E' stata ascoltata ieri mattina nella Prima Commissione Consiliare, la relazione del Coordinamento No Hub in merito al progetto di realizzazione di un centro militare presso il Dall'Oro di Pisa.
Dopo la prima audizione dello scorso 14 gennaio, dove a esporre le loro posizioni erano gli ufficiali dell'aeronautica intervenuti, nella giornata di ieri il Coordinamento ha espresso "Le ragioni del no all'Hub militare", attraverso la raccolta di una serie di dati, documenti e dichiarazioni.
Numeri innanzitutto sul traffico aereo e sul modo in cui l'Hub lo stravolgerà. "L'aeroporto di Pisa, aeroporto militare aperto al traffico civile, registra un consistente movimento annuale di traffico - ha detto il portavoce Manlio Dinucci - Secondo i dati Sat nel 2007 sono passati dal Galilei 42.691 erei, raddoppiati nell'arco di 10 anni. A questi si aggiungono i movimenti militari", che secondo uno studio Arpat citato, "sono circa un terzo di quelli civili, ossia 14.000 annui". In complesso quindi, in un anno vengono effettuati all'aeroporto di Pisa, complessivamente, oltre 55.000 decolli e atterraggi, in media 150 al giorno.
"Una struttura di grandi dimensioni, che dovrà essere connessa con le principali vie di comuncazione stradale, ferroviaria, navale, geestire la ricezione, lo stoccaggio e lo smistamento dei materiali, preparare e curare l'allestimento del carico, ricevere e gestire vettori di trasporto aereo (militari e civili) di diverse capacità e caratteristiche". Nella relazione presentata dall'on. Roberto Speciale alla Commissione Difesa della Camera lo scorso 26 ottobre 2010, si dice inoltre che "la capacità di transito massimo dell'Hub aereo sarà di circa 600-1200 passeggeri giornalieri, mentre la capacità di movimentazione giornaliera massima sarà di circa 300-400 tonnellate".
Il Coordinamento critica poi il fatto che l'annuncio sia stato dato a mezzo stampa, ai primi di agosto, dal portavoce della 46a Brigata aerea, il maggiore Giorgio Mattia, e che il sindaco di Pisa Marco Filippeschi abbia espresso "subito, pubblicamente, il suo appoggio al progetto militare, senza aver chiesto parere al consiglio comunale, né tantomeno consultato la cittadinanza, e ancor prima che il progetto fosse stato presentato in Parlamento". Quest'ultimo infatti, solo il 30 settembre ha visto il programma dell'Hub presentato nelle sue aule: "L'atto di governo, dopo essere stato approvato dalle Commissioni Difesa del Senato e della Camera, è diventato esecutivo con la firma del Decreto l'11 novembre 2010".
L'impatto ambientale. Riportando le notizie fornite dai vertici militari durante l'audizione alla Prima Commissione Consiliare dello scorso 14 gennaio, Dinucci ricorda che la realizzazioe dell'Hub "comporterà solo un aumento di 350 voli annui, in media uno al giorno; hanno però passato sotto silenzio il fatto che tali voli andranno ad aggiungersi a quelli della 46a Aerobrigata, che sono sicuramente destinati ad aumentare".
Sui rischi per l'inquinamento acustico, il Coordinamento sottolina il fatto che il "rumore originato dagli aerei militari, al contrario di quelli civili, non è sottoposto ad alcuna limitazione operativa da parte della legge". A questo si aggiunge "il pericoloso inquinamento atmosferico, dovuto a sostanze chimiche emesse dagli aerei, e quello provocato dalla struttura aeroportuale; in particolare, le emissioni al suolo risultano direttamente provocate da quest'ultimo, attraverso i gruppi elettrogeni, i gruppi ausiliari di potenza, i compressori, gli elevatori, i tappeti per i bagagli, le prove motori, la conservazione di carburante ecc".
