Una nuova ondata di sgomberi contro i campi rom che si trovano nella nostra città. E' questa l'intenzione del Comune di Pisa da qui a brevissimo. Negli ultimi giorni, infatti, la Polizia Municipale ha avviato, su mandato del Sindaco e della Giunta, una tornata di provvedimenti che non ha precedenti in città. Gli agenti si sono recati ai campi - a Putignano e sul Viale delle Piagge - hanno smantellato un piccolo insediamento di cittadini stranieri in Via di Viaccia, e infine nella giornata di ieri hanno intimato lo sgombero allo storico insediamento rom di Marina di Pisa, a suo tempo creato dal programma Città Sottili e oggi derubricato a "insediamento abusivo".
Dopo un periodo si tregua, dovuto anche alle polemiche seguite all'ultimo sgombero effettuato dai vigili urbani - a cui aveva fatto seguito la denuncia di Africa Insieme nei confronti del capo della stessa Polizia Muncipale, Massimo Bortoluzzi - l'amministrazione comunale riattiva dunque la macchina degli sgomberi, senza che però vi siano soluzioni alternative per le decine di famiglie che vivono nei campi.
Una scelta, quella del Comune di Pisa, che fa discutere considerato il momento in cui avviene, dopo la tragedia dei bambini rom morti a Roma che ha nuovamente posto l'attenzione sull'efficacia delle sole politiche repressive.
E i primi a prendere la parola chiedendo al comune di non dare seguito agli sgomberi, sono i volontari dell'associazione Africa Insieme, che da sempre si occupano di migranti nella nostra città.
In una nota la storica associazione ricorda le recenti parole del presidente della Repubblica Napolitano, all'indomani della morte dei 4 bambini nella capitale: "E' una tragedia che pesa su tutti noi: non dobbiamo lasciare esposte al rischio comunità che da accampamenti degradati debbono essere tempestivamente ricollocate in alloggi stabili e dignitosi".
"Sono parole - commenta Africa Insieme - che hanno scosso le coscienze in tutta Europa. Parole nettissime, che chiamano in causa le politiche degli sgomberi: il gruppo di rom vittima del dramma di qualche giorno fa - lo ricordiamo - era stato sgomberato trenta volte in pochi anni. Per nascondersi, per evitare le periodiche demolizioni delle baracche, si era rifugiato in luoghi insicuri e pericolosi. Così è nata la tragedia dei giorni scorsi. I fatti di Roma, l'alto monito del Presidente della Repubblica, l'amara denuncia della Comunità di S. Egidio e delle organizzazioni del volontariato laico e cattolico, non sembrano però aver scosso gli amministratori della nostra città".
Da qui la critica rispetto all'annuncio di nuovi imminenti sgomberi: "Le famiglie coinvolte non sanno dove andare, e naturalmente il Comune non ha offerto alcuna soluzione alternativa. Persino la Giunta Alemanno, duramente criticata dalle organizzazioni internazionali, si è sentita in dovere di proporre qualche soluzione di accoglienza: degradante, umiliante, discutibile (e discussa), ma pur sempre accoglienza".
"Il Sindaco Filippeschi - prosegue Africa Insieme - ha scritto ai Ministri Maroni e Sacconi per chiedere risorse: senza spiegare a cosa dovrebbero servire quelle risorse, e anzi lasciando intendere che potrebbero essere impiegate in nuovi sgomberi (nella lettera si accenna a iniziative "di rafforzamento del sistema dei controlli da parte delle Forze dell'Ordine"). Eppure la Commissaria UE Viviane Reding ha spiegato che l'integrazione dei rom è una delle priorità dell'azione dell'Unione Europea. In questo quadro l'amministrazione comunale potrebbe chiedere fondi per l'integrazione, per l'inserimento abitativo, anziché elemosinare qualche spicciolo per un non meglio precisato sistema di controlli".
L'associazione lancia così un appello all'amministrazione comunale: "In un momento così drammatico esprimiamo il forte auspicio che il Comune non dia seguito alle sue parole: chiediamo che non si proceda a nuovi sgomberi e che si apra, finalmente, un momento di confronto con le associazioni, e soprattutto con le comunità rom, per trovare soluzioni eque e ragionevoli. Gli sgomberi sono una pratica persecutoria, i cui fallimenti sono sotto gli occhi di tutti, e ormai riconosciuti da più parti (i tanti moniti giunti contro l'Italia e la Francia sono lì a dimostrarlo)".
Ma al contempo, così come già spesso in altre occasioni è avvenuto, Africa Insieme è disposta a dare battaglia perché siano rispettati i diritti di tutti: "Siamo anche pronti a immediate segnalazioni presso le autorità competenti e presso la stampa locale e nazionale di eventuali irregolarità commesse durante le procedure di sgombero".
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