20/01/11 08:56 | autore: Ciccio Auletta video Stampa

Rossi: "Con l'integrazione Pisa Firenze, in Toscana il terzo polo aeroportuale nazionale" 1

Il presidente ieri in Consiglio Comunale ieri ha riportato la discussione sul piano della sinergia regionale: "La democrazia ha le sue esigenze anche se si parla di società quotate in borsa. Il mercato sopporterà questa volta un po' la democrazia. Senza integrazione, ma con la concorrenza Pisa rischia di indebolirsi". Il sindaco Filippeschi: "Integrazione è la parola dei nostri programmi"

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"Il mondo si muove. O governiamo il movimento o veniamo governati: l'integrazione dei due aeroporti di Firenze e Pisa darebbe più forza al polo aeroportuale toscano". E' questo il messaggio che ha ripetuto più volte il presidente Enrico Rossi in occasione della seduta del Consiglio comunale di Pisa a cui ha partecipato ieri, sul futuro del sistema aeroportuale toscano e sul rapporto tra gli aeroporti di Pisa e Firenze.

Il Presidente in Sala delle Baleari ribadisce la sua convinzione che oggi più che mai su questi temi occorre "fare una discussione aperta. La democrazia ha le sue esigenze anche se si parla di società quotate in borsa. Il mercato sopporterà questa volta un po' la democrazia".

Lo spirito con cui Rossi si è presentato, così ieri, è molto chiaro: "Vorrei dare a Pisa - ha proseguito Rossi - un contributo per decidere. Il quadro è che Pisa sta andando benissimo, anche grazie al ruolo che la Regione ha svolto e continuerà a svolgere, garantendo investimenti, servizi nuovi come quelli ferroviari e attività nuove come il volo diretto con Shangai a cui stiamo lavorando. Crediamo nelle potenzialità di Pisa e ne supportiamo le politiche di sviluppo".

"Ma esiste anche l'aeroporto di Firenze - prosegue il Presidente della Regione - e non possiamo far intervenire la 46° Aerobrigata contro questa struttura, catalogata come aeroporto strategico nazionale. Oggi Peretola ha una pista non sicura e chiede legittimamente che venga sistemata con caratteristiche di sicurezza adeguate e non ci sono motivi perchè ciò non avvenga. La Regione ha il dovere, quindi di intervenire con la variante richiesta".

"Firenze - evidenzia ancora Rossi - è una location interessante e avrà più voli, e la nuova pista avrà delle conseguenze. Se avrà la pista l'85% dei voli da Pisa potrebbe essere trasferito. Credo si debba scongiurare questo rischio, evitare le spinte centrifughe e invece di prefigurare una situazione di concorrenza, realizzare quelle integrazioni che ci permetteranno, al netto di Venezia, di concretizzare il terzo polo aeroportuale nazionale dopo Milano e Roma, con una società che garantisca entrambi gli scali, e di proporci così con più forza a livello internazionale. La Toscana deve rafforzarsi insieme".

Sta proprio qui la preoccupazione principale di Rossi, che una eventuale concorrenza tra Pisa e Firenze di fatto crei un'alleanza tra quest'ultima e Bologna: "Occorre tenere presente quando Pisa prenderà le sue decisioni che c'è Bologna vicina, anche grazie all'alta velocità, e il pacchetto azionario tra gli scali di Firenze e Bologna ha delle similitudini. Vorrei evitare un'integrazione tra Firenze e Bologna. Sarebbe uno smacco per la Toscana. Per questo ho chiesto al consiglio regionale di darmi mandato per entrare nella compagine fiorentina. Bisogna evitare concorrenza e conflitto che depotenzierebbero entrambe le società e farebbe danno sotto il profilo finanziario".

"Non troviamo nemici dove non ci sono - ha concluso il Presidente - discutiamone, poi toccherà a Pisa decidere. Certo è che se si sceglie la concorrenza Pisa rischia di indebolirsi".