Ma l'aumento dei voli, in seguito alla realizzazione dell'Hub militare, secondo il coordinamento "comporterà anche un rischio di incidenti". A questo riguardo si ritiene esemplificativo l'incidente del C-130 accaduto lo scorso anno, "su cui non esiste ancora una perizia". Secondo la rivista "Flight International", l'aereo caduto "miracolosamente in un'area disabitata, è stato identificato come il primo esemplare ad essere stato modificato in aereo cisterna, con lo stesso kit di serbatoi usato sui C-130j dei marines Usa. L'aereo era quindi dotato di serbatoi con 32.540 litri di carburante, cui se ne può aggiungere un altro di 13.600 litri, può rifornire in volo due caccia simultaneamente".
Il rischio di incidenti crescerà, hanno dichiarato ancora alla Commissione, "anche in seguito alla concentrazione di voli militari effettuati con aerei noleggiati: tra questi i grossi Antonov russi e gli Iliuscin, sulla cui affidabilità si possono avere ragionevoli dubbi". Ma la preoccupazione aumenta se si tiene conto del fatto che, come afferma la relazione alla Commmissione Difesa della Camera - "nell'Hub saranno stoccati e smistati anche carichi di merci pericolose, ossia esplosivi".
Nel dare l'annuncio del progetto, da subito si è parlato di vantaggi economici per la città. "Ma gli stessi ufficiali dell'Aeronautica nell'audizione del 14 gennaio, hanno smentito che l'Hub comporti 'interessanti ricadute occupazionali', come ipotizzato dal Sindaco. Nella migliore delle ipotesi, esso comporterà un leggerissimo aumento di personale, nell'ordine di poche decine. D'altro lato, la presenza dell'Hub contribuirà a stravolgere la vocazione culturale e turistica del territorio puntando sul militare".
E ancora, la presenza di Camp Darby e il ruolo attivo dell'aeroporto militare con la base statunitense. Per il Coordinamento già esiste una collaborazione fra le due realtà, che con l'Hub verrebbe certamente rafforzata: "Nell'audizione dei militari alla Commissione Consiliare, gli ufficiali hanno sostenuto che la base di Camp Darby non è stata informata del progetto, ma ne è venuta a conoscenza attraverso la stampa. Al di là del legittimo dubbio su questa affermazione, nella relazione dell'On. Speciale alla Commissione Difesa della Camera, si afferma però che la struttura potrà essere messa a disposizione della Nato per supportare i flussi di materiale e personale in caso di crisi internazionali". Il fatto quindi che la struttura sia stata progettata anche per essere usata dalle forze Nato, è confermato per il coordinamento dalla stessa documentazione presentata alla Camera, dove "si precisa che all'Hub di Pisa potranno atterrare e decollare anche i giganteschi C-17 Globemaster III in dotazione all'aeronautica Usa", oltre al fatto che essendo gli stessi Usa la "principale componente della Nato, è evidente che l'Hub verrà messo a disposizione per loro".
Un passaggio è stato poi dedicato al modo in cui l'Hub contribuirà alla spesa militare italiana, su cui la posizione del Coordinamento è chiara: "L'Hub non deve essere realizzato né a Pisa né altrove". Infine, la richiesta che viene rivolta al Consiglio Comunale è di "riconsiderare la realizzazione dell'Hub, chiedendo al Comipar toscano almeno di bloccare il progetto per verificarne le implicazioni complessive. Dovrebbe riconoscere - hanno proseguito - che quelle effettuate all'aeroporto militare di Pisa e ancor più quelle che saranno effetuate dall'Hub militare, non sono 'missioni di pace e solidarietà' ma quasi esclusivamente, missioni di guerra".
In vista della discussione sul tema che si terrà probabilmente nella prossima seduta del consiglio comunale, il 3 febbraio, la Commissione Consiliare effettuerà un'ulteriore audizione delle associazioni che compongono il laboratorio Pisa Città per la Pace.
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