageriale di successo, perfettamente in grado, da una posizione di merito e di forza, di fare un passo ancora in avanti e portare l'esperienza di valore dell'aeroporto Galilei dentro un sistema aeroportuale toscano di livello europeo . Resta solo un'ultima domanda da porsi, se anche i fiorentini e i centri di potere fiorentini, faranno altrettanto, ovvero, se saranno lungimiranti a sufficienza da premiare una realtà virtuosa senza campanilismi. Si ritorna al ruolo della politica, che deve garantire il merito e la capacità, la valutazione tecnica e logistica rispetto alle pressioni degli interessi particolari. Questa è la vera sfida. E' tutto pisano, l'interesse di superare lo scontro e concentrarsi sulle condizioni della fusione. L'unico a guadagnarci dallo scontro localistico è Peretola e la sua gestione miope, senza investimenti, priva di una dirigenza manageriale di peso, senza piani di sviluppo. Spostiamo il livello del dibattito sul merito e sul confronto di una due diligence trasparente, che accerti le effettive condizioni della fusione e costruisca una solida base per la negoziazione delle condizioni contrattuali dell'operazione. Concentriamoci sulla necessaria attenzione soprattutto a quegli elementi e profili di criticità che possano comprometterne il buon esito. Questo serve alla città, non i cori da stadio o la facile demagogia in cerca di consensi immediati, ma senza progetti concreti a lungo termine.
Silvia Marroni, coordinatrice dell'Italia dei Valori città di Pisa.
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