La palla viene, quindi, lanciata alla politica pisana. E il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, che ha aperto la seduta, raccoglie la proposta di integrazione. Il sindaco apre il suo intervento ricordando dati e investimenti fatti in questi anni e sottolineando il forte impegno della Regione a sostegno del "Galilei": "Sgomberiamo quindi il campo da qualsiasi ombra che viene strumentalmente gettata sul fondamentale ruolo della Regione per Pisa e per Sat".

Rispetto al rapporto con Firenze Filippeschi si schiera con Rossi: "Integrazione è la parola dei nostri programmi, da molto tempo e non per caso. E' stata la strategia di Ballini, non contraddittoria rispetto allo sviluppo pisano. E' la strategia della Regione e degli enti locali pisani - aggiunge Filippeschi - di chi garantisce lo sviluppo di SAT e l'autonomia di un management diventato d'esempio in Italia. Tanto più oggi, da una posizione di forza. Ma guardando alla prospettiva e alla necessità di allontanare scenari competitivi dannosi per la Toscana e per Pisa".
"Le forme dell'integrazione sono tutte da definire - ha precisato Filippeschi - e le verifiche stringenti da fare sono obbligate. Situazione reale della società di gestione fiorentina, investimenti per la messa in sicurezza dell'aeroporto "Vespucci", piano industriale di crescita che incrementi i valori d'insieme dei soci, scelte sul management. Sono le garanzie necessarie di uno sviluppo possibile".

Più cauto il Presidente della Provincia, Andrea Pieroni, che al termine del suo intervento viene applaudito provocatoriamente dal Pdl. "Non si deve cadere in logiche localiste, ma occorre che teniamo presenti i nostri punti di forza. Occorre prendersi tutto il tutto necessario per ragionare seriamente sul fronte dell'integrazione. Alla Regione tocca un ruolo di regia elaborando una sorta di masterplan del sistema nel suo complesso, in un'ottica di una collaborazione più strutturata tra el due realtà".

Diversi poi gli interventi in consiglio comunale delle forze politiche. Da parte del Pd, per il quale ha parlato il capogruppo Ranieri Del Torto, arriva il sostegno al processo di integrazione e non ad un meccanismo di concorrentra tra i due aeroporti, anche se specifica: "E' una sfida che però deve portare ad una crescita di entrambe le realtà e non ad un semplice travaso, e ad oggi del piano di sviluppo di Firenze non si sa nulla". Tema ripreso anche dai socialisti: "Serve un meccanismo di crescita di entrambi gli scali - afferma il consigliere Giuliano Bani - tenendo conto dei dati di realtà: noi abbiamo investimenti, un management di primo livello, progettualità, a Firenze non c'è nulla di tutto questo. Occorre quindi in un'ottica di sistema far prevalere gli interessi regionali e non quelli fiorentini".

L'idea dell'integrazione convince anche Sel e Prc che sostengono il percorso avanzato da Rossi facendo delle specifiche su alcuni temi su cui occorre porre attenzione: dalla tutela dei lavoratori, alla relazione tra lo sviluppo dell'aeroporto civile di Pisa e il progetto dell'Hub, all'attenzione da porre a soggetti finanziari poco credibili potenzialmente interessati al sistema aeroportuale toscano. Una netta contrarietà invece, è stata espressa dal Pdl: "Un conto - ha detto Petrucci - è se su Firenze investono i privati, cosa legittima, altra cosa è se investe la Regione che deve puntare su Pisa e sull'investimento su altre infrastrutture come la Fi-Pi-Li e l'integrazione tra il "Galilei" e il porto di Livorno".

Insomma la discussione è ancora aperta e gli scenari futuri saranno da definire nei prossimi mesi.

 

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2011/01/20 11:01:05 Roberto Roberto La storia si ripete da 600 anni .....
Aeroporto di Pisa RIPOSA IN PACE.

Rossi in consiglio comunale sul sistema aeroportuale toscano - di Marco Marche

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